The Prizewriter - We need a Revolution...



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The Prizewriter - We need a Revolution...

Un caloroso [email protected] a tutte e tutti i lettori e le lettrici di WorldWresling, e del PrizeWriter in particolare! State leggendo, come sempre, l’editoriale più heel del wrestling web che non si può esimere dall’esserlo parlando della categoria femminile della ALL ELITE WRESTLING, dopo avere criticato nella scorsa edizione (che trovate qui) l’utilizzo del reparto maschile e quindi adesso tocca al gentil sesso.

La situazione è stata gestita malissimo sin dal principio, e la divisione ancora risente nella percezione comune di questo posizionamento in secondo piano. Al pronti via il roster d’esordio faceva veramente venire i brividi… I tre comparti dei brand WWE gli erano ampliamente superiori, con un NXT all’epoca in grande spolvero, e con la miglior categoria al mondo, fatto declamato anche negli show, e le 4 Horsewomen che spadroneggiavano nel main roster.

Se il buongiorno si vede dal mattino...

La federazione di TK si presenta ai nastri di partenza con una categoria di performer dalla scarsa esperienza e fama: Britt Baker, Hikaru Shida, Riho, Statlander, Nyla Rose per citare le più in luce. Niente per il miracolo, né dal punto di vista lottato né da quello entertainment -si non sono per nulla fan della DMD-. Il tutto è gestito molto male e in grave ritardo rispetto al grande impegno per fornire sin da subito un roster maschile di alto livello.

Mi sento di tacciare i primi due regni giapponesi, e quello che mi ero volutamente dimenticato di Nyla Rose, come insapore, e di trovare il terzo, del terrore, di Baker come estenuante e noioso, periodo in cui la dentista, con la penuria che già era evidente, ha affossato tutte quelle che si presentavano sulla sua strada, dominando incontrastata, senza però apparire così forte e godendo sempre dell’aiuto delle proprie ancelle.

Negli anni il roster femminile però si arricchisce gradualmente e sostanzialmente. Fra le neo arrivate abbiamo star delle indies quali Thunder Rosa, Jamie Hayter e Serena Deeb, senza dimenticare tutte le orfane della federazione di Stamford, che venivano rilasciate e poi in tempo rapidissimo reclutate dalla concorrenza. In ordine sparso si sono aggiunte, per ricordare le più in voga: Ruby Soho, Mercedes Martinez, Toni Storm, Athena.

Ma soprattutto una novella wrestler quale Jade Cargill. Proprio durante il lungo regno della Baker viene messo il primo tassello di quella che fino ad ora è la gestione migliore di un character femminile da parte della AEW, e forse vorremmo dire del wrestling di oggi in generale.

Il dominio di Jade

Stiamo ovviamente riferendoci alla repentina ascesa ed alla tutt’ora invitta streak di Jade Cargill, una ex bodybuilder e modella, che ha scelto di sfruttare il suo aspetto da dea greca per sfondare nel mondo del wrestling.

Sebbene partisse da 0 e fosse invisa a molta della fan base della All Elite per la sua provenienza dal mondo dello spettacolo senza un background di wrestling (e tutte le WWE vibes del caso), la sua ascesa è stata esaltante, perché ricalcava anche la sua curva di apprendimento. Oltre a risultare quanto meno sufficiente nel ring, negli anni ha imparato perfettamente a gestire i tempi televisivi, a sprizzare carisma da tutti i pori, e a diventare a mani basse il character femminile dell’anno corrente. Se le mangia tutte a colazione in pratica. Con un unico lato negativo: il continuo affossare tutto il roster per esprimere la propria dominanza fisica e carismatica. Da un annetto è anche campionessa secondaria femminile, ma il suo titolo sembra valere molto di più di quello principale.

Un tuono sordo

Si perché il regno di Rosa è tutto fuorché esaltante.

Se dopo il grande massacro con Baker la via verso il paradiso era invocata a gran voce da [email protected], la sua proposizione forse tardiva e le modalità di questa, hanno subito fatto disaffezionare il pubblico alle sue vicende. Peccato che la sua gimmick sia la campionessa del popolo (latino). La prima rivale scelta per lei è Nyla Rose, che la attacca durante l’intervista di incoronazione, eseguita da Tony Schiavone in un non precisato momento pausa-gabinetto di una puntata di Dynamite.

Questo diventerà per lei leitmotiv del suo pessimo regno titolato. Il disinteresse. Pare ovvio che la sua parte forte non sia il carisma, o la favella, ma il lottato. Metterle un microfono in mano invece di farla esibire la cosa più sbagliata, ma si sceglie di farla sempre parlare, tanto che addirittura la sempiterna Baker la schernisce in un recente promo proprio per questo. Della serie "è evidente che anche i sassi lo abbiano capito..."

Preso atto del fallimento ormai conclamato del suo regno bisogna guardare avanti però... Ma chi può sostituirla nel gravoso compito di portare sulle spalle la divisione femminile? A parte una ipotesi che introdurrò alla fine… Nessuna! Nessuna è stata costruita in questo ormai lunghissimi mesi del regno della Mera Mera. Tutto il booking dà un colpo al cerchio e uno alla botte, ma senza arrivare mai da nessuna parte. Non esiste atleta che si è veramente elevata in questo periodo, ma non lo ha fatto neanche la campionessa. E spiace perché adesso il roster conta delle aggiunte e dei talenti di livello che meriterebbero di farsi un giro titolato e provare a risollevare le sorti della divisione. Toni Storm per esempio, ora impelagata nella coppia ThunderStorm con la campionessa, potrebbe essere lei una buona scelta per sconfiggerla, dopo averla tradita; o Serena Deeb, che però il suo treno l’ha già perso, e non si sa cosa abbia fatto di male alla dirigenza; o ancora Athena, che finalmente potrebbe dimostrare tutto il suo talento.

Ma secondo il mio parere, la scelta migliore sarebbe solo una, coerente con il booking visto fino ad ora, ovvero incoronare quella che è già la regina senza corona, o meglio, con quella secondaria, anche con quella che conta qualcosa, unico modo per uscire dall’impasse ed iniziare a costruire qualcuna che possa poi detronizzarla di uno dei titoli e guadagnare credibilità, per lei e la competizione. Magari, date le dimensioni, Statlander o Heyter.

Ma per fare ciò bisogna solo iniziare a scrivere, scrivere e scrivere e iniziare quella che, in ritardo, sarebbe la Women’s Revolution targata AEW!