The Prizewriter - Wrestlemania in GOD MODE

Sì, ho visto WrestleMania 39, e ne sono entusiasta!

by Ernesto Bosio
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The Prizewriter - Wrestlemania in GOD MODE

Benvenut@ sulle pagine di WorldWrestling: questo è il PrizeWriter, e siamo caldissimi per criticare Wrestlemania!

Questo era il preambolo che avevo in mente, se fossi riuscito a scrivere in tempo una preview dello Showcase of the Immortals nr 39!

Ma a cose fatte, la mia analisi è invece di tenore opposto!

Una storia a lieto fine

Troppo facile non imputare queste sensazioni al finale più dolce che si poteva attendere!

Il nostro capo tribù è ancora in sella al suo veliero, sindaco dell’isola della rilevanza, e rimane il più grande motivo di interesse del Wrestling mondiale. Senza dubbio il miglior character dai tempi di CM Punk del 2011 (come lui, è l’unico che si è paragonato a Dio, ossia l’atto di tracotanza per eccellenza, punto del non ritorno di un leggendario campione heel). Se allarghiamo il nostro spettro d'analisi non solo al presente, ma anche a livello storico, siamo di fronte forse al più leggendario performer di tutta la storia. nessuno ha mai combattuto in tanti main event, e nessuno ne ha vinti tanti. E voi continuate pure a blindhatare...

Anyone but you… Cody

Troppo brutta, troppo telefonata, troppo mielosa la rincorsa dell’ingrato mercenario Cody, che giustamente è stato fermato sul più bello, e questa sarà non solo la salvezza del wrestling, della meritocrazia, e del buon gusto. Ma anche la sua, perché vederlo ergersi così a supereroe dal nulla pareva troppo, e avrebbe portato al classico effetto rigetto, che in realtà non capisco perché non sia avvenuto già...

Il match in sé comunque, pur non essendo un capolavoro, verrà ricordato soprattutto per la bella atmosfera creatasi intorno, la giustizia del suo finale e la fine della rincorsa dell’usurpatore raccomandato.

Scenari futuri hanno tempo a delinearsi. Questa vuol essere una celebrazione del passato, più prossimo.

E quindi via con gli elogi. Ce n’è per tutti i gusti.

Livello medio: alto

Dalla grande scazzottata per il titolo intercontinentale, piccolo gioiello made in Europe, con tre contendenti in grande spolvero; stupiscono soprattutto la meritata resurrezione di Sheamus, che 10 anni fa diventava campione indiscusso senza che fregasse nulla a nessuno, ed ora è fan favourite nr 1; ma soprattutto l’ascesa repentina del fuoriclasse austriaco Gunther, che si aggiunge meritatamente alla pletora di campioni imbattibili di Stamford, insieme a Bianca e Roman.

Al match per i titoli tag, che sebbene fosse solo la prima cartuccia sparata fra questi due fenomenali team (in attesa di recite più estreme), ha portato in scena del buon wrestling, anche se al di sotto delle possibilità dei 4, e regalato un grandissimo WrestleMania moment. Peccato solo per Sami Zayn

Oltre queste sfide, costruite anche molto bene, altre contese sono riuscite nell’impresa di salvare una costruzione deficitaria, assente o allungata come il brodino.

Come l’Hell in a Cell, che nonostante il sanguinoso imprevisto, riesce comunque a regalare intrattenimento e ad alleggerire, paradossalmente, il pre main event. Vi prego, che metta la parola fine alla contrapposizione fra Edge ed il Judgment Day, con una meritata vittoria in questo caso del veterano, superiore a Finn Balor in tutto, ed anche nella storia raccontata. Ma a che pro? Non si capisce cosa ci abbia guadagnato, da questa trama, chiunque è coinvolto in questo match. Edge come leader dei rinnegati era perfetto, era l’unico che sapeva interpretare quella gimmick oscura, ed era un ruolo inedito ed interessante per lui. Balor non si è dimostrato degno di interpretare un ruolo tanto rilevante, e gli unici che hanno giovato dalla creazione del JD sono Rhea e Dom.

Per Seth Rollins sentimenti contrastanti. Piange il cuore vederlo confinato in questa demenziale gimmick ed in un match con un non wrestler, quando meriterebbe il mondo. Ma comunque il talento di Logan Paul, finalmente da heel, riesce a elevare il match ad un buon livello, quasi quello di Rollins…

Per le Donne ed i confronti titolati, Rhea Ripley e Charlotte salvano la non costruzione con una prestazione epica: per me il loro brutale incontro è l’highlight di WrestleMania. Prestazione che almeno, per quanto mi riguarda, non consacra ancora Rhea, ma Charlotte, nel suo palcoscenico più naturale. Combattere come una regina, anche oltre il risultato. Se una volta Shawn Michaels era Mr WrestleMania, ora ne abbiamo una Miss…Andare oltre il totale disinteresse in fase di build up, nonostante la buona prestazione,  è cosa che non riesce ad Asuka e Bianca Belair, con quest’ultima che però inizia a costruire una legacy impressionante. Mai sconfitta a WrestleMania, battendo Sasha, Becky e Asuka. Adesso il suo inizia a diventare un character imponente, da turnare in una heel autocompiacente al più presto.

Per me è un no

Andando alle note negative, esse sono in netta minoranza rispetto alle positive, come lo è il loro peso specifico all’interno dello show. Ed è già una notizia.

Non possono essere che delusioni quelle di Austin Theory e dei Mysterios. Il primo avvera la nefasta profezia di John Cena, riuscendo a risultare solo più irrilevante e forzato, dopo la vittoria di rapina nel brutto e cortissimo opener dell’evento. Un vero spreco, ma in effetti era solo il promo di John Cena a rendere interessante questo incrocio. Adesso il povero Theory e la sua totale assenza di personalità e personaggio dovranno -non- cavarsela da soli.

La faida familiare ha due pecche, dopo una costruzione magistrale. L’epilogo, o meglio, il non epilogo, e soprattutto il risultato. Se c’era qualcuno che aveva bisogno dell’affermazione era il giovane Dom, invece la vittoria del vecchio arriva con l’interferenza di un cantante addirittura, mai coinvolto. Fra padre e figlio, non mettere il dito, insomma. Un match che non assume minimamente i contorni epici e drammatici che avrebbe dovuto. E poi Rey nella sua carriera ha jobbato a chiunque, e non a suo figlio. E poi non è Dom ad avere ragione…

Rispettano invece le aspettative, sotto zero, Brock Lesnar vs Omos, almeno molto breve, ed il tag a tre donne. Una brutta brutta esibizione, con due pensionate che vincono contro due giovani, nella continua e non necessaria demolizione delle Damage CTRL. Queste ultime farebbero bene a guardarsi intorno, perché il futuro per loro è veramente buio pesto, nella totale assenza di scrittura della divisione femminile.

Vincono il premio Why am I here (forse riferito più a noi tifosi) i match a 4 coppie, totalmente skippabili, senza neanche un premio, al pari delle continue interruzioni pubblicitarie e delle markette di The Miz, che si fa battere da non wrestler per due sere consecutive. Ma non dovrebbe essere il contrario? Chi ci guadagna da ciò?

Two is worst than one

Aiuterebbe ad evitarci tali scempi di trash, comunque sempre stati presenti, il ritorno alla serata unica. Ma consci che il guadagno viene prima di tutto dovremmo accontentarci di questa modalità doppia, che condensata veramente avrebbe potuto dire molto di più!

Un’edizione da ricordare

Viene davvero difficile ritrovare, fra quelle recenti, una edizione del Grandaddy Of Them All con tanti match memorabili e di buona fattura.

Anzi, pare assurdo non terminarne la visione carichi d’icore accumulato per la pochezza rappresentata.

Credo che dalla edizione numero trenta non si possa trovare tanta qualità. Si vede la mano di Triple H… Quindi grazie Hunter, hai riportato la notte delle notti alla sua grandezza!

Wrestlemania
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