Queen Of Moonsault - Ric Flair’s Last Match: Tra paura e sete di successo



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Queen Of Moonsault - Ric Flair’s Last Match: Tra paura e sete di successo

Il 31 luglio 2022 il mondo intero ha assistito, dopo circa due mesi di attesa, a quello che è stato definito “l’ultimo match di Ric Flair”, anche se la maggior parte dei fans hanno visto questa decisione di costruire e portare in scena la contesa, come una condanna a morte del Nature Boy.

È del tutto normale che ci sia preoccupazione non solo per una persona che ha 73 anni, ma per una persona che ha rischiato di morire più volte, che ha un pacemaker trapiantato nel cuore, che ha passato la vita a prendere colpi su colpi sul ring e che ha diversi problemi di salute legati anche alle sue dipendenze. E queste preoccupazione non sono campate per aria, non c’è la presunzione di sapere e di voler frenare una persona così folle che ha una passione, ma c’è solo la voglia di preservare anche il ricordo che una leggenda ci ha lasciato con la sua carriera.

Ma questa mia analisi, che vi ricordo essere sempre del tutto personale e fatta con sentimento, quindi potete anche non vederla come me, non vuole solo illustrarvi qual è stata la mia percezione guardando il match, ma parlarvi anche del contorno che da sempre soffoca la famiglia Flair, come gli avvoltoi nel deserto pronti ad attaccare quel pezzo di carcassa morta per terra.

Ma facciamo un passo alla volta…

Il match era evitabile

Inutile girarci intorno, ad una certa età potresti anche essere la persona migliore del mondo nel tuo campo, ma il tuo corpo scientificamente non regge e questo è esattamente quello che è accaduto a Ric Flair. Infatti il match è anche salvabile dal punto di vista dell’intrattenimento, ma non da quello del vero e proprio lottato, che è stato lento e intervallato da momenti costruiti appositamente per dare respiro alla leggenda. Il tutto poi è nettamente peggiorato quando, ovviamente, Flair ha deciso di sanguinare, perché ormai è il suo marchio. A malapena si reggeva in piedi e quando la campanella finale ha suonato, lui si è messo seduto sorretto da Andrade ed è rimasto lì fermo un minuto intero con la bocca aperta, con la faccia insanguinata, non rispondendo agli stimoli più semplici e per me non ne è valsa assolutamente la pena.

Non ne è valsa la pena di mettere a rischio la propria vita e salute, già in bilico, per un match che onestamente per come la vedo io, nessuno si ricorderà poi così tanto, perché tutti preferiranno mille volte quello contro Shawn Michaels, un match davvero pieno di sentimento, oltre che di intrattenimento. Quello del 31 luglio è pura e semplice follia, una follia che ci è stata presentata da Ric stesso, ma anche dal genero e promoter Conrad Thompson, come qualcosa fatto per la voglia di salire ancora una volta sul ring, che nessuno mette in dubbio sotto un certo punto di vista, ma non ditemi che un minimo per soldi non è stata fatta, perché con tutto quello che ci è stato costruito intorno, dubito che non sia stato fatto anche per quello (merchandising, eventi di contorno e così via).

Se davvero le persone gli avessero voluto bene lo avrebbero fermato, ma la cosa bella è che non è stata neanche una sua idea in principio, ma proprio di Conrad, suo fan da sempre, che poi ha sposato la figlia più grande Megan. A questo punto mi chiedo: era davvero un sogno di Ric o un sogno di altre persone che non hanno rischiato così tanto, ma anzi, ci hanno guadagnato?

La scelta del match non è piaciuta

Voglio trattenermi dall’esprimere al 100% un pensiero che ho dentro, ma voglio sottolineare che moltissime persone si sono un po’ ribellate quando hanno scoperto la tipologia di match. Con tutto il rispetto ovviamente per i performer, nulla da dire su come lottano sul ring, però i fans si aspettavano un match ben diverso, con qualche rivale davvero storico del Nature Boy, anche se ad esempio Steamboat in poche parole ha detto che si è rifiutato perché ha ancora una dignità… ahhh le frecciatine, quelle belle. 

È chiaro che la scelta del Tag Team Match sia stata fatta perché Flair non avrebbe mai e poi mai retto un match da solo, aveva bisogno di un cambio, di respirare e riprendersi, di avere l’attenzione non esattamente tutta su di lui sempre, però anche lì, gli avversari potevano essere altri. 

Purtroppo non posso dire molto su Jeff Jarrett e Jay Lethal, anzi, con loro c’è stata anche un po’ di costruzione che ci ha fatto capire perché il Nature Boy ha deciso di affrontarli, ma con Andrade il motivo è molto più semplice: al dito ha una fede con dentro inciso Andrade-Fliehr. Se non fosse stato il marito di Charlotte col cavolo che sarebbe stato scelto per questo match, perché aldilà di quella motivazione, della storia “per la famiglia”, non ci è stato raccontato nulla di come si sia guadagnato il posto come tag team partner di Ric.  

Ma Charlotte Flair dov’era?

Premetto che l’ho già ripetuto raccontandovi l’evento nel report qui sul sito e mi scuso se sono ripetitiva, ma credo sia stato scandaloso da parte della WWE non permettere a Charlotte di apparire e la scusa “eh ma la WWE ha una politica molto rigida sulle apparizioni fuori dalla compagnia”, mi fa onestamente pena dato che c’è gente che è apparsa in video (vedi Cody Rhodes) o addirittura nel pubblico (vedi Dolph Ziggler o Mick Foley che ha il contratto da leggenda) e soprattutto per gli eventi speciali fanno sempre qualche eccezione. La stessa WWE per i 20 anni di John Cena è andata a chiedere i wrestler alla AEW. Se la paura era quella di illudere i fans per Summerslam piccolo spoiler: lo show era il giorno dopo quindi non aveva senso. Onestamente per quanto si provi a dare una spiegazione logica alla cosa, c’è sempre un modo per ribaltare quanto detto.

Ora, non dico di pre annunciare la sua presenza come manager come fatto per la parte di là con la moglie di Jeff Jarrett, ma non sarebbe stato meglio farla uscire a sorpresa o metterla in prima fila con il resto della famiglia Flair per poi farla intervenire proprio contro la moglie di Jarrett? No, invece hanno preferito fare quella scena trash con Megan che la prende per i capelli… no comment.

C’è un lato positivo in tutto questo?

Ora, ovviamente sono stata un po’ dura con i miei discorsi e ripeto, se non la pensate come me va benissimo, però sarei anche una vera e propria persona cattiva se non riconoscessi che quantomeno c’è un lato positivo della faccenda: i coinvolti sono felici. 

È giusto esprimere la propria opinione educatamente, ma è anche giusto riconoscere che le persone coinvolte sono felici di quello che è successo, che poi sia o meno solo una facciata non possiamo saperlo. Ric Flair durante l’evento e dopo sui social ha espresso gioia nell’aver fatto questa esperienza, ha detto chiaramente che è stato fantastico e che era quello che voleva e per questo sono felice per lui, quantomeno il diretto interessato, anche se ha rischiato la vita, si è divertito e tutto. Andrade ha anche detto che è stato un onore per lui partecipare al match, cosa del tutto normale perché comunque non è da tutti salire sul ring con una leggenda del business. Tutto il team che ha lavorato a Starrcast V, compreso Conrad, si è detto soddisfatto e ha ringraziato i fans per l’affetto e il supporto, ed è giusto così perché alla fine l’evento in generale è stato messo su bene, un weekend fatto di tantissimi eventi interessanti ai quali, sono sincera, avrei partecipato anche solo per una mia curiosità personale.

In conclusione, personalmente credo siano state fatte tante scelte discutibili per questo evento, ma se il Nature Boy è felice e un giorno potrà andarsene in pace sapendo di aver fatto tutto quello che voleva, direi che va bene così, però Ric ti prego, basta ora. Riposati e goditi la tua famiglia.

Io vi saluto, vi ringrazio per aver letto le mie parole e vi do appuntamento al prossimo articolo della rubrica Queen Of Moonsault. WOOOO!

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