Dirty Deeds - Verità scomode: Cody Rhodes, RetconMania e l'importanza delle parole

Non soltanto il vincitore della Royal Rumble ha finito per diventare vittima delle sue stesse dichiarazioni, ma il problema riguarda un po' tutti. Tranne Drew McIntyre.

by Marco Enzo Venturini
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Dirty Deeds - Verità scomode: Cody Rhodes, RetconMania e l'importanza delle parole
© WWE on Peacock / Fair Use

Quindi, verrebbe da dire, ci siamo sognati tutto. Questo è uno dei possibili modi per riassumere i fatti degli ultimi dieci giorni, dalla fatidica puntata di SmackDown post Royal Rumble (riassumibile in "But not at WrestleMania") fino all'altrettanto fatidica Press Conference dello scorso giovedì (riassumibile in "I choose The Rock"). Ma nel mezzo che cosa è effettivamente successo? E che cosa ci raccontano le strane vicende che hanno visto come protagonisti Cody Rhodes, Roman Reigns e ovviamente The Rock, e ahiloro importanti comprimari in Seth Rollins, Drew McIntyre e lo stesso CM Punk? Parliamone con calma.

La WWE sta faticosamente tentando di portare a casa quella WrestleMania epocale di cui aveva magistralmente posto le basi sin dallo scorso autunno. Da allora tante, troppe cose sono andate storte. E non è nemmeno troppo colpa della federazione, trovatasi a dover gestire infortuni, fuoriuscite dal consiglio d'amministrazione e acquisizioni da parte di quest'ultimo di figure fin troppo pesanti. Resta un problema: quello della continuity. Che va sempre onorata, pur ovviamente modificandola, plasmandola, eventualmente anche ricostruendola da capo a seconda delle esigenze. Purché il filo conduttore sia uno.

Ecco: le vicende di Cody Rhodes di fili conduttori sembrano averne avuti diversi, e tutti in contraddizione tra loro.

I vari ripensamenti di Cody Rhodes dalla Royal Rumble a oggi

Tutto ciò che l'American Nightmare ha fatto nella sua marcia di avvicinamento alla Royal Rumble urlava una cosa, e una soltanto: rematch con Roman Reigns. Fargli pure rivincere la rissa a 30 uomini (scelta gradita da alcuni, indigeribile per altri) lo confermava senza temi di smentite. Il suo comportamento appena dopo il trionfo di St Petersburg era la conferma ulteriore di ciò che il mondo tempo sapeva, e tanti immaginavano addirittura da un anno. Questo adesso deve andare a finire la sua storia. Pure nel videogioco lo dicono.

E invece...

Invece arriva l'ormai famigerato segmento del passo indietro a favore di The Rock, pur senza ufficializzare nulla. La fanbase in subbuglio, pur senza che fosse stato ufficializzato nulla. La partecipazione dello stesso Cody Rhodes a Raw, con Seth Rollins che lo implora di concedergli un match che per lui rappresenterebbe contemporaneamente rivincita, redenzione, definitiva consacrazione di un regno mai realmente uscito da una certa sordina di fondo. L'altro intanto nicchia, quindi arriva Drew McIntyre. Colui che attualmente dovrebbe rappresentare il male in persona. A cui però viene affidato il compito di farsi portavoce di ciò che i tifosi pensano e vogliono.

Tutte le contraddizioni del mondo in una sola Press Conference

E arriviamo alla conferenza stampa, in cui per qualche motivo Roman Reigns crede di poter ribaltare ulteriormente i ruoli che la WWE ha ben saldi da decenni ed elegge lui il proprio sfidante per WrestleMania: The Rock, appunto. Il quale evidenzia l'importanza della Bloodline, e finalmente espone qualcosa che tutti dovrebbero sapere e fingono di ignorare: lui e il cugino NON SONO CUGINI. Non sono nemmeno realmente parenti, dato che i rispettivi nonni hanno fatto un "patto di sangue", senza però che nessuno dei rispettivi discendenti unisse il DNA con qualcuno dell'altro ramo dell'albero. E vabbè.

Peccato che poi Cody Rhodes faccia ciò che aveva senso facesse sin dall'inizio (scegliere Roman Reigns come avversario di WrestleMania), provocando quel The Rock che in storyline aveva lui stesso chiamato in causa e dando modo al Tribal Chief di demolire una volta ancora la reputazione di Seth Rollins e del suo titolo. Da lì il caos, ignorato da molti per il solo fatto di aver ottenuto il risultato sperato: il campione tiranno contro il proprio beniamino, che questa volta sicuramente vincerà.

Il vero problema non è se questo succederà, non è nemmeno se il match sarà veramente questo (o uno scontro a tre), se sarà l'unico (o se uno dei due alla fine dovrà affrontare anche lo stesso The Rock) o tutte le variabili che vi possano venire in mente. Il problema è dimenticare i precedenti capitoli della storia. Cody Rhodes doveva sfidare Roman Reigns, ma non facendo finta che SmackDown non sia mai successo. Che sia stato un'allucinazione collettiva. Il tempo per studiarsi una scappatoia non era infinito, ma c'era. Sei giorni, caspita. Possibile che in un tale lasso di tempo non si potesse inventare proprio niente di un pochino più strutturato?

Come si poteva salvare Cody Rhodes dalla Road to WrestleMania

La buttiamo lì: Seth Rollins che ci ripensa ed è lui a convincere Cody Rhodes di aver preso la decisione sbagliata. Nick Aldis che da General Manager mette alle strette un suo possibile, futuro dipendente. Anche soltanto The Rock che tradisce lui, apertamente, l'uomo che lo aveva cercato per un consiglio e lo porta a capire di aver commesso un errore. Ci doveva essere un arco narrativo per Cody: non c'è stato. Semplicemente "la vostra famiglia vi schiferebbe, io scelgo Roman". Ma così il tutto viene drammaticamente appiattito.

Si partiva da un pasticciaccio, questo è chiaro ed evidente. E uscirne non era l'impresa più facile. Ma c'erano tutti i presupposti per elevare ancora più Cody Rhodes, che già si trovava una fanbase inferocita alle spalle, e renderlo un cavaliere senza macchia e senza paura. Non un personaggio che non sa che cosa vuole e cambia idea solo perché è giusto che lo faccia.

E se era inevitabile tornare sui binari e scrivere "la storia giusta", quantomeno bisognava scrivere una storia. Non rimangiarsi tutto e trasformare la Road to WrestleMania in una decisamente meno nobile RetconMania. In cui nessuno dice e pensa qualcosa di autentico e lineare, a parte Drew McIntyre. Che dovrebbe essere il più cattivo di tutti.

Cody Rhodes Royal Rumble Drew Mcintyre
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