The Prizewriter - SPECIAL EDITION - 2023 AWARDS

Tutti i premi ed il riassunto di un'annata unica!

by Ernesto Bosio
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The Prizewriter - SPECIAL EDITION - 2023 AWARDS
© Fair Use

Amiche ed amici di WorldWrestling, Auguri di buone feste! È il tempo di rispolverare memorie ed almanacchi, fare brain storming e procedere con le scelte più difficili della fine dell’anno!

Per me è un onore essere qui per l’ultimo editoriale 2023 in vostra compagnia.

Innanzitutto voglio ringraziare di tutto cuore voi che mi leggete, per quello che sarà il settimo anno, sempre sulle stesse pagine, e poi il management del nostro sito che continua a darmi la possibilità di realizzare il mio sogno e poter condividere con voi i miei pensieri strampalati e le mie considerazioni.

Tutto ciò diventa ancora più importante quando mi spetta il graditissimo ed illustrissimo compito di stilare una classifica personale, ed un vademecum che rimanga negli annali, per quello che sarà ormai il quinto special del PrizeWriter Awards... Se avete tempo da perdere e voglia di ripassare la storia del nostro combat sport preferito, o se volete farvi due risate ed andare a curiosare le scelte più balzane, che manco mi ricordavo di avere effettuato, vi ho linkato tutte le edizioni passate.

Ma iniziamo subito con quella di quest'anno!

MSM: RIP Bray Wyatt (Windham Rotunda)

Vince il premio most shocking moment l’evento nefasto che nessun@ avrebbe mai potuto pronosticare o immaginare, neanche nei sogni più brutti. Ci lascia la mente più contorta e deliziosamente malata del business, nonché mio idolo, a cui ho dedicato questo pezzo. Un momento così struggente che vige la difesa psicologica della rimozione. Trattamento totalmente diverso da quello ricevuto da Eddie Guerrero, ultima scomparsa paragonabile per clamore e dolore. Nessun@ ne coglie l’eredità. Nessuno n@ parla in storyline. Forse avrebbe potuto essere carino continuare un tributo con lo Zio Howdy e i Wyatt Six… Ovviamente passa in secondo piano anche il congelamento dell’inferno, con il Punk figliol prodigo in WWE 10 anni dopo.

MSD(new): Brawl In London

Esordisce questo nuovo premio fra il serio ed il faceto. Il Mi stai deludendo award, semicit. Se la giocano la bruttissima fine della Bloodline, che da magniloquente arco narrativo, traino dell’intera federazione, almeno fino a WrestleMania, perde ogni senso ed interesse. Dopo l’allontanamento del fratello buono (Jey), i tira e molla del fratello meno buono (Jimmy), e l’inutilità del fratello scarso (Solo) la trasformazione in soap opera è completata. Nel frattempo sulla fine dell’impero aleggia il fantasma di Cody per l’atto secondo (Dio ce ne scampi e liberi), rendendo un anno di non apparizioni e storyline scontate ancor più doloroso. Ma non può non trionfare il vizietto di alzare le mani, nuovamente, di un certo Phil Brooks, che riesce non solo ad affossare completamente la sua ex federazione con il suo allontanamento, ma soprattutto a rivitalizzare “casa sua”. Sacrilegio del Wrestling.

SOTY: Sami Zayn joins the Bloodline and consequences

La storyline dell’anno è quella, invero iniziata l’anno precedente, che vede il petulante canadese effettuare un turn face all’interno della tirannide di sangue samoana, riuscendo nell’impresa di risultare credibile, spassoso, profondo, in tale contesto assolutamente antitetico. Meravigliosa la relazione con Jay, che ancora lo accompagna. Purtroppo il finale non è stato degno. Meritava di andare lui a sfidare Reigns a WrestleMania, altro che il principino raccomandato…

MWT (m/f): Theory/Saraya

Il premio meno ambito di most wasted talent da lato maschile poteva andare al trascurato ed inconcludente Wardlow; all’immenso, fraterno e insultato talento di Ciampa e Gargano (scappate fin che potete…); a Malakai Black e Keith Lee trattati nello stesso vergognoso modo per il quale erano fuggiti a cercare maggiore fortuna, ma nessuno ha ricevuto trattamento di Austin Theory.

Il ragazzo ha talento, ma non ha ancora trovato una sua dimensione, anche perché tutte quelle in cui è stato presentato erano patetiche. Anche se hai tenuto per mesi e affossato completamente un titolo come quello USA. John Cena lo ha riassunto mirabilmente ed in modo profetico nell’unico promo che gli è riuscito bene della sua triste annata:  “Anche se vinci contro di me - barando ndr - perderai, perché nessuno si ricorderà mai di te” detto, fatto. Un po’ come fatto da Saraya, tornata in pompa magna e forma discutibile al Wrestling l’anno passato, e quest’anno leader della stable più infantile, meno originale e più ripetitiva dopo il Judgment Day. La conquista del titolo femminile AEW, il più infausto del buisness, ne segna la disfatta, come quasi tutte quelle che alzano al cielo quella sciagura di cintura. Il bagno di affetto di Londra è preludio all’oblio più doloroso e alla insignificanza più atroce. Non ti meritavi questo, poteva andare molto meglio. Ancora ci crediamo…

PPVOTY: AEW Wrestledream

Per il ppv of the year la mia originale scelta ricade sull’ evento in memoria di Antonio Inoki che con una minima aspettativa ci ha regalato una card dalla qualità media di lottato così alta che non si vedeva da davvero tanto tempo in AEW. Perle come Bryan v Sabre; Hangman v Swerve I; Julia v Statlander ed un grande main event: Christian v Darby suggella il tutto. Ovviamente se ragioniamo in termini di importanza ALL IN London lo supera, ma io mi sono basato prettamente sul lottato, motivo per cui non ci può essere sicuramente un ppv della WWE.

MIW (m/f): Roderick Strong/Julia Hart

Per il most improved wrestler da parte maschile, vista le penuria di esordienti davvero valevoli, il premio va ad un vero e proprio veterano, che in punta di piedi ha saputo reinventarsi totalmente e  convincere anche i più scettici. Rendere non solo interessante, ma iconico, il buon vecchio Roddy è una perla, un capolavoro dalle epiche proporzioni. Lui che faceva dormire, o piangere, quando prendeva un microfono in mano, ora fa ridere chiunque, riciclato in un comedy che lo ha salvato da chi non lo sapeva prendere sul serio (chiunque).

Non ho considerato LA Knight perché non ritengo il suo un miglioramento; è andato così over solo perché ha finalmente potuto esprimere le sue abilità. 

Per le damigelle non poteva che esser Julia Hart la prescelta. Passare da essere cheerleader senza capo ne coda, a eroina dark di una stable iconica come la House of Black non è da poco. A la Rhea Rypley. Interpretazione in cui si cala perfettamente nel personaggio, a suo agio sempre, ed anche sul ring il livello ora è più che accettabile. Le auguriamo un grande regno.

TOTY: AEW International Championship

Il titolo dell’anno non poteva che essere quello sapientemente portato dal tedoforo Cassidy, nella sua prima corsa ad ostacoli per mantenerlo alla propria vita. Quaranta difese mozzafiato contro gli avversari più disparati aprivano le puntate settimanali, mettendo allo strenuo il corpo minuto e martoriato di Cassidy. Il titolo ha acquisito così un valore incredibile. Ciliegina sulla torta il feud con Moxley, che sarebbe bello poi finire (1-1). Un primo match mozzafiato, perso, ma la rivincita in cui lo batte pulito. Peccato che poi l’alloro lo si vede scomparire nel nulla cosmico attuale... Ma quella prima run rimarrà per sempre.

Discorso diverso si può fare per un altro grande regno, quello intercontinentale di Gunther, che mai l’ha perso questo titolo, ma che neanche lontanamente ha avuto difese così probanti ed avversari alla sua vera altezza. Il titolo massimo AEW invece anche esso sempre nelle stesse mani, non ha mantenuto l’interesse elevato nei suoi confronti, ed almeno la metà delle difese di MJF sono state troppo scariche per poter ambire a codesto riconoscimento, anche perché è si campione da più di un anno (fatto che in giro per il globo sta iniziando a stancare), ma troppe delle sue difese sono state scontate. Il suo non può essere definito leggendario come regno, annacquato dal suo ultimo periodo di amicone buontempone. 

FOTY(new): WWE

La palma di Federation of the year spetta invece alla World Wrestling Enterteinment, che grazie al commando saldo di Triple H è riuscita nell’impresa di risultare la più popolare, nonostante il livello medio di lottato e qualità nelle storyline così bassi convincendo i suoi fan più accaniti che questo si chiami “fare Enterteinment”. Lo ha fatto capitalizzando le poche e grandi storie riuscite bene; il clamore mediatico e, specie in chiusura dell’anno, il ritorno di Punk.. Salda la posizione di vantaggio per appeal generale, contro il decadimento della federazione rivale, nel caos autodistruttivo di una AEW che sicuramente non ha passato una grande annata…

TTOTY: Better than you bay bay

Il Tag Team of the year, in un annus orribilis per quanto concerne il tag team wrestling, lo vincono MJF & Adam Cole. Sebbene abbia sempre disprezzato questa loro bromance, in quanto snatura i loro due allineamenti naturali, sono stati il team attorno a cui hanno girato più storie. Hanno saputo intrattenere in tutte le salse: comedy, drama, psychology, dimostrando una grande alchimia anche essendo molto diversi. Sono riusciti anche a conquistare i titoli della ROH, rimanendo invitti tuttora, nonostante la defaillance di Cole. Per il resto il paradiso del wrestling di coppia che era la AEW è andato perduto. Ed adesso i campioni sono addirittura una coppia improvvisata, dopo un anno di vero sbiadimento nella categoria un tempo fiore all’occhiello.

Andando dall’altro lato della barricata c’è il nulla cosmico, nonostante, per la seconda volta soltanto nella sua storia, il main event (XD) di WrestleMania sia stato un tag team match, che però non ha portato grande fortuna ai coinvolti: lo smembramento  innecessario degli Usos, che ci toglie un grande duo; il nulla di fatto con Samy Zayn e Kevin Owens che per il loro tardivo WMania moment sono stati messi insieme quasi dal nulla, e sono finiti ancora peggio. Il momentum era tutto e solo di Zayn e il patetico prosieguo ha annullato tutto l’hype per le cinture, di lì in poi vinte da soli single wrestler uniti per caso.

WOTY (m/f): Will Osprey /Toni Storm

La palma di miglior wrestler of the year da parte maschile vede davvero un’ardua scelta, perché sono molti i performer che si sono eretti nel panorama. Se Gunther e Cassidy, grandi campioni secondari, già sono stati celebrati nel premio del miglior titolo; MJF, comunque sempre protagonista, lo è stato in quello di miglior tag team. La scelta quindi ricade in fin dei conti sull’Aerial Assassin, perché nessuno ha elevato la propria annata in tale modo, apparendo in cotanti match leggendari, in diverse federazioni sul globo terracqueo ed innalzando il proprio status fino a quel livello, tanto da divenire il più conteso free agent e approdare in pompa magna, ma non magnissima, alla corte del mecenate del wrestling Tony Khan. Premio che vuole essere di buono auspicio per un 2024 che deve essere il vero e proprio anno della consacrazione globale sul terreno americano di quello che nel 2023 è probabilmente il miglior Wrestler al mondo.

La miglior wrestler per paragone non può essere Rhea Ripley. Anche essa come MJF si appresta a terminare un’annata trionfale, che, da quando ha coronato il suo WrestleMania moment, la vede imbattibile e dominante, anche nei riguardi dei maschi della stable che pendono dalle sue labbra. Anche qui la campionessa è leggendaria, ma altrettanto non si può dire del suo regno, a brancolare nel nulla della divisione femminile di RAW bookata stile AEW, in attesa dell’unica sfida veramente  intrigante ossia quella con The Man. Anche qua come buon auspicio la scelta ricade su Timeless Toni Storm, un personaggio incredibile, originale, interpretato con magnitudine, che va ad aggiungere pregio ad una performer inspiegabilmente troppo bistrattata e sottovalutata fino al cambio epocale di gimmick, che chiude la su annata con il secondo titolo del mondo conquistato, il vento in poppa, e tutta una divisone femminile da caricarsi sulle spalle.

MOTY (m/f): Will Osprey vs Kenny Omega I, Wrestle Kingdom/ Charlotte vs Rhea, Wrestlemania

Il Match of the year dei maschietti come di consueto deve vedere una sfida 1vs1 con regole tradizionali. E  quasi un anno fa, come di consueto, abbiamo visto un capolavoro che nessun altro match nell’aria ha saputo eguagliare. Stiamo parlando della gigantesca contesa fra Osprey e Omega atto uno, sfida epica, che ha avuto una cornice favolosa, ed un interpretazione degna di una lotta fra gladiatori, dove i contendenti hanno dato sfogo ad ogni oncia di energia di cui disponevano, regalando una sfida nei canoni della grandezza giapponese. Confronto suggellato dai temi di passato e futuro, epica da leone ferito contro il proprio erede per la palma di migliore wrestler a tutto tondo al mondo, e splendido il finale dove il vecchio vince a discapito del giovane in modo molto controintuitivo, gridando al mondo di essere ancora il migliore. Siamo poi sull’uno a uno, attendiamo la bella, che arriverà.

Andando invece alle ragazza non si può non mettere in testa la enorme sfida fra Charlotte e Rhea, una scalata della montagna con annessa vittoria della Rumble dal nr.1, che consacra quest’ultima nell’olimpo del wrestling femminile. Siamo di fronte ad una autentica scazzottata, colpi durissimi che sono risuonati in tutta l’ arena della Notte delle Notti, ma rimane l’unica sfida degna di tale nome, che ha dovuto affrontare la Mami dall’inizio dell’anno. Quasi tutto in fotocopia al miglior match maschile, anche il parziale di parità al quale ci si affaccia con curiosità al futuro. Il premio speciale va senza ombra di dubbio al Texas Death Match fra Adam Page e Swerve: il gimmick match più entusiasmante e dell’annata. Inutile parlarne perché lascia senza parole, andate a vederlo.

Considerazioni finali

È stato l’anno della grande ritorno di Stamford alle vette, prepotentemente libera dalle grinfie di Vince. L’anno in cui come non mai  il wrestlingmercato ha impazzato: la NJPW ha visto i suoi due talenti migliori in prospettiva emigrare e giungere in All Elite, insieme ad Edge! Mentre in WWE si è rivisto CM Punk con anche Jade. In AEW ha regnato il caos, mentre sembra in netta ripresa la categoria femminile. Latita ovunque il tag team wrestling.

Un’annata che ci ha regalato davvero grandi match, risvolti inaspettati, lutti atroci, ma che si può definire una grande annata.

Siete d’accordo con me? Spero per voi di no! XD.

Fatemelo sapere, ed a presto con gli auspici per il prossimo anno!

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