Dirty Deeds - Verità scomode: Roman Reigns e quell'affollata Road to WrestleMania

Da un lato c'è la sfida del lanciatissimo Cody Rhodes, dall'altra un Sami Zayn che a Elimination Chamber non può permettersi né di vincere, né di perdere. E ora?

by Marco Enzo Venturini
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Dirty Deeds - Verità scomode: Roman Reigns e quell'affollata Road to WrestleMania

Prima c'è Raw, poi SmackDown. E l'impressione è che, in vista di aprile, la strada sia fin troppo affollata. La Royal Rumble si è conclusa con due grandi notizie, sia in generale che per quanto riguarda le preferenze dei fan. Da un lato abbiamo Cody Rhodes che ha compiuto il primo passo del suo sogno, vincendo la rissa a 30 uomini. Dall'altro però si è compiuto il dramma della Bloodline, con il pestaggio subito da Sami Zayn che inevitabilmente ha avuto conseguenze. Le quali, altrettanto inevitabilmente, incidono non poco sulla Road to WrestleMania, perché anche il canadese ha puntato il suo mirino sullo stesso obiettivo: Roman Reigns.

Il problema della sfida di Cody Rhodes a Roman Reigns

Questo rischio ci appariva tale ancora prima dei due show settimanali che hanno rispettivamente chiuso gennaio e aperto febbraio, Raw a Tulsa (Oklahoma) e SmackDown a Greenville (South Carolina). Nel frattempo però la questione è divenuta ancora più evidente. Perché nello show rosso Cody Rhodes si è preso una super ovazione e, dopo un discorso al microfono come sempre molto ispirato (ma che l'American Nightmare sappia come parlare non è certo una novità), il suo tentativo di assalto a Roman Reigns ha ora una forma: il main event di WrestleMania 39 li vedrà sfidarsi per il fantomatico Undisputed WWE Universal Championship. In altre parole, entrambi i titoli del samoano saranno in palio: tanto il suo eterno Universal Championship, quanto il più recente WWE Championship.

E c'è un problema. A parte il fatto che ormai la stessa compagnia ha adottato in maniera pressoché ufficiale quella dicitura "Undisputed WWE Universal Champion" che inizialmente pareva più l'ennesimo atto di sbruffoneria di un Paul Heyman il cui ruolo è quello di esaltare il già inaffossabile Head of the Table. Ma che, nel contempo, la stessa WWE continua a tenere i due titoli distinti sul suo sito internet ufficiale (confermando che non ci sia stata una fusione). Ma mai come ora la scelta di riunire entrambe le cinture intorno alla stessa vita rischia di procurare importanti grattacapi dalle parti di Stamford.

Sami Zayn per il titolo, anzi i titoli: il "rischio Drew McIntyre"

Il motivo è parso quantomai evidente aspettando il successivo venerdì notte e il main event di SmackDown. Qui, per forza di cose, non si poteva che parlare dell'implosione della Bloodline, con il campione che al microfono si è concentrato soprattutto sul voler riunire tutti i cugini intorno a sé. Non altrettanta attenzione ha riservato a Sami Zayn, che infatti lo ha nell'ordine: attaccato, messo in difficoltà, costretto a richiedere i rinforzi, sfidato. Per poi strappargli una promessa per Elimination Chamber: un match. Con in palio che cosa? Il fantomatico Undisputed WWE Universal Championship.

Ora. Se la WWE non l'ha capito, proviamo a spiegarglielo noi: in mano ha una patata bollente. Anzi, una patata esplosiva. Che potrebbe scoppiare addirittura nemmeno a WrestleMania, ma già in quel di Elimination Chamber. E, in tal caso, avere cocci destinati a rendere impervio, minaccioso, forse pure doloroso il cammino verso WrestleMania. Una strada che poteva invece essere spianata.

Perché il fatto che il dominio samoano sia vicino al collasso è evidente. Ma davanti a Roman Reigns si stagliano due minacce in contemporanea, e nessuna delle due ha meno dignità dell'altra. In poche parole: Sami Zayn è troppo caldo, e non può essere gestito con leggerezza a Elimination Chamber. In Canada, per di più. Che fa, perde? Ripetiamo la fesseria fatta con Drew McIntyre in Galles? Con l'aggiunta peraltro di tutto l'arco narrativo costruito per mesi: semplicemente non può succedere di nuovo qualcosa di simile.

Roman, Sami, Cody: Road to WrestleMania troppo stretta per tutti e tre?

Ma ammettiamo anche che Sami Zayn perda, magari fregato da uno o più samoani: la faccenda la chiudiamo così? Peccato, non sono diventato campione e ora a WrestleMania mi faccio da parte? Non è possibile: l'ex Honorary Uce dovrebbe restare in faida con Roman Reigns. Che però a WrestleMania ha già un match, per entrambi i titoli. E anche immaginando lo scenario opposto, la situazione non si risolve: se vince Sami Zayn e diventa campione, che succede? Affronta lui Cody Rhodes a WrestleMania? E quest'ultimo perde, "deludendo" il padre Dusty? Sì, oppure in alternativa il regno di Sami finisce subito. Bella me...lma!

Una via d'uscita, al momento, ci sarebbe: il Triple Threat Match a WrestleMania in cui Reigns (rimasto campione dopo Elimination Chamber) affronta contemporaneamente l'ex alleato e ora acerrimo rivale e insieme il temibile e ambizioso sfidante, in un solo incontro. Però sia chiaro, anche così lo spreco sarebbe colossale. Perché Cody Rhodes merita di avere il tifo dell'intera arena di Hollywood, e Sami Zayn è giusto che abbia tutta Los Angeles che parteggi per lui. E i due non dovrebbero rubarsi il tifo a vicenda. Se solo quelle due cinture non fossero mai state unite... Sarebbe bastato questo. E la WWE non avrebbe avuto bisogno di risolvere un problema da lei stessa creato.

Roman Reigns Wrestlemania Cody Rhodes
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