The Greater Good - Volume 18: Nel bene o nel male



by   |  LETTURE 1080

The Greater Good - Volume 18: Nel bene o nel male

Saraya, Paige, o chiamatela come meglio credete. La AEW ci ha consegnato ciò che un po' ci si aspettava, ma che non si era ancora concretizzato in via definitiva. Ad oggi la due volte WWE Divas Champion ed ex NXT Women's Champion può a tutti gli effetti lottare e pretende in ogni modo possibile uno scontro con Britt Baker.

Ovvio per molti, lecito per tanti, una contesa che porterebbe i riflettori sulla categoria femminile sempre e costantemente sofferente (nel bene o nel male) in All Elite Wrestling, ma nonostante ciò utile in un certo qual modo ad apportare un soffio d'aria fresca verso il prodotto e chissà, altrettanto utile per richiamare una serie di fan occasionali.

Il percorso di Paige nella WWE è stato decisamente strano nel tempo, si inizia con una giovane in rampa di lancio, la “Anti-Diva” con tanta voglia di spaccare il mondo, ma il ritorno di AJ Lee pochi mesi dopo condizionò la britannica a calarsi nell'ombra.

Se al ridimensionamento on screen si unisce anche una vita privata stile “Montagne Russe” potete ben capire quanto l'intero pacchetto subisca danni irreversibili confermati poi nella relazione con Alberto El Patron (Del Rio in WWE ndr).

Dopo un lungo infortunio e una decisa “Ripulita”, Paige torna sui ring di Stamford, ma un nuovo stop si presenta e la carriera in-ring termina. Vince McMahon e soci non vogliono però sbarazzarsi di lei, bensì gradirebbero un trattamento simil Daniel Bryan e per tale motivo Paige diverrà prima GM di SmackDown, poi opinionista su WWE Backstage, infine parte fissa della compagnia senza alcun tipo di ruolo specifico.

Nel frattempo si concentra sul progetto Twitch, un canale in cui la britannica non fa praticamente nulla di realmente interessante, se non canticchiare canzoni varie miste a quelle del suo compagno. Il contratto con la WWE intanto scade, un HHH salito al potere vuole fare di tutto per rinnovarlo, ma la lottatrice dice no e si prende un periodo di pausa per poi arrivare alla AEW.

Il primo promo è decisamente memorabile e non in positivo. Dopo neanche trenta secondi di permanenza nella federazione di Jacksonville, la nuova Saraya decide di lanciare frecciatine alla sua vecchia compagnia come solo lo stile Tony Khan è stato stupidamente capace di fare finora.

L'infortunio e la fine prematura della carriera, hanno portato la stessa WWE a produrre un film sulla sua vita, a proteggerla quando la sua privacy è stata hackerata e resa pubblica ingiustamente, a supportarla in ogni modo.

Ora Saraya ricomincia, con un ring name dedicato alla madre, con tanta voglia, con la seria possibilità di tornare a lottare (si spera in modo importante), dimenticando però tutto ciò che è stato, senza voltarsi indietro, nel modo più ignobile che esista (lavorativamente parlando).

Se avrà l'atteso match con Britt Baker (entro Revolution) pare più che ovvio, se le concederà il job per far accrescere la notorietà e l'immagine di un volto 100% AEW made, la vedo difficile.

Le risposte si faranno attendere, la gestione delle tali dipenderà dalle atlete, ma in primis dall'imposizione del loro datore di lavoro, quel Tony Khan che tanto critica gli altri, ma non si decide mai di lavare i suoi “panni sporchi”.

Nel bene o nel male, this is Paige/Saraya.