The Prizewriter - 3.0!



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The Prizewriter - 3.0!

Salve a tutte e tutti e [email protected] per una nuova edizione del PrizeWriter, l’editoirale più heel del wrestling web!

Oggi dopo tempo immemore si torna a parlare  dello show di sviluppo WWE, NXT!

La trascuratezza delle vicende su queste pagine nascondeva un profondo disinteresse, dovuto a una grande delusione, nel vedere quello che una volta era il regno del miglior wrestling di Stamford trasformato in palestra per nuove leve: dalle dubbie doti sul ring, ma con bei fisici, bell’aspetto, gimmick stravaganti e vetuste.

Wrestling o Varietà?

Le trame talvolta erano assurde ed esulavano totalmente dal ring con giri in automobile alla ricerca di un guru, giornate in spiaggia a prendere il sole, pranzi mafiosi con mandolini e sbronze al pub, per citarne alcuni e chi più ne ha più ne metta. Quello che era certo era il ribasso della qualità del prodotto, per avvicinarlo ad un pubblico più giovanile. Insomma una vera e propria inversione di tendenza. Bulli e pupe, liaison amorose e personaggi macchietta. Un mix fra American Pie e High School Musical. Se questo filone era sopportabile durante l’esperienza dei The Way, poi con l’abbassarsi della qualità dei performer il troppo ha stroppiato.

Nel frattempo i reduci della vecchia esperienza erano pesci fuor d’acqua, pochissimi sono sopravvissuti e mal si sono adattati a questa nuova aria. Come il poi promosso Ciampa, o Roderick Strong, mentre altri come il Legado, i GYV, Mandy Rose, Il buon Grimes, Indy Hartwell si sono inseriti in un contesto nel quale già questo cambio era in principio, e quindi si sono adattati un po’meglio.

Rinforzi da oltreoceano

Fino ad un momento preciso in cui qualcosa è cambiato. La scelta di smantellare l’esperienza britannica di NXT ha dato in dote al roster gradualmente in un primo tempo, ma poi in via definitiva in un secondo momento tutto il grandissimo talento che si possedeva oltremanica. Sebbene sia grande il rimpianto per non avere visto questi performer inseriti sulla scena quando questa era florida di talento ed ispirazione, la presenza di GUNTHER -che per fortuna è stato promosso in fretta essendo così pronto- Fraser, Devlin/Mcdounagh, A-kid/Axiom, Pretty Deadly, Tyler Bate, Alba Fyre e Satomura ha dato al roster nuova profondità, e soprattutto qualità.

Una situazione imbarazzante del comparto maschile a parte Carmelo, e non sto parlando di un big man raccomandato, che non offriva uno straccio di talento vero; mentre dalla parte femminile meritava di essere rimpolpato, in supporto alle già ottime e futuribilissime Jacy Jayne, Gigi Dolin, Roxanne, Cora Jade e alla interessante Nikkita.

Momento nostalgia o ritorno alle origini?

Adesso si ritorna ulteriormente al passato con il ritorno all’oro e nero nel logo, e l’abbandono della scenografia di Art Attack.

Ma il format rimane sempre lo stesso, e questo è il peggior difetto di questa realtà. In due ore di programmazione ci sono troppi segmenti, troppi match, troppa confusione, senza la possibilità di una scrittura profonda e lineare. Anche se adesso con il pensionamento di Old Vince, e la qualità maggior dei performer e della scrittura, qualche passo in avanti si è fatto indubbiamente.

Che futuro si prevede per il roster? Non so quanto siano destinati a transitare da lì gli ex UK, ma se con il loro avvento la qualità si è alzata così sensibilmente, la loro eventuale dipartita lascerebbe lo show in balia della mancanza di qualità che ha contrassegnato le prime fasi? Quale sarà il futuro bacino di utenza della federazione di Stamford? I concorsi di body building e gli ex atleti che tentano una nuova via? O giovani -o meno- wrestler in cerca di ascesa?

Ci auguriamo la seconda… consci che l’eldorado perduto non arriverà più.