Dirty Deeds - Verità scomode: CM Punk e quei barlumi di genuinità nell'essere cheesy



by MARCO ENZO VENTURINI

Dirty Deeds - Verità scomode: CM Punk e quei barlumi di genuinità nell'essere cheesy
© WWE YouTube / Fair Use

Se n'è parlato tanto, perché l'attesa dopo il grande ritorno delle Survivor Series stava consumando il mondo. Dopo la grande emozione (gioia o cieca rabbia, a seconda della vostra opinione su di lui) aveva lasciato il posto a un hype con pochi precedenti nella storia del wrestling per un semplice promo al microfono. Perché dopo il ritorno di CM Punk, reale ma muto, era in arrivo il momento della verità: lo Straight Edge di Chicago, il Second City Savior, The Voice of the Voiceless, il Best in The World avrebbe parlato. Di nuovo. E lo avrebbe fatto da un ring di Raw, quasi dieci anni dopo l'ultima volta. E guarda un po': tanti sono rimasti delusi. Ma forse questo non è giusto. Cerchiamo di capire perché.

I tre (deludenti?) concetti base del discorso di CM Punk

A CM Punk sono stati concessi circa 8 minuti al termine della puntata di Raw tenutasi a Nashville, in Tennessee. Per parlare ne ha utilizzati circa 6. E probabilmente non ha detto ciò che molti si sarebbero aspettati. Dobbiamo farcene una ragione: il suo ritorno si è certamente consumato sulla base di compromessi, trattative, sacrifici, rinunce e omissis i cui dettagli non ci saranno mai completamente chiari. Sul ring dirà quello che deve dire, e ha cominciato lunedì scorso. Incentrando il suo primo promo made in WWE dal 2014 su tre concetti: che questa è casa sua, che l'ha fatto per i fan e che tutti nel backstage sono contenti di vederlo. Tutti o quasi, tranne chi ha paura di lui. Pochino? Forse sì. Ma è il caso di andare un po' oltre quelle parole fin troppo banali e scontate.

Banali e scontate, già. Sono due dei termini in cui si può tradurre in italiano l'aggettivo "corny". Cioè uno di quelli che CM Punk ha attribuito a se stesso, o quantomeno al suo "I'm home" a cui è arrivato dopo un eterno giro di parole. L'altro è "cheesy", ed è chiaro che una vecchia volpe come lui li ha utilizzati entrambi per togliere la possibilità al pubblico di attribuirglieli. "Lo sa anche lui", si aspettava che pensassimo. E quindi ci ha anticipato. C'è però qualcosa che non è riuscito a controllare fino in fondo.

Il migliore al microfono può avere qualche crepa

CM Punk al microfono sa perfettamente quello che può e deve fare, in tutti i sensi possibili. Sia quando deve creare uno shock (che però è sempre e sempre sarà sotto controllo, sia suo che delle federazioni per cui lavora, mettetevelo in testa), sia quando quando deve aizzare la folla, sia quando deve stemperare la tensione con una battuta. Sicuramente era convinto che sarebbe stato così anche nella sua prima puntata di Raw dopo dieci anni lontano dalla WWE. E il controllo l'ha certamente avuto, ma non sempre.

Ci riferiamo certamente alla battuta sul fan dei Blackhawks pronunciata ridendo dopo una ventina di secondi, appena dopo aver sottolineato la portata storica di una sua presenza a Raw. Già in quel momento è parso leggermente fuori copione, o quantomeno fuori mood. Ma ci stava. In quei quasi sei minuti che sono seguiti, però, ci sono stati alcuni rapidissimi istanti in cui a CM Punk è scappato un mezzo sorriso, una malcelata smorfia, quando proprio non era il momento. E altri in cui gli occhi gli brillavano, che lo volesse o no.

La realtà è che era realmente emozionato. Indipendentemente dalle parole che era tenuto a dire, che il mondo intero ha fin troppo passato al microscopio, e alla sostanziale banalità che le caratterizzavano.

Definirsi corny e cheesy, diventarlo a propria insaputa

"Corny", che deriva da una versione particolarmente dolce del mais, significa appunto melenso, fino a risultare stucchevole. Oltre che banale e scontato, addirittura stupido. "Cheesy" arriva invece chiaramente dal formaggio, e corrisponde a nauseante, scadente, di bassa qualità. Anche nel senso di kitsch. E questo erano, volutamente, le parole scelte per CM Punk, magari in parte anche dallo stesso CM Punk. Che però è andato anche oltre, ed è inevitabile oltre che intellettualmente onesto affermarlo.

Perché il suo discorso sarà stato scontato e zuccheroso, ma la sua faccia non lo era. E forse mentre si dava da solo del cheesy, CM Punk si è reso conto di esserlo. Senza forse voler ammettere al mondo che quelle cose le pensava davvero. E che a casa ci si sente davvero, grato ai fan lo è veramente. E diventando lui stesso "cheesy", anche più delle sue stesse parole, questo Phil Brooks emozionato più di quanto immaginasse ha regalato addirittura un'inattesa genuinità e forse addirittura dignità all'essere cheesy.

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