The Prizewriter - Chi non balla il Punk Rock?

Il ritorno dei grandi che ha risvegliato la Road to WrestleMania dal suo torpore…

by Ernesto Bosio
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The Prizewriter - Chi non balla il Punk Rock?
© WWE YouTube / Fair Use

Benvenut@ alla nuova edizione del PrizeWriter, l’editoriale più heel del wrestling web. E... No, non parliamo di musica.

Ci voleva proprio una puntata di RAW così per rivitalizzare una Road to WrestleMania tanto piatta.

L’edizione dell’anno sicuramente dello show rosso ha registrato i due ritorni delle leggende, esattamente le stesse che 11 anni fa si contesero il titolo ora alla vita di Roman Reigns. E come ha asserito una di esse, sono ancora indispensabili.

Abbiamo ancora bisogno di loro.

Il terzo comodo

La faida per il titolo mondiale dei pesi massimi stentava a decollare, con un Seth Rollins diretto molto di più nell’altra direzione, ossia il match in cui spalleggia Cody Rhodes per affossare l’ex fratello Roman Reigns. Evidentemente si tratta di una questione di mera invidia per l’Architect. Lui, il campione di un titolo secondario, nato solo per lasciare un secondo premio ai "nr.2". Come pareva ovvio un premio che nasce per essere alternativa, ma non riesce tuttora a togliersi dall’ombra di quello principale. Ecco allora l’affiliazione un po' dal nulla all’ex arcinemesi... 

Poi vi è Drew McIntyre, l’heel atipico, il furbo e scaltro scozzesone. Lui che ha uno score tremendo contro Seth nell’ultimo periodo, uno 0-2 che dovrebbe lasciare chiunque in fondo alla fila. Ma lui c’è. Ha superato mille ostacoli, ha sfruttato congiunture astrali per esserci, e continua a cercare di impensierire un campione tanto distratto che asserisce di non essere neanche preoccupato dalla difesa, intento solo nel fare cadere l’altro suo più illustre corrispettivo. Una tiritera che da settimane si ripeteva nello show rosso. Ormai non avevano più nulla da dire.

Con un esito nefasto: il match ed il titolo che mette in palio erano diventati irrilevanti

Ma ecco che fa il suo ritorno la nemesi del Visionary, ed il santino di Drew. Quel CM Punk che inevitabilmente avrebbe cambiato il destino dei due contendenti per la notte delle notti.

Seth avrebbe avuto un vero main event tutto per lui, e non il main event in cui è il più incomodo del mondo. Drew, chissà…

Sicuro il Best in the World avrebbe coronato il suo sogno, che è anche il motivo principale per cui, almeno in keyfabe, è tornato.

A lezioni di mic

In un quarto d’ora di fuoco, CM Punk ha sciorinato verità taglienti come pallottole, ha fatto riferimenti pungenti come spine sotto i piedi dei benpensanti e dello script, è stato dissacrante e divertente.

Ed ha anche elevato la capacità degli altri di essere rilevanti. Lui lo è, senza bisogno di vestirsi da clown, o di mettere il nome di altri sulla sua t-shirt. Ma gli altri hanno bisogno di lui per tirare fuori tuta la loro vera cattiveria e vena agonistica.

Come Seth quando gli sputa in faccia, letteralmente, che per lui non è mai contato nulla, ovviamente mentendo. Ricordate Survivor Series?

O Drew che ha trovato la croce rossa (infortunata) su cui sparare per risollevare la sua carriera, e sfoggia come un vanto lo scalpo di Punk che lui stesso ha messo fuori dai giochi per prenderne il posto. Letteralmente.

Il nr1 draw del mondo del wrestling ha dimostrato che veramente è ancora il "best in the world at what he does".

In ring forse non più. Ma… "at the microphone and..."

"Even at commentary".

Sì, perché questa è la posizione in cui lo Straight Edge si presenterà a WrestleMania.

Ma sarà destinata a durare?

Innanzitutto siamo molto lieti che lui abbia trovato una sua collocazione allo Showcase of the Immortals, 11 anni dopo.

Che poi questa sarà definitiva? Non credo. Un’interferenza, un alterco, una presenza da arbitro che sia lui inficerà la riuscita del match riscaldato. Fortunatamente. E basta questo per rendere il tutto interessante. Che questo porti a un Drew campione, o ad una conferma di Seth. Che Punk riesca davvero a raggiungere il suo intento , o per errore causi un qualcosa di non voluto. Ma soprattutto: quale sarà la volontà di Punk?

 In ogni caso sono già scritti e dovuti due match con il nativo di Chicago protagonista.

Epopea del nulla

Dall’altra parte Roman Reigns e Cody Rhodes parevano destinati al loro secondo (!!) scontato e poco interessante “scontro epocale” nella WrestleMania più grande di tutti i tempi.

Per Rhodes, che mai avrebbe dovuto essere nuovamente nel main event per il titolo più pesante della storia, ho finito tutte le parole negative e gli improperi. Chi mi legge sa quanto lo detesti profondamente, molto di più di quanto abbia detestato il suo predecessore John Cena, che almeno aveva talento, e non solo raccomandazioni.

Il personaggio oltre ad essere tremendamente stantio e non aver cambiato nulla di una virgola in un anno, altro che costruzione a lungo termine, si rivela sempre più stucchevole e smielato. Il super eroe in giacca e cravatta, l'eroe solitario, il piagnone bullizzato, il figlio di papà. Cody. Un politicante, come giustamente l’ha definito  il Tribal Chief. Che oltretutto viene da umiliazioni e pestaggi subiti senza repliche…

Reigns l’ho sempre difeso, ma al momento vale davvero poco. Il titolo è diventato così pesante da oscurare anche il campione, davvero senza più nulla da offrire, se non essere l’ombra di se stesso. Pare davvero che il titolo non esista più.

D’altra parte, molta più enfasi è posta sulla raggiungimento della fine della storia che sul diventare campioni, e cosa questo comporta.

Chi ha totalmente salvato capra e cavoli, e meritava invero di essere lui nel main event a vincere il titolo è Dwayne Johnson.

Sebbene in una prima fase un booking indecente lo abbia prima portato - giustamente - a farci annusare il match del secolo, ma poi con repentino dietrofront ha privato di tale elargizione noi fan. Poi il passaggio da face a heel inizialmente lo ha frenato. Adesso ne godiamo in tutto il suo splendore in queste vesti.

Grandezza

Spavaldo, dominante, elettrizzante. Un vero e proprio villain, the Final Boss si è preso la scena oscurando totalmente il vuoto di interesse della fine della storia, ma anche suo cugino.

Ha saputo portare la storia sul personale, attaccare verbalmente e poi anche fisicamente, ma soprattutto emanare un’aura dominante e carismatica che gli altri due non sapevano neanche lontanamente.

Il potenziale è tanto, e lo dobbiamo solo all’inserimento dell’attore nella tenzone. Che si sfidi poi in singolo prima con Cody e poi con Roman, o viceversa: questi paiono i presagi. E sono due incontri che non vediamo l’ora di vedere. Reputo quindi un errore fornirci questo antipasto di un tutto che sarebbe stato da avere sin da subito per rendere davvero grandiosa questa edizione di WrestleMania.

Unica speranza quella che i samoani trionfino la sera prima, e la speranza così che veramente The Rock possa salvare anche la serata numero due, regalandoci un antipasto di quello che sarà il prossimo blockbuster sul ring.

Old but gold

Se CM Punk con il suo intervento ha permesso agli altri di divenire interessanti, interagendo in modo costruttivo con loro, ed alzando l’interesse nei confronti della sfida, The Rock ha invece totalmente oscurato gli altri rimandandoli nell’ombra.

Sembra che la riuscita di entrambi i segmenti sia stata tale grazie all'utilizzo di una dialettica ed un contenuto d'altri tempi, e molti hanno detto che pareva di essere tornati all'Attitude Era... 

In ogni caso i grandi vecchi, anche se non coinvolti in prima persona nelle sfide che contano, ancora mostrano la strada ai giovani. Ed i match in potenza più interessanti per i beniamini attuali sono quelli che li vedono affrontare le glorie del passato.

E questo deve farci riflettere. Saranno loro che sono troppo bravi e continuano ad oscurare le nuove generazioni?

O sono questi che non reggono il confronto?

Ai posteri, e a voi che leggete, l’ardua sentenza.

Noi ci sentiamo dopo WrestleMania!

Wrestlemania
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