The Prizewriter - La mia WrestleMania

Ode alle gesta di Sir Will Ospreay e Takeshita e fine della storia XL...

by Ernesto Bosio
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The Prizewriter - La mia WrestleMania
© Youtube ARE/Fair Use

Amiche ed amici del PrizeWriter il momento è importante la penna è calda, partiamo con la disamina del caso.

Questa è una di quelle volte che si coglierà la palla al balzo per fare un bel ragionamento con implicazioni su tutta la scena del wrestling major americano.

Il post Revolution ci lascia sbigottiti e con il cuore pieno.

Una di quelle volte che la disciplina diventa arte, ed assistervi è un godimento profondo per occhi, mente, anima.

Non stiamo parlando delle scene titolate troppo stantie (tranne il titolo di miss Storm, che non si tocca ), del caotico ritiro di un’icona, dei vari tentati suicidi di Darby, e neanche delle botte fini a se stesse tra BCC ed FTR…

Ma del match che quel genio di Callis ha definito preventivamente of the decade: Konosuke Takeshita vs Ospreay.

Sbagliato l’assemblaggio della card, tutto quello che c’è stato prima si dimentica, e ciò che c’è stato dopo diventa irrilevante...Vedasi il match per il titolo massimo dove il pubblico era totalmente morto.

Sapevamo sarebbe stato un gran match, ma nessuno si aspettava tanto

Neanche mezz’ora di emozioni e pelle d’oca a sfociare in brividi, che ci fa ricordare perché amiamo il Wrestling (la maiuscola non è casuale).

Colpi che più duri non si può. Pulizia di esecuzione chirurgica. Inventiva che ci lascia a fauci spalancate. Citazioni di gratitudine.

I corpi iper atletici e resistenti dei due gladiatori tesi al massimo per garantire il miglior spettacolo a noi appassionati.  

Senza lesinare in cattiveria, però sempre nei limiti della correttezza.

Agonismo e sportività, suggellati da un finale di rispetto e devozione verso la materia.

Raccontarlo è difficile, bisogna vederlo.

E siamo di fronte solo all’atto primo…

Il tutto in seno ad una Family in cui i rapporti di potere si fanno intriganti, e con già l’acquolina in bocca per la nuova sfida amichevole del mercoledì successivo con Kyle Fletcher, un altro destinato a sfiorare il cielo.

Merita un discorso a parte l’Aerial Assassin. Nettamente ed inconfutabilmente il migliore al mondo fra le corde.

Quale match con Will Ospreay sarà il MOTY di quest’anno?

Non solo per le sue abilità poliedricamente straordinarie, ma per la sua dedizione e l’amore per il business, che lo portano ad aver combattuto quest’anno, a marzo, già n potenziali MOTY: il triple threat di WrestleKingdom; Il match contro Oku in Revpro; quello contro Okada; lo steel cage di commiato del suo Empire dalla NJPW ed ora questo.

Non si risparmia mai, e dà sempre il meglio possibile per i fans, anche in ring e federazioni inferiori. Come contro Alexander in TNA. Dimostrando un attaccamento senza pari. Altro che Roman Reigns…

Giù il cappello per te, Bruv.

Di fronte a cotanta beltà impallidisce il misero spettacolo che ci sta offrendo l’altra major americana.

Dopo gli sperticati elogi nei quali mi ero sbilanciato, forse abbagliato dall’effetto CM Punk, in vista di questa storica edizione di WrestleMania, e le previsioni che la potevano rendere davvero all’altezza delle più grandi, ci troviamo oggi, ovviamente complice la sfortuna, con un Punk, una Charlotte, un Lesnar ed un The Rock - dove merita di stare - in meno.

Ovviamente alla sfortuna si deve far fronte, e l'esplorazione di vie alternative, alquanto migliori, a quelle intraprese era stata fatta. Senza spingerci nel fanta booking erano state teaserate on screen la sfida per il titolo workhorse fra Cody e Rollins, o la possibile contrapposizione di campioni fra quest'ultimo ed il ring general. 

Un flop XL

Avremo due minestre riscaldatissime come match di cartello, un Cody v. Roman 2.0 che solo i crybabies meritavano di vedere; ed un Seth v. Drew n.3, contando gli ultimi mesi. Avremo poi un tag team match totalmente a casaccio, che svilisce il potere mediatico di un The Rock che deve interpretare la parte giusta (grande il suo inserimento nella Bloodline) ma nel posto sbagliato, e leverà probabilmente il main event alle ragazze.

Oltre le faide femminili, le uniche da salvare, tutto il resto non sembra all’altezza. O non sembra che abbia tempo o spazio, nelle settimane che ci separano, per contenere qualcosa di più di improvvisato.

Alla faccia del luogo comune che postula come in WWE il loro punto di forza sia la programmazione.

Veramente triste per quella che poteva e doveva essere.

Arte vs Entertainment

Ed ecco che oltre le mille parole, i proclami, le sceneggiate, forse il grande Wrestling si è già palesato, è già ci stato elargito.

Anche solo per 20 minuti, che faranno sembrare le due notti di intrattenimento di aprile esattamente per quello che sono.

Wrestlemania
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