The Prizewriter - A mid card main event

Internazionale o intercontinentale che sia, quando il campione non è più secondario

by Ernesto Bosio
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The Prizewriter - A mid card main event

Un caloroso saluto lettori e lettrici di WorldWrestling. La situazione è simile in entrambe le big del wrestling internazionale, ed oggi tratteremo di una speculare evenienza: la magnitudine dei regni di Orange Cassidy e di Walt…ehm Gunther.

Siamo in presenza di due campioni che stanno andando oltre ogni aspettativa, consacrandosi come grandi performer, praticamente main eventer in pectore, offuscando così molte volte anche chi gli sarebbe sopra, per non parlare dei corrispettivi. Ed il percorso è stato simile.

Vincere e... convincere

Non sono campioni che vincono soltanto, ma campioni che dominano. A differenza dei corrispettivi campioni assoluti, questi ultimi raccontano molto, ma il loro essere personaggi più grandi anche del titolo, e l’assenza di reale competizione a riguardo di questo, rendono il fatto che siano campioni un qualcosa di secondario, mettendo talvolta in secondo piano questo aspetto. 

Mentre il Ring General e lo spremuto hanno non solo elevato ad un valore quasi mai visto due titoli spesso lasciati in balia di scritture randomiche e usati come mero accessorio (per vedere tal blasone dato ad un titolo secondario bisogna tornare a Cena US Champ o il Rollins  Intercontinental Champ, quelli delle open challenge per intenderci), ma erano anni che non assistevamo a regni così dominanti, così importanti, e che risollevassero tanto un titolo. 

Nonostante lo scetticismo iniziale, vuoi per il personaggio che ha sempre aleggiato fra serio e faceto di Orange, vuoi per il passaggio da NXT al main roster di Walter -per me rimarrà sempre meglio di Gunther- con tanto di cambio di nome, che non poteva fare che presagire il solito maledetto spreco di talento made in WWE, invece a suon di prestazioni magistrali, e di match a 5 stelle, a cui continuiamo ad assistere quasi stupiti, si è creata una nuova legacy per i due campioni.

Il confronto con i parigrado, solo per modo di dire, è impietoso. Theory e Luchasaurus, oscurato da Christian, sono di troppe categorie sotto, sia come campioni che come performer. Ma soprattutto non raccontano una storia.

Wrestlers of the year

Difficilmente si poteva chiedere di più alla scrittura, seppure realmente essenziale, di questi due, tanto è che io li ritengo, a mio modesto parere per ora, i due wrestler of the year, per ora ex equo, dal momento che nessun main eventer, per modo di dire, o World Champion, ha potuto ancora avvicinare la grandezza del loro percorso.

Le uniche differenze sono nella prospettiva. Per Cassidy, difficilmente si può auspicare qualcosa di più di questo meritatissimo successo, credo che l’apice sia stato toccato. Mentre Gunther credo sia solo in preparazione ad avere altri regni del terrore come campione massimo.

In conclusione, possiamo solo sperare che il regno loro possa davvero finire in un modo sensato e che il prossimo campione, internazionale od intercontinentale che sia, possa continuare sulla falsa riga dei suoi predecessori, in un'opera sacrosanta di valorizzazione del materiale, del campionato, e del wrestling in ogni posizione della card.

In fondo basta avere un campione che sa combattere, farlo combattere valorosamente, e farlo affermare, per alzare lo status suo, del titolo e la qualità degli show. Sembra facile no?

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