The Worst For Business: la nuova WWE di Triple H, pro e contro



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The Worst For Business: la nuova WWE di Triple H, pro e contro

Buongiorno e benvenuti dal vostro SimoneSian a questo nuovo numero di The Worst For Business, la rubrica in cui metteremo a confronto il volere del pubblico con ciò che la WWE effettivamente decide di fare, tentando di capire quale dei due pareri sia il più adeguato.

In questa rubrica fin dal primo numero avevo sempre dato per scontato che avrei dovuto fare un confronto tra le idee del pubblico e quelle del caro vecchio Chairman Vince McMahon ma, nel caso non ve ne foste accorti, qualcosa è cambiato ai vertici della federazione.

Quindi, mentre fino ad oggi è sempre stato abbastanza semplice dover spesso smontare le idee di un anziano con cui concordavo su veramente poche cose, d’ora in poi sicuramente non sarà altrettanto facile andare ad analizzare ed in un certo senso “confrontarmi” con una leggenda come Triple H.

Ma, come si dice, è un duro lavoro ma qualcuno dovrà pur farlo. Oggi sono quindi pronto a dare una prima occhiata al lavoro fatto dal Triplo in questi primi quasi 2 mesi da COO della WWE, descrivendo quali sono per me i pro ed i contro della sua nuova gestione.

Pro: il rinnovamento e la libertà d’espressione

Partiamo da ciò che mi pare stia andando per il verso giusto, premettendo che ovviamente mi baserò anche sulle voci che arrivano dal backstage, anche se magari non tutte saranno totalmente reali.

Triple H ha sicuramente portato un po’ di aria fresca in WWE. A gestire il tutto non è più un uomo d’affari che si è prestato a volte a lottare sul ring, ma un effettivo wrestler che ha appeso gli scarpini al chiodo per dedicarsi agli affari della federazione che lo ha visto come uomo di punta per molti anni, il che non è assolutamente un cambiamento da sottovalutare.

HHH conosce meglio di chiunque altro ciò che accade nel backstage, sa cosa significa fare la gavetta e sa anche quali sono i problemi da affrontare.

Fin dal primo momento Hunter ha tentato uno svecchiamento della Federazione, legata ad alcune regole ormai antiquate, permettendo ai lottatori ed ai commentatori di pronunciare parole fondamentali quando si parla di wrestling.

Come, ad esempio, “wrestling”. Pur rimanendo lui a capo di tutto, a visionare dall’alto ogni campo, pare che il buon Levesque sia molto più aperto mentalmente, disposto a dar voce anche ai suoi dipendenti e ad ascoltare anche coloro che hanno bisogno di un cambiamento radicale, spesso rimasti rinchiusi per un periodo fin troppo lungo in gimmick stereotipate o ormai fuori dal tempo.

In primis, ovviamente, non possiamo non citare Bray Wyatt, ma anche Kevin Owens, Sami Zayn, Matt Riddle e molti altri.

Inoltre il Triplo pare sappia captare meglio anche i pareri del pubblico, cosa che mi renderà più difficile scrivere questa rubrica ma più piacevole vedere gli show.

Il ritorno di tanti atleti amatissimi e richiesti da tempo dal WWE Universe, il debutto di wrestler da NXT senza per forza dover dimenticare totalmente il loro passato, la qualità spesso più alta dei match anche durante gli show settimanali e la cancellazione totale o parziale di storyline assurde e gimmick fin troppo stereotipate per una ripartenza più moderna sono sicuramente segni di apertura che non possiamo far altro che apprezzare.

Contro: l’effetto “Breaking news” ed il fan service

E allora quali potrebbero essere gli errori HHH? In particolare uno, semplice quanto complesso, che è proprio il concetto fondamentale che mi ha spinto ad aprire questa rubrica anni fa: il parere del WWE Universe non sempre è quello giusto.

Triple H sembra voler far avverare ogni rumor e punta spesso a soddisfare la maggior parte del pubblico, ma un buon uomo d’affari deve avere anche il coraggio di fare il “Best for business” andando contro il parere comune.

Le prime settimane della nuova WWE mi hanno ricordato molto gli inizi dell’AEW, una fucina di emozioni e di ritorni uno dietro l’altro che hanno generato un hype gigantesco, ma che si è poi spento in pochissime puntate.

Personalmente non sono un hater dell’All Elite, anzi il primo evento mi coinvolse e mi entusiasmò tanto da farne una recensione dettagliata che potete trovare QUA, ma la Federazione di Jacksonville è spesso cascata in quello che io definirei “effetto Breaking News”.

Come molti siti e giornali che tendono a cercare la grande notizia giornaliera che stupisce ed il titolone che lascia sbalorditi sul momento, ma poi tu la settimana successiva tutti l’hanno già scordata e non ricordano nemmeno su che testata l’avessero letta, anche nella federazione di Tony Khan agli inizi spesso si tendeva a cercare l’effetto sorpresa con un grande debutto o una vittoria che facesse scalpore ad ogni puntata, per poi dimenticarsene poco tempo dopo e far ricadere l'atleta in questione nell'anonimato fino al colpo di scena successivo che potesse coinvolgerlo.

Dopo un po’, però, le “Breaking news” finiscono e bisogna imparare a scrivere ed attirare l’attenzione anche con le piccole notizie che arrivano.

Ecco, il rischio è che anche Hunter cada nel tranello.

L’esempio più calzante per me è quello di Karrion Kross, richiamato a gran voce da molti e che ha esordito direttamente nel massimo feud possibile per accontentare i suoi tanti estimatori del periodo di NXT, per poi finire in una continua storyline insensata e portare giù con sé anche un altrettanto amato Drew McIntyre.

Di ritorni e di nuovi debutti ce ne sono stati a sufficienza, anche troppi, e c’è ancora chi chiede di più (mi vengono in mente ad esempio i nomi di Naomi, Sasha Banks e CM Punk), ma c’è davvero bisogno di tutti loro? Penso di no.

Le lamentele torneranno a farsi sentire e saranno ancora più insistenti nel momento in cui, una volta tornati tutti i più richiesti dal WWE Universe, toccherà vedere Logan Paul nel main event di un Premium Live Event.

Meglio fermarsi un attimo, raccogliere le idee e lavorare al meglio con ciò che si ha.

Conclusione

Insomma, come in ogni situazione ci sono punti a favore ed altri contrari. Per il momento quelli contrari sono più che altro rischi ancora in parte evitabili, se non per qualche nome che però penso sia ancora recuperabile, quindi direi che Triple H sta facendo un ottimo lavoro.

Sono soddisfatto di questi primi quasi 2 mesi di operato del Triplo? Decisamente sì. Però non è tutto oro quel che luccica. Siamo solo agli inizi e, quando le “Breaking news” saranno effettivamente finite da un pezzo, potremo valutare davvero il suo operato.

La rimando a tutti voi. Che ne pensate? Siete d’accordo con la mia analisi? Per oggi è tutto, ci risentiamo sabato prossimo con il report di SmackDown e prima o poi con un nuovo numero del TW4B. Un saluto, dal vostro SimoneSian.