The Prizewriter - Il ritorno del Re

Apoteosi del giubilo e speranze qui tutte riposte. La WWE batte un colpo.

by Ernesto Bosio
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The Prizewriter - Il ritorno del Re
© WWE on Peacock / Fair Use

Dopo i tristi mesi estivi tutto sembrava perduto.

La prematura scomparsa della mente di un genio ed il giustificato licenziamento di un folle mi avevano reso orfano dei miei due idoli.

La notte di ieri mi ha riappacificato con la nostra disciplina preferita. 

Un urlo liberatorio, come quello del Best in the World

Il tripudio generale. La bolgia di Chicago, arena d'elezione del nostro beniamino, che ha saputo creare un legame campanilistico mai visto. Le mura che rischiano di venir giù. CM Punk over come se non ci fosse un domani. 

Un ritorno da sogno in ogni senso, senza spoiler, senza essere chiamato in nessun modo (vedi esordio in AEW di Edge).

In questa epica la WWE è ancora irraggiungibile.

L’apoteosi dell’impossibile. Il sogno divenuto realtà. Dopo l'ennesimo colpo di testa, il terzo, clamoroso a questi livelli: l'abbandono alla Royal Rumble '14; il Brawl Out… La rissa di All In pareva il classico "non c'è due senza tre": il suo futuro pareva proprio segnato.

Ma la storia insegna che CM Punk merita di essere perdonato una volta. O meglio, si corre il rischio di farlo.

Mai avrei detto che sarebbe però rientrato dalla porta principale, nella compagnia che lo aveva spremuto e lui aveva abbandonato, sputando veleno nel piatto da cui si era ampiamente abbuffato.

Lo stupore è stato così forte che ha lasciato posto immediatamente ad una gioia incredibile. 

Alla faccia dei suoi detrattori, di chi lo ha ostacolato , non compreso, dileggiato... Da ogni parte della barricata.

Ma cosa significa questo secondo ritorno, o meglio ormai third coming?

- Innanzitutto la mossa del Messiah di Chicago, ma anche della WWE. In palese ricerca di un accordo che possa generare vantaggi economici per entrambe le parti.

- In secondo luogo la disperata necessità di personaggi bigger than life (e nessuno nel wrestling lo è quanto CM Punk), di trame non banali (ma basterebbero delle trame), di promo convincenti, ma soprattutto di un po' di verità on screen.

Che a forza di fingere, interpretare personaggi in cerca di autore non sai più chi sei. Anche tu che guardi.

Il ritorno del re-ale.

Torna così colui che assottiglia sempre di più la Quarta Parete, che non si capisce se interpreti la sua vita reale in gimmick o viceversa. The Voice of the Voiceless. L'unico wrestler soggetto di un vero e proprio culto.

In pratica il vero main eventer, entità che latita ampiamente nei lidi di Stamford, da quando Roman Reigns si presenta a singhiozzo. 

Soprattutto in quel di SmackDown.

- Terzo lo smacco ai rivali che lo hanno epurato. Da parte della fed in piena guerra (prossimo editoriale...), ma soprattutto di CM Punk nei confronti di Elite e co.

- Quarto serve al Bitw per concludere la sua già leggendaria carriera in modo consono alla sua epica. Magari in un certo main event mai giocato. E alla WWE di infarcire di leggenda WrestleMania 40.

Ma cosa aspettarsi da CM Punk, e cosa lo aspetterà? 

Professionalità (in ring). Interpretazione. Storie.

Ma anche uno stile in ring più congeniale per non vederlo rotto, e di conseguenza non inacidito e pericoloso. 

Due titoli mondiali da salvare. Uno troppo secondario sin dall'inizio per non avere bisogno di un campione così. Faida già scritta. Per l'altro l'onere di terminare il più grande regno del secolo dalle grinfie del part timer...

Ma il tutto in un prodotto così lontano dalla sua narrazione. Probabilmente anche di più di quando lo aveva lasciato 10 anni fa.

Nella federazione dell'intrattenimento per famiglie che distrattamente seguono il baraccone…Delle storie edulcorate.

Avrà libertà?

Contender alla sua altezza?

Sami Zayn, Kevin Owens, Seth Rollins, Roman Reigns, AJ Styles, Shinsuke Nakamura ma non molti altri…

Sarà heel, sarà face?

Gli verrà riservato un trattamento indegno alla Edge o John Cena, o peggio Kurt Angle, ma anche Brock Lesnar?

Sì, perché ultimamente le leggende non se la passano per nulla bene in WWE

Save us, Bitw

Come la qualità del prodotto scesa a livelli infimi.

Sì, perché senza giri di parole, un'edizione delle Survivor Series così non la salva neanche Punk.

E non basta inanellare ritorni per innalzare il livello del prodotto.

Bisogna anche saperli scrivere, e qui viene il problema dei problemi. Ma anche il Second City Savior.

Unico in grado di risollevare la baracca.

Se non gli verrà voglia di farla affondare, ancora una volta… Questa l'ultima per davvero.

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