Queen Of Moonsault - Due anni senza Hana Kimura: il suo ricordo rimane vivo in noi



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Queen Of Moonsault - Due anni senza Hana Kimura: il suo ricordo rimane vivo in noi

Ciao a tutti i lettori di World Wrestling, io sono Rachele e oggi sono qui per dare il via ad una nuova serie di editoriali, una rubrica che vuole dare spazio ai miei pensieri sul professional wrestling, in modo del tutto naturale, esplorando forse un po' di più anche l’aspetto più umano delle cose, più che quello tecnico, caratteristica che ormai è parte di me da tutta la vita. 

Oggi, per inaugurare questa rubrica, voglio parlarvi di una persona speciale che purtroppo ci ha lasciati troppo presto, ma che mai verrà dimenticata. Buona lettura!

Tutto d’un tratto, il fiore è appassito

Il 2020 è stato un anno molto particolare per tutto il mondo, un anno di grandi sofferenze a livello umano che difficilmente ci scorderemo e che rimarranno per sempre impresse sui libri di storia. Ma se ci concentriamo nel mondo del professional wrestling, è impossibile non citare una tragedia che ha colpito tutti noi, anche quelli che non conoscevano direttamente la vittima: la morte per suicidio di Hana Kimura.

E giustamente vi chiederete: “Com’è possibile che questa tragedia possa aver colpito anche me se non la conoscevo?” Beh, la risposta è in realtà molto semplice, perché Hana potresti essere tu, potrebbe essere tua madre o tuo padre, tua sorella o tuo fratello, uno dei tuoi cugini, uno tra i tuoi migliori amici, la vicina di casa che ti sorride sempre e ti saluta sul pianerottolo, un collega.

Hana Kimura era, è e sarà sempre ognuno di noi. Sarà sempre quella parte dell’essere umano che ha saputo sorridere, regalare felicità e lanciare messaggi positivi, ma anche quella parte triste che ha sofferte per la cattiveria riversata su di lei dal mondo intero, da quelle persone che invece di utilizzare i social media e Internet come un mezzo per condividere le proprie passioni, comunicare con gli altri e cose simili, li utilizza per ferire.

Le parole hanno un peso

Hana Kimura ha sempre subito del bullismo, fin da bambina, ma nel wrestling ha trovato la forza di andare avanti, grazie alla mamma Kyoko Kimura, leggenda del ring, che l’ha portata con sé agli show e le ha mostrato che su quel quadrato la differenza la possono fare tutti. 

Ed è proprio su quello che la giovane Hana ha basato la sua carriera, sulle differenze che però ci rendono speciali a nostro modo, anche con la sua catchphrase “everybody’s different, everybody’s special”, che ha caratterizzato la sua stable Tokyo Cyber Squad, che includeva tutte quelle persone che volevano solo essere se stesse e abbracciare la loro diversità. 

Spesso però queste differenze, queste diversità, vengono utilizzate per creare una rete di bullismo intorno a una o più persone, che porta anche a gesti estremi, come quello compiuto da Hana, che sentendosi attaccata da tutte le parti e sola, ha deciso di porre fine alla sua giovane vita. Aveva solo 22 anni e tutto ancora davanti a sé.

In particolare Hana è stata vittima di cyberbullismo, cosa sempre più in crescita con l’avvento dei social media e che è stata davvero devastante soprattutto nel 2020, quando le persone, costrette a stare a casa e a seguire delle regole rigide per via del COVID, hanno dato sfogo al loro lato più negativo e perfido, riversando la propria frustrazione su quelle piattaforme. Forse sarà solo una piccola vittoria che non porterà indietro Hana, ma grazie a lei in Giappone è stata adottata una legge per punire coloro che commettono questo tipo di reato, anche se è assurdo che le leggi vengano fatte solo quando succede qualcosa di veramente grave. 

Un fiore per Hana

Questa storia di Hana Kimura ci deve insegnare tanto, ci deve insegnare a non essere dei bulli, a misurare le nostre parole, ma anche a chiedere aiuto quando abbiamo bisogno perché non siamo MAI soli. 

D’ora in poi quando vediamo un bullo, un cyberbullo o qualsiasi altra persona che ferisce noi stessi o gli altri, non voltiamoci, non chiudiamo gli occhi, non teniamo le mani in tasca e la bocca cucita, pensiamo a Hana, raccogliamo un bel fiore nella nostra mente, piantiamolo nel nostro cuore e usiamolo come strumento per lottare contro quello che ci fa male e che ferisce gli altri, per un mondo migliore, per la vita, per celebrarla.

È importante anche non dimenticarci mai di Hana Kimura e continuare a celebrarla e noi a nostro modo qui in Italia lo abbiamo fatto e lo stiamo facendo. Infatti potete trovare sul canale Twitch di Donne Tra Le Corde una live speciale fatta in collaborazione con Happy Wrestling Show e Joshi Sakè dove si ripercorre la vita e la carriera di Hana, ma si approfondisce anche il mondo del joshi dove è nata e cresciuta.

In più sul blog sempre di Donne Tra Le Corde, trovate un articolo tributo dal titolo "Hana Kimura: un fiore bruciato dalle fiamme dell’odio", scritto da Aurora Petrucci, esperta e appassionata di Joshi, colei che gestisce la sopra citata pagina Joshi Sakè, se volete approfondire ancora di più l’argomento. 

Io vi saluto e vi do appuntamento al prossimo articolo della rubrica Queen Of Moonsault e solo per oggi… YES, SIR!