The Prizewriter - AEW: Considerazioni sparse

Cosa va, cosa non va, cosa andrebbe e molto altro!

by Ernesto Bosio
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The Prizewriter - AEW: Considerazioni sparse
© YouTube All Elite Wrestling / Fair Use

Benritrovate e benritrovati dal vostro PrizeWriter per un nuovo scoppiettante editoriale sulla situazione di attualità in AEW.

Ups

Sicuramente è un buon momento dal punto di vista creativo, e molte situazioni si stanno delineando in un modo consequenziale e congeniale.

Ogni puntata è retta su più filoni narrativi intersecantisi, e questo è non solo il compitino, ma anche qualcosa di più.

Multiverse Jacob Friedman

La trama scritta in modo migliore è ovviamente quella che vede MJF conteso dalle stesse linee narrative nelle quali si trova immischiato.

A partire dall’ottimo Bullet Club Gold, che acquisisce il ruolo atipico ed originale di stable di annoying cool heel. Finalmente Jay White è nella posizione che gli spetta, anche se il titolo è (ancora) di cartone. Peccato che tutte queste avvisaglie di dominio contro il campione, compreso lo schienamento pulito dell’ultimo Dynamite, non facciano che alimentare le possibilità che il Real World Champion mantenga.

Molto bene l’aver usato come stratagemma narrativo il record per inserirlo anche nel contenzioso con Kenny Omega, ed averci regalato un così bel match. E c’è pure chi si lamenta…

Finalmente Wardlow non viene messo in naftalina ma si riprende il suo spazio che merita, oltre ogni amnesia; mentre lo stesso Samoa Joe dimostra di non essere totalmente fesso nell’accontentarsi di una sconfitta, defraudato da MJF e dai suoi stratagemmi (aka strangolamento con una cordicella) con tanto di stretta di mano.

Il campione braccato da più parti non solo potrebbe essere un bel suggerimento di booking per l’altra federazione ed il suo empasse ai piani alti, ma rende interessante ogni puntata ed i molteplici segmenti che presentano tutti i coinvolti, aprendoci molti possibili ed intriganti scenari.

Oltre a questa scoppiettante situazione titolata è intrigante anche quella che lo vede legato agli Acclaimed, a cui finalmente il restio campione si è concesso, per fronteggiare la minaccia BCG. I Trios Champs hanno così ritrovato tutto il momentum perduto grazie al coinvolgimento in line della sociopatia del buon Max Caster e della sua questua di un amico o di una ragazza, con vicende spesso infruttuose o grottesche. Un’interpretazione che vede il giovane talento davvero sugli scudi. Ottimo esempio di come si debba dotare un character di una nuova caratteristica o caratterizzazione per farlo continuare a funzionare, infondendo nuova linfa, senza per forza di cose andare a stravolgere tutto, come purtroppo spesso accade. Come proseguirà l’ossessione di Caster verso il nativo di Long Island? Ma soprattutto: si troveranno dei rivali decenti per i campioni trios?

Stessa domanda per la questione con il migliore amico Adam Cole, e la affiliazione di questi al Kingdom e a Strong, che davvero ci sguazza nel comedy, ecco emergere un talento totalmente inaspettato. Un modo davvero azzeccato di far passare fra il comedy e la storia on screen un evento reale, e potenzialmente catastrofico, come quello dell’infortunio di Cole, ed aggraziatamente inserirlo nella trame in atto.

Aggiungiamo poi l’incognita maxima del personaggio del Devil, degli agguati mascherati, come interrogativo di fondo e le jeux sont fait.

Il regno di Maxwell da me criticato per il suo stallo ora si sta riprendendo tutto l’interesse del caso.

Ogni tanto è difficile trovare anche solo una scrittura convincente per un campione, qua ce ne sono che basterebbero per un annetto di storyline.

Titolo figliol prodigo

Proseguendo sul lato luminoso della Luna abbiamo la situazione titolo International, che tornando nelle giuste mani ha subito riacquisito il valore che merita dopo un anno alla grande fra le mani, o meglio, nello zaino di Freshly Squeezed.

Si è rimediato a tutto il caos dovuto alla girandola di sfortunati eventi ed infortuni che hanno visto il valoroso titolo passare da Orange Cassidy a Jon Moxley che si infortuna e passa a Fenix, che poi a sua volta in modo abbastanza anticlimatico ritorna ad Orange.

Concluso questo folle avvicendamento si ritorna dove era giusto rimanere, ossia nella lotta all’ultimo sangue fra l’ex campione e OC. Quest’ultimo che finalmente si trova in una faida vera e propria, dai toni accesissimi, anche contro il BCC. Da oscar anche qui l’inserimento della realtà nella finzione, con la sfida di Castagnoli conseguenza al match che ha visto il campione sferrare in modo troppo duro un pugno in pieno volto a Bryan Danielson, infortunandolo. Difesa da leccarsi i baffi e ottimo anche l’intervento a brutalizzarlo di MOX e hype altissimo per Full Gear.

Tornando a Orange: siamo di fronte alla sua evoluzione, da personaggio sui generis a vero e proprio contendente serio, che si lascia meno andare a manierisimi e che invece punta al sodo, corrotto in qualche modo dal potere del titolo, senza il quale nulla aveva più un senso. Adesso ha ritrovato il tesoro per separarlo dal quale si dovrà passare sul suo cadavere. Riuscirà la missione a MOX?

Novità femminili lietissime

Altra nota lieta delle ultime settimane la (finalmente!) costruzione di molte wrestler, anche al di fuori del ring. Statlander fighting champion big woman dominante ma lo sa fare (ciao ciao Jade), Willow, Julia Hart, Skye Blue e la wave dark che ci piace (basta Mist però), e uber alles la Timeless Toni Storm. Tanto ermetica quanto meravigliosa. Ma tanto basta.

Il materiale su cui lavorare è promettente, e finalmente si è scelto di intraprendere questa strada!

And downs...

Per assurdo chi invece deficita di una qualsivoglia costruzione è la campionessa assoluta Hikaru Shida. Una buona performer, che si vede costretta a difendere il titolo quasi ogni puntata, proprio perché non ha alcun altro modo di essere portata on screen. Chi è oltre la maschera? Perché porta avanti le sue battaglie? Come sta? Domande le cui risposte nessuno mi saprà…

Abbiamo poi dei titoli di coppia assegnati a random a due wrestler single, manco fossero davvero infortunati gli FTR. Una delle cose che più mi fa imbestialire, tanto che mi pare di aver cambiato canale e di stare guardando RAW... E pensare a quella categoria tag una volta fior all'occhiello della programmazione d'Elite. 

RSAEW

Altro fattore negativo sono sicuramente i troppi vegliardi che si fanno strada nella federazione, in un continuo riproporsi che diventa un lamento alle nostre attenzioni.

Vada per Sting, che comunque si sta per ritirare. Onore al suo storico, anche se per permettergli di combattere devono sempre essere messi in atto match ammucchiata contro stable di cattivoni di seconda categoria, o deprecabili associazioni a delinquere della programmazione.

Ok Christian ed il suo riuscitissimo personaggio di padre mooolto edgy (gioco di parole voluto), lode alla sua perseveranza in ring, ma sul quadrato ormai siamo proprio a un’ombra di una prestazione adeguata. Questa mascherata da cotanta esperienza nel celarla che diventa quasi un esercizio di stile vederlo riuscire a stare sul ring con Bryan per una mezz'oretta, senza praticamente eseguire mosse di wrestling, in pieno stile ultra safe pg by WWE.

Vada per Adam Copeland, anche se vederlo subito lanciato nello stile Sting di cui sopra mi rattrista un po’, ma vedendo gli ultimi trascorsi in ring pare che anche lui non possa dare molto di più… Dispiace anche un po’ non poterselo godere da natural born heel (quale è) negli ultimi attimi di carriera che gli rimangono. Si spera in una reunion con Christian a breve.

Non vanno proprio invece Ric Flair, che oggi è tanto inadeguato sul ring quanto fuori, e applaudo l’ateismo schietto di Christian: mandate alla meritata pensione quell’uomo e privateci della sua vista.

Quanto invece già 10 anni fa faceva male vedere Big Show che claudicava, lo fa almeno 10 volte tanto vederlo oggi fare fatica a camminare. Inserirlo in un match è la cosa più stupida che si poteva fare.

Fossero gli unici… C’è anche chi se la sa ancora cavare sul quadrato, come RVDBilly Gunn, Jeff Jarrett, un po’ meno gli Hardys, e chi giustamente concede job per la sollevazione popolare di non si sa chi perché perché jobba per un giovane. Grazie Chris Jericho anche per questo… Un plauso a quel fuoriclasse di Callis che, lui e solo lui, riesce nell'impresa di  rendere interessante anche Hobbs.

Insomma porti aperti per ogni esodato 50enne non mi sembra proprio un modo rivoluzionario di fare wrestling. Specialmente se questi tolgono costantemente tempo e spazio ai molti giovani di valore che marciscono nelle retrovie della sconfinata programmazione.

Già: ultimo lato negativo il caos sovrano e la sovraesposizione del prodotto. Ma ho visto troppi match, sono stanco e me lo lascio per il prossimo pezzo, sempre su queste pagine.

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