Dirty Deeds - Verità scomode: e se questo The Rock ci stesse fregando tutti?

Il dubbio, vedendo il suo atteggiamento nella puntata di SmackDown in cui ha fatto ufficialmente ingresso nella Bloodline, viene: anche ripensando ai precedenti...

by Marco Enzo Venturini
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Dirty Deeds - Verità scomode: e se questo The Rock ci stesse fregando tutti?
© WWE on Fox / Fair Use

Ebbene sì: come disse Michael Cole nel fatidico segmento di Raw in cui Seth Rollins sembrava voler convincere Cody Rhodes ad affrontare lui a WrestleMania XL (anche se era tutto funzionale a ciò che sarebbe successo dopo) "siamo di nuovo nel 1996". O forse no? Signore e signori: la risposta è "no". Perché il Rocky Maivia del 1996 non esiste più da 28 anni, e il The Rock del 2024 non può essersi dimenticato come si fa. E se è vero che oggi come oggi è uno dei principali "cattivi" di cui la WWE disponga, forse è meglio tenere gli occhi aperti. E il ricordo non può che andare a un'altra sua versione del passato.

The Rock e quel ritorno che ha confuso (e irritato) tutti

Per settimane ci siamo interrogati sul ruolo di Dwayne Johnson in questa anomala Road to WrestleMania, falcidiata da qualsiasi problema possibile. Ma davvero può essere che sia stato lui in persona a presentarsi nelle alte stanze di Stamford e pretendere di lottare nel main event più importante dell'anno (del decennio?) senza riflettere sulle conseguenze? Possibile che non si fosse reso conto di quanto caldo fosse il pubblico nei confronti dello sfidante designato di Roman Reigns? Possibile che si sia dimenticato il funzionamento di quella stessa Royal Rumble che peraltro vinse personalmente nel 2000? Ma soprattutto: possibile che non si ricordi più come funziona il wrestling?

Sgombriamo il campo da ogni qualsiasi dubbio: no. Nessuna di queste cose è possibile. Casomai è possibile che siamo noi, ancora una volta, ad essere caduti in una tela più grande di noi. E dal cui interno non riusciamo a scorgere il quadro generale della situazione.

Il top heel che manda in cortocircuito SmackDown

Che The Rock fosse arrivato in maniera fin troppo confusa e che l'accoglienza sia stata diversa rispetto a quella che chiunque si sarebbe aspettato è fuor di dubbio. Ma guardate che cosa è successo venerdì scorso a SmackDown, nella puntata in cui ha definitivamente ufficializzato il proprio ingresso nella Bloodline: il pubblico di Salt Lake City è andato in cortocircuito. Lo fischiava, ma al contempo lo acclamava. Lo contestava, ma urlava a squarciagola le frasi che lo hanno reso immortale nei decenni. E quindi?

Quindi c'è da mettere in conto una possibilità: che in realtà tutti questi errori in casa WWE non ci sono realmente stati. Che The Rock non è improvvisamente impazzito, divorato dal suo ego di star di cinema e tv a stelle e strisce. Ma The Rock è tornato in WWE per fare quello che sa fare: ossia, guarda un po', The Rock.

Non sono pochi gli osservatori che hanno visto nel suo atteggiamento e anche nel suo vestiario di Salt Lake City barlumi di quell'Hollywood Rock che tanto confuse in tempo reale i fan nel 2003 e tanto li mise d'accordo non appena la sua parabola si era conclusa. Il discorso fu: Dwayne è stato perfetto per il ruolo che doveva assumere. Insopportabile per il pubblico, ma imperdibile come sempre. E soprattutto: straordinario nell'elevare chi doveva essere elevato. Cioè i suoi avversari.

I meriti di questo The Rock nella Road to WrestleMania XL

Ora: siamo proprio convinti che non stia succedendo lo stesso anche adesso? Che con CM Punk fuori dai giochi, Seth Rollins conciato malino e tutte le vicende legate a Vince McMahon e Brock Lesnar tutto questo caos fosse nei piani sin dall'inizio? Alla fine ha scatenato nei confronti di Cody Rhodes un amore generale e incontrollato che la sola vittoria della Royal Rumble non gli aveva garantito, quantomeno non a questi livelli. E Roman Reigns, ritenuto ormai piatto e monocorde sin da SummerSlam 2023 (se non addirittura da WrestleMania 39)? Anche lui è tornato interessante, anzi imperdibile. Vogliamo dire che il buon vecchio Dwayne non c'entri? Diciamolo. Ma probabilmente mentiremmo.

L'unica cosa sulla quale possiamo essere certi è che conviene tranquillizzarsi tutti, sedersi e aspettare. Perché il mosaico si sta componendo, l'odio generale nei confronti di The Rock ormai è assodato e lui stesso lo sta abbracciando a pieni polmoni. Pur non rinunciando al suo carisma e a quella scintilla che comunque continua a generare. Anche ora. Intanto vediamo questa Road to WrestleMania che altre sorprese ci regalerà. Chissà: un domani potremmo raccontare a noi stessi che ancora una volta quella vecchia volpe di Dwyane ha fatto centro. Ed è riuscito a fregarci ancora, anche se lo aveva già fatto in passato.

Anche se nel frattempo non è più né il 1996, né il 2003. Ma il 2024.

The Rock Smackdown Bloodline
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