Dirty Deeds - Verità scomode: addio Bray Wyatt, anche SmackDown non era pronta

La notte dedicata alla memoria di Windham Rotunda ha vissuto un'apertura e una chiusura degne del grande campione scomparso, nel mezzo non tutto ha convinto: ma ci sono tutte le giustificazioni possibili.

by Marco Enzo Venturini
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Dirty Deeds - Verità scomode: addio Bray Wyatt, anche SmackDown non era pronta
© Youtube WWE / Fair Use

Esistono giornate più semplici e altre più complicate, poi ne esistono alcune talmente complicate che venirne a capo può risultare un'impresa titanica. E sicuramente la WWE ha fatto i salti mortali per tributare il giusto onore a Bray Wyatt, scomparso senza alcun preavviso quando in America era giovedì 24 agosto. E già il giorno dopo c'era una puntata di SmackDown da presentare al pubblico, facendo i conti con il dolore collettivo che ciò poteva comportare.

Per i fan di tutto il mondo, certo, ma soprattutto per coloro che con Windham Rotunda ci hanno lavorato per oltre 14 anni. E che hanno avuto poco più di un giorno per elaborare la sua scomparsa e inventarsi un modo degno, onorevole, elegante, non superficiale e non stucchevole per ricordarlo. Il tutto mentre erano sicuramente sopraffatti dall'emozione. Quindi: qualsiasi cosa avessimo visto venerdì notte, sarebbe stata ampiamente giustificabile.

Detto questo: com'è realmente andata la puntata di SmackDown andata in onda da Louisville, in Kentucky?

L'inizio di SmackDown e l'assenza di Bray Wyatt che diventa reale

Parliamoci chiaro: nessuno era pronto. Nemmeno noi a casa. La sigla dello show e la successiva immagine con tutti i lottatori schierati a semicerchio davanti al maxischermo con il volto di Windham Rotunda (vicino a quello di Terry Funk) sono arrivate mentre ancora era difficile credere che Bray Wyatt non fosse più in mezzo a noi.

Era tutto fin troppo irreale. Con il trascorrere dei secondi, vedere un Braun Strowman con i capelli particolarmente in disordine e un Erick Rowan che da anni nulla più ha da spartire con la WWE ha progressivamente reso il tutto maledettamente vero. E lo stesso vale per la sedia a dondolo, immobile e abbandonata, e il successivo filmato.

Una riedizione di "Here without you" diversa e simile rispetto all'originaria, che nessuno avrebbe mai voluto vedere. Ma che ricorderemo per sempre.



E poi? Poi è toccato a Rey Mysterio, il primo a salire sul ring con le immancabili fasce a lutto "TF" e "BW". Non la scelta migliore, date le critiche che ancora si porta appresso dal 2006. Ma serviva coraggio, e l'attuale US Champion l'ha avuto. Restando in ambito Latino World Order, un po' stonato è parso sentire proprio in una serata del genere le note dell'iconica entry music di Eddie Guerrero. Forse si poteva fare a meno. Sarebbe stato meglio un ingresso silenzioso? Chi lo sa. Ma quella è la caratterizzazione del gruppo dei latini, modificarla one night only sarebbe forse stato ancora più ipocrita.

Cody Rhodes e LA Knight: il coraggio e gli errori di chi c'è stato

Veniamo ora ai due interventi al microfono più significativi: il primo di Cody Rhodes, il secondo di LA Knight. Ora: è chiaro che l'American Nightmare ha voluto (giustamente) dare il legittimo spazio anche alla commemorazione di Terry Funk. Ma "Bray Wyatt era un cowboy", sinceramente, non è sembrato la cosa più centrata che si potesse dire. Ciò detto, anche qui: Cody ci ha messo la faccia, altri no. Ci arriviamo dopo. Migliore il lavoro di LA Knight, che ha iniziato il suo discorso promettendo: "Di The Miz parliamo dopo". Si è quindi concentrato su Windham Rotunda, di cui è stato l'ultimo avversario televisivo. E lo ha fatto anche bene. Era però così necessario riaprire poi il capitolo The Miz? Per una settimana, visto che prima di Payback ci sarà un altro episodio di SmackDown, se ne sarebbe potuto fare a meno.

Il saluto finale della puntata invece è stato davvero toccante, difficile pensare a qualcosa di più azzeccato. Però qualcosa, forse, è mancato. Uno degli aspetti più memorabili della straziante puntata di Raw in cui si ricordò Eddie Guerrero era vedere tutti i suoi colleghi, buoni e cattivi, per una volta uniti e abbracciati tra loro con le lacrime agli occhi. Certo, all'epoca l'intero roster era già a Minneapolis, come il povero Eddie, stavolta no. Seth Rollins, attuale World Heavyweight Champion, ci ha spiegato perché non c'era: in onore a un antico, straziante consiglio che gli diede Windham Rotunda in persona quando ci lasciò Brodie Lee. Però perché lasciare a riposo Roman Reigns? Per "non rovinargli il personaggio"?

Sappiamo perfettamente quanto Joe Anoa'i sia legato ai Rotunda (basti ricordare che proprio loro furono gli sfortunati atleti che si contagiarono a vicenda prima di TLC 2017, al pari di JoJo Offerman). Mostrare il campione in carica non sarebbe stato il modo più giusto per salutare Bray Wyatt? E per un giorno chissenefrega della keyfabe: i wrestler sono umani, lo sappiamo tutti. Questo era il momento in cui era giusto, soprattutto per Windham, ricordarselo e ricordarcelo.

Ma non incolpiamo le Superstar, non incolpiamo SmackDown e non incolpiamo la WWE: semplicemente, come noi, probabilmente non erano pronti. Perché nessuno avrebbe mai voluto, ma anche solo immaginato, di dover salutare adesso - e così - il grande Bray Wyatt.

Bray Wyatt Smackdown
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