The Prizewriter - Next Big Latino Thing

Come Dom sta diventando grande, scalando vertici e facendo la storia

by Ernesto Bosio
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The Prizewriter - Next Big Latino Thing

Eccoci di nuovo qua pronti per quello che ci riesce meglio fare: essere l’editoriale più heel del wrestling web. In cabina di regia sempre il vostro PrizeWriter, e le lettere sulla tastiera sono incandescenti per quello che è uno degli argomenti più spinosi del momento.

Ossia le critiche, a mio avviso totalmente ingiustificate, a un wrestler di terza generazione, a suon di: “raccomandato, senza talento, inadeguato, utile solo in funzione di…” (sul tema la mia collega Rachele ha scritto un condivisibile editoriale, che mi sento di avallare in pieno…).

Stiamo parlando del sempre nell’occhio del ciclone Dominik Mysterio!

Il pargolo di casa 619 si è fatto grande. Dopo l’indimenticabile quanto criticata storyline che ha segnato proprio l’ultima WrestleMania tenutasi in quel di Hollywood California, ben 18 anni fa, è pronto al suo definitivo riscatto.

Che la sua carriera sia destinata a diventare leggendaria è sotto gli occhi di tutti. Abituato alle luci dei riflettori sin da quando era alle elementari, ha dimostrato di avere proprio quella caratura per divenire un animale da palcoscenico.

Il timido inizio

Arriva poi il (secondo) esordio sulle scene, questa volta da vero e proprio wrestler. A dire il vero è un po’ anonimo, con quell’aspetto da ragazzino più di quanto dica la carta d’identità, nell’ombra del padre ingiustamente considerato dalla WWE un jobber. Un inizio che sicuramente gli ha tarpato le ali, come giustamente sottolinea il ragazzo nei promo indirizzato oggi contro il suo vecchio. In questo stint vanno comunque ricordati due momenti che rimarranno storici. Abbiamo il primo tag team composto da padre e figlio a divenire campioni di coppia. Una storia più che commovente, che va a suggellare anche l’inizio del regno tag più importante del secolo, ossia quello degli Usos nella Bloodline.

Ma poi accade il colpo di scena. Il ragazzino esplicita il suo complesso edipico. Decide di tradire il padre, di ergerlo a nemico pubblico numero uno. Un concorrente per le luci della ribalta. Il giovane leone decide di deporre il vecchio. Come succede a tutti i giovani.

Tale naturale traiettoria di vita, invece di venire percepita dal pubblico come quella che ogni essere e umano deve compiere, viene vista come l’ennesimo gesto di ingratitudine. Non solo è così negato lui ogni tipo di sostegno nel difficile percorso di emancipazione da un nome tanto importante, quanto ingombrante, ma ciò viene sottolineato anche dai commenti sprezzanti dei commentatori di turno, che siano i saccenti del wrestling web, o i commentatori in tv. Invidiosi del suo talento e della posizione di prestigio conquistata.

Il ragazzo ha messo giudizio

Finalmente Mysterio junior inizia a camminare con le sue gambe, e si affilia ad una stable in caduta a picco di interesse, che tante volte l’aveva malmenato con il padre. Il Judgment Day. Fino a quel momento noto solo per eseguire azioni senza senso, come l’aver deposto il suo leader e fondatore, sostituito da un Finn Bàlor, anche esso un ex rivale, senza capire quale sia il reale obbiettivo. Solo Rhea Rypley, da sola praticamente, riesce ad avere rilevanza in quel gruppo di vecchietti senza futuro né speranza, che il buon Edge aveva deciso di prendere sotto la sua ala protettiva, per cavar un qualcosa da una carriera ormai agli sgoccioli, senza sussulti, nella mediocrità del midcarding di Raw. Cosa che non si augura a nessuno.

Con l’entrata del virgulto ispano-americano la musica cambia. Non è lui che si adatta a quella oscurità sempre professata, ma mai troppo percepita, dopo l’addio di Edge. Ma viceversa.

Inizia a divenire evidente il cambio di percorso del gruppo che inizia sempre più ad apparire in modo meno serio, più comedy, a tratti anche un po’ adolescenziale e scellerato, acquisendo quel tratto canzonatorio che oggi lo contraddistingue. L’unica che incute timore è Rhea, che continua a effettuare da sola il suo percorso verso il main eventing, nonostante le nefandezze del booking. Un po’ come quando viene il number 1 contender, ma poi la fed se ne dimentica…

Un cambio di paradigma che bene si addice a considerare l’allineamento del team, molto meno serioso, proprio quello di Dom. Lui che appare come il toy boy della Mami che ha più muscoli di lui, sicuro, e dietro la quale perennemente e perfettamente in modo adorabile si nasconde, dopo aver mancato di rispetto a qualcuno. Un quadretto perfetto dove fanno da meraviglioso contrasto le sue sembianze  efebiche e la durezza di the Nightmare. 

Fino agli ultimi fondamentali passaggi. La WWE, in quella classica eccezione a confermare regole immutabili, tira fuori in questo modo la genialata, e la storia della carcerazione (per tre ore) di Dom, dopo l’irruzione in casa del padre sotto Natale. Questo è veramente l’ultimo tassello per l’ascesa del nostro Niño Maravilla. Tale parodia di un bad boy lo fa divenire veramente odiato. Da quel momento diventa Dirty Dom, quando si atteggia a uomo di strada, raccoglie una sassaiola di improperi da ogni dove, è nettamente il più fischiato della compagnia, anche più del top heel Roman Reigns, che per fortuna il pubblico ama.

Basta che si presenti, lui e la sua faccia da schiaffi per far cadere giù le arene, è la reazione più genuina che si possa trovare oggi nel panorama WWE.

Effetto Reigns

Ma ciò non basta mica all’incontentabile pubblico delle federazione.

Essi continuano, totalmente fuori tempo, esattamente come avviene con Roman, a ricordare i suoi inizi e a parlarne oggi come se non fossero stati fatti dei passi decisivi nel cambiamento della percezione che si ha di lui. Dei passi in avanti completi per il suo presentarsi, saper interagire col pubblico, farsi odiare.

Oggi Dominik non solo è il vice-top heel della federazione, non solo è il wrestler che raccoglie la maggior parte delle reazioni del pubblico nelle puntate, e no non è X-Pac Heat, non è l’odio che si prende Baron Corbin, o ai tempi James Hellsworth. Nel sangue del ragazzo scorre il wrestling, la scelta geniale è stata solo quella di toglierlo dall’ombra paterna e lanciarlo in antitesi a questa. Le scene toccanti in cui il padre non reagisce alle sue malefatte, alle sue provocazioni e mancanze di rispetto è un qualcosa di più emotivo possibile, che lascia emozioni forti anche allo spettatore, la spietatezza di Dom in queste eventi è uscita fuori siamo di fronte ad un manipolatore di prim’ordine, a un cerebral assassin, e per questo voglio tirare in ballo questo paragone.

La risposta della WWE ad MJF

Per tali motivi mi sento di affermare senza paura che, se la WWE cerca un top heel per il futuro, beh, ce l’ha già in casa!

Certo, in ring siamo ancora lontani dalla magnificenza del wrestler ebreo, ma il cambio di personaggio e proprio ora, la sua attitudine diversa, che lo porta a non emulare più il padre, ma ad essere scorretto fino al midollo, lo aiuteranno, soprattutto sul quadrato. D’altro canto anche MJF si è migliorato tanto nel ring.

Carisma latino

Ma non solo. La fed è alla disperata ricerca di un personaggio carismatico per il mercato ispanico, che vada oltre il luchador mascarado. Cosa che il buon Rey, con tutto il bene che gli si può volere, non è mai stato. Dopo l’inarrivabile Eddie il vuoto. Castrato ogni tentativo di rendere tali Alberto Del Rio, Andrade, Angel Garza, ed anche il migliore fino ad ora ossia Santos Escobar, la strada per Dom è spianata.

Adesso, dopo WrestleMania e la doverosa vendetta nei confronti del padre padrone, non resta che vedere quale sia il percorso del giovane. Consci che in WWE la concorrenza non c’è, quasi. A tal merito arriverà nelle prossime settimane post WrestleMania un editoriale con gli altri giovani in rampa di lancio dalla federazione, risposta ai pillarsi riuniti della AEW… Ma solo dopo lo Showcase of the Immortals, alla quale sarà dedicato il prossimo scritto. A presto!

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