Dirty Deeds - Verità scomode: né cattivo, né buono: bentornato al The Rock "giusto"

A SmackDown ha smesso i panni scomodi che la WWE aveva provato a costruirgli addosso e ha indossato finalmente i suoi: i benefici appaiono immediatamente evidenti.

by Marco Enzo Venturini
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Dirty Deeds - Verità scomode: né cattivo, né buono: bentornato al The Rock "giusto"
© WWE on Fox / Fair Use

The Rock vuole solo essere "reale". Lo ha spiegato anche nei giorni successivi alla sua memorabile apparizione a SmackDown, in una Memphis che si è trasformata nel suo nuovo personale "teatro delle meraviglie" come lo era stata Sacramento molti anni fa. Lo schema è rodatissimo: Dwayne in mezzo al ring, accompagnato da una semplice musica (all'epoca prodotta da lui stesso, stavolta da due "complici"), con l'intento di dileggiare i rivali, catturare l'attenzione generale sulle storyline in corso, ma prima di ogni altra cosa fare intrattenimento. E in questo la stoffa non solo è rimasta: se possibile, grazie forse anche alla lunga frequentazione di Hollywood, è migliorata.

Dal The Rock più odiato degli ultimi 20 anni agli applausi di Memphis

Ma proviamo a passare al setaccio quello che è successo: che cosa ha combinato The Rock a SmackDown? E soprattutto: come ci è arrivato? Partiamo dalla risposta alla seconda domanda: ci è arrivato dopo un cammino decisamente tortuoso, reso quasi impervio dai ferali eventi post Royal Rumble. Ovvero il fatidico venerdì in cui, sempre nello show blu, un Cody Rhodes fresco di bis alla Royal Rumble di fatto lo ha investito del ruolo di spodestatore di Roman Reigns a WrestleMania al posto suo. In più facendolo con un'espressione facciale che rendeva chiarissimo come quello fosse un messaggio che l'American Nightmare aveva ben poca voglia di canalizzare.

Da quel momento in poi è successo qualcosa che da oltre vent'anni sembrava pressoché impensabile: i fan della WWE si sono rivoltati contro The Rock. Tante cose sono state dette, e altrettante ipotesi messe sul tavolo. Tra le altre: questo è tornato, è entrato nella dirigenza della TKO e adesso pretende di farsi i main event di WrestleMania al posto di chi se lo merita. In realtà lo dicemmo anche all'epoca: stiamo attenti, che se lo scopo è quello di alimentare ulteriormente l'amore generale verso Cody Rhodes, la missione sta riuscendo. E infatti.

Talmente cattivo da diventare irresistibile

Aggiungiamoci il fatto che The Rock ha già dimostrato altre due volte nel corso della sua illustre carriera di essere sì un trascinatore delle masse, ma che se occorre alla compagnia di assegnargli un ruolo da cattivo, lo sa fare alla grandissima. Senza peraltro rinunciare al carisma e alla parlantina che da sempre lo contraddistinguono. E così, quando a dominare era l'odio nei suoi confronti, ecco un Rocky formidabile ad alimentarlo sempre più, mettendo sempre più carico e carica alla storyline di cui è entrato a far parte. Mettendoci, come personale e inconfondibile marchio di fabbrica, la solita ciliegina: un nuovo tormentone. Questa volta: Cody Crybabies. Che, guarda caso, si è espanso ovunque senza freni.

Quindi la notte di Memphis. Qualcuno ha giustamente sottolineato un fatto apparentemente incontestabile: che The Rock è stato quello di SmackDown? Durante il suo nuovo concerto non si è più fatto odiare, non si è più fatto fischiare. Anzi, la gente del Tennessee lo acclamava! Ma quindi? È ancora cattivo? È diventato buono e quindi tradirà Roman Reigns al momento più (o meno) opportuno? Avrebbe dovuto fare il cattivo ma non è riuscito a resistere alla tentazione di risultare irresistibile come sempre?

Niente di tutto ciò.

Missione compiuta: The Rock torna Dwayne Johnson

La verità è che, con qualche settimana di anticipo sulla disputa di WrestleMania, The Rock ha già compiuto la sua missione. Doveva dare spinta a Cody Rhodes, che l'ha avuta. Non avrebbe dovuto, ma ha addirittura dato spinta anche all'altro campione "buono": Seth Rollins. Che a sua volta si presenterà al weekend più importante dell'anno con una rilevanza da tempo scomparsa. Più di così, non si poteva fare. E quindi ora è sufficiente tenere alta l'attenzione, anzi: catturare quella di chi ancora non si fosse imbattuto in questa intricata vicenda. E che magari, sapendo di un Dwayne Johnson di nuovo al centro di un ring mentre canta una canzone, si è sintonizzato su SmackDown. E a questo punto era meglio non fargli fare l'infame: meglio fargli fare la solita, simpatica e al contempo odiosa canaglia.

The Rock doveva creare hype intorno a WrestleMania XL, ed è esattamente quello che è successo. L'hype c'è, è alle stelle come raramente era capitato negli anni scorsi. E questo gli permette ora di non essere né cattivo, né buono, ma (come lui stesso ha spiegato ai suoi follower sui social) semplicemente sé stesso. Un Rocky per settimane piegato alle esigenze di sceneggiatura è ora il Rocky "giusto". Perché il compito che gli era stato dato, creare attenzione, è stato svolto nel migliore dei modi. E l'hype, come detto, è alle stelle: il dato è innegabile. E chi lo nega o è in malafede, o guarda il wrestling con superficialità.

Oppure, opzione da non scartare, è "un crybaby".

The Rock Smackdown
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