Dirty Deeds - Verità scomode: buon 2023 WWE, e che sia un buon anno davvero

Il 2022 si chiude con tante sensazioni contraddittorie, ma anche la sensazione che qualcosa di davvero positivo sia pronto ad arrivare.

by Marco Enzo Venturini
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Dirty Deeds - Verità scomode: buon 2023 WWE, e che sia un buon anno davvero

Fare un bilancio del 2022 della WWE è un compito forse più gravoso di quanto si possa superficialmente pensare, trattandosi di un anno pieno di scossoni che vanno divisi quasi equamente tra positivi e tremendamente negativi. Cosa peraltro strana, se si riflette sul fatto che il suo principale campione anche quest'anno non è mai andato nemmeno vicino a perdere la propria cintura. E anzi, non ha mai realmente rischiato di perdere in generale. Proviamo quindi a chiudere l'anno con un'analisi finale, e con l'inevitabile proposito per quello nuovo.

La WWE e quell'inizio tremebondo di 2022

Il 2022 è iniziato male, impossibile girarci intorno. Lo ha fatto sin dal primo giorno, vale a dire dal Day 1. O per essere ancora più precisi da Day 1, uno degli esperimenti meno riusciti di casa Stamford riguardo a ppv che già dopo la prima edizione erano destinati a non avere vita lunga (meglio altri mille Capitol Punishment, Great Balls of Fire o Stomping Grounds piuttosto che rivedere anche solo un altro Day 1). Quello fu il giorno in cui ci fu negato un Roman Reigns vs Brock Lesnar costruito imprevedibilmente bene, ma ci ritrovammo un Brock nuovamente WWE Champion. E capimmo subito che cosa ci avrebbe attesi.

La conseguenza è stata una prima metà di anno talmente stanca e mal scritta da sembrare quasi finta. Una Royal Rumble da mani nei capelli, capace di rievocare il disastro di quella del 2015, e una Elimination Chamber che se non ci fosse stata sarebbe stata addirittura meglio. E una sensazione nettissima, da togliere il respiro: tutto ciò che non era Roman Reigns o Brock Lesnar, nel roster maschile di SmackDown e alla lunga anche di Raw, praticamente non aveva nemmeno senso di esistere. Tutto mirava a una cosa soltanto: il supermaxicampione del mondo contro il supermaxicampione dell'universo per avere un ultramegasuperipermaxicampione di tutto e tutti. E così è stato.

Anno disastroso? Tutt'altro: le cose più belle

Il resto dell'anno si è consumato nel tentativo di porre un rimedio a questo erroraccio capitale (insieme a tante altre brutture, a partire da una Ronda Rousey tornata nell'entusiasmo generale e poi rivelatasi la clone sciatta, svogliata e a tratti addirittura incapace di quella del 2018). Ma dire che è andata tutto male sarebbe come urlare al mondo che in realtà quest'anno la WWE non l'abbiamo seguita. Perché la prima notte di WrestleMania è stata una delle più belle del decennio, abbiamo vissuto un ottimo SummerSlam e anche i ppv autunnali sono stati in buona parte molto gradevoli (anche Clash at The Castle, se avessimo avuto la fortuna di perdere ogni possibilità di collegarci a internet negli ultimi 10 minuti dell'evento). E non solo.

Il 2022 è stato l'anno del ritorno ai massimi livelli di un Seth Rollins che ci era mancato come l'ossigeno. L'anno in cui Cody è tornato in WWE, facendo vedere in ogni sua apparizione quanto ci tenga a diventare una stella assoluta anche nella federazione che lo lanciò. L'anno in cui Bianca Belair ci ha fatto capire che c'è vita oltre le Four Horsewomen. E Becky Lynch che c'è tanto da dire oltre The Man. L'anno in cui il mondo ha finalmente capito perché Sheamus è uno dei migliori della sua generazione, e tanti si sono dovuti virtualmente scusare con lui per averlo ritenuto indegno di essere un quattro volte campione del mondo. L'anno in cui abbiamo rivisto Bray Wyatt, e sperato di rivederlo risplendere di luce propria e in grado di farci sognare come tra il 2019 e il 2020. L'anno in cui Sami Zayn si è finalmente preso in mano la WWE, con la premessa e la promessa nel 2023 di riscattare il ticket vincente per la lotteria della sua vita.

WWE: cosa tenersi del 2022 e cosa sperare per il 2023

Insomma, lamentarsi sarebbe sbagliato. Così come arrivare a conclusioni ancora premature sul lavoro di Triple H, l'altra grande novità dell'anno: la WWE, per la prima volta nella vita di tutti, ha una guida diversa da quella che ha sempre avuta, con Vince McMahon alle prese con problemi che non torneremo a sviscerare in questa sede, e Hunter sta facendo del suo meglio. Gli è andata decisamente bene in alcuni eventi (a partire da SummerSlam), peggio in altri. Ma ha preso un treno in corsa, era impossibile risolvere tutti i problemi con un colpo di spugna, soprattutto quelli legati alla Bloodline. Aspettiamo e vedremo.

Insomma, questo 2022 è stato un anno di transizione come poche altre volte è capitato nella storia non solo della WWE ma forse del wrestling internazionale. E definirlo un anno buono o cattivo è impresa quasi impossibile, visto che entrambe sarebbero definizioni quantomeno superficiali. Ma è stato un anno unico, questo possiamo dirlo. E un buon anno, questo sì, possiamo augurarci che sia il 2023 ormai dietro l'angolo. Forza Triple H, forza WWE: fare bene, mai come in questo anno nuovo, davvero si può.

WorldWrestling.it: l'anno della svolta

Concludo con un paio di righe su WorldWrestling.it, a propria volta reduce da un anno che mai aveva vissuto nei suoi otto anni di vita (compiuti giusto dieci giorni fa). Nel 2022 il nostro (e vostro) sito ha raggiunto un livello che mai gli era appartenuto sin dalla sua fondazione: ora si regge sulle sue gambe. Per sette anni era sempre stato indispensabile che alcune sue specifiche componenti ci fossero, sempre. In loro assenza collassava tutto. Ora, per la prima volta, ognuno di noi sa che se manca per un periodo di tempo, il motore continua comunque a girare.

Siamo diventati grandi, dopo tanto tempo. E non era facile che succedesse. Come tutti coloro che diventano grandi, però, qualche problema di ordine, umore, equilibrio, disciplina adolescenziale è inevitabile che ci sia. È del tutto naturale: la profonda convinzione e la grande speranza di chi ha visto iniziare tutto è che saremo più forti anche di tutto questo. Vale lo stesso discorso fatto per la WWE con vista 2023: si può fare. E si farà.

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