The Greater Good - Volume 3: Never Quoth The Punk



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The Greater Good - Volume 3: Never Quoth The Punk

Greater Good significa anche “The REAL Messiah” Aldo Fiadone e quindi rieccomi cari lettori di worldwrestling.it per presentarvi l'ultimo arrivato sul nostro sito, un editoriale diverso e unico nel suo genere, giunto al suo terzo appuntamento.

Nei primi due casi vi ho parlato rispettivamente della evoluzione/involuzione del wrestling moderno in termini di ascolti televisivi e ricezione del prodotto; nel secondo numero mi sono invece soffermato sullo stato della faida tra Punk e Page valida per il titolo mondiale della All Elite Wrestling.

Questa volta il fulcro del discorso non varierà di molto, di fatti restiamo in terra AEW strettamente collegati all'atleta di Chicago, Phil Brooks meglio noto come CM Punk. Il suo addio rocambolesco del 2014 alla WWE fu capace di creare una serie di divisioni all'interno del WWE Universe, specie poi le sue dichiarazioni post rilascio, nel bel mezzo dell'inizio del suo percorso in UFC.

Sappiamo tutti come è andata la sua “carriera” da fighter, così come sappevamo che prima o poi Phil sarebbe “tornato a casa”, e di fatti avvenne nel 2018 circa, dopo aver firmato un accordo per la FOX volto a comparire negli episodi di WWE Backstage, programma dietro le quinte condotto da Renee Young (moglie di Jon Moxley ed ex intervistatrice/commentatrice per la WWE).

L'effettivo ritorno in-ring per la federazione di Vince McMahon e soci non è mai avvenuto sul serio, forse accadrà in futuro, su questo non possiamo esserne certi. Vero è che la sua lunga assenza dal quadrato ha creato un desiderio alto da parte della sua più stretta (in realtà abbastanza larga, ma non troppo) cerchia di fans, ironicamente denominati dal web come “Le vedove di Punk”.

Fu così che, nell'agosto del 2021, Punk fece il suo debutto in AEW nel secondo episodio di Rampage in onda su TNT il venerdì sera in seconda serata. Un debutto coi fiocchi verrebbe da dire. Pubblico caldo della sua Chicago, reazioni osannate, tanta gente sintonizzata sul prodotto, ma cosa c'è che non mi quadra? Cosa secondo voi mi ha portato a parlare di CM Punk nel mio editoriale? Giorni fa leggevo i commenti di Eric Bischoff in merito a questa figura, quella del campione da 434 giorni di regno (l'ho sentito talmente tante volte che ormai l'ho memorizzato anche io) con l'ex WCW, WWE e Impact Wrestling dire quanto segue: “In termini di ritorno/rientro nel suo investimento, questo ragazzo è il più grande flop finanziario nella storia del wrestling”.

Parole forti, parole forse troppo dure, ma riflettiamo insieme senza puntare alcun dito contro (per ora) e analizziamo per un attimo i dati di Punk nei momenti più alti della sua carriera in termine di ascolti.

Partiamo dal 2010 dove gli ascolti in media di Monday Night RAW erano pari a 3.28 milioni, salvo poi arrivare alla “Summer of Punk” e scendere a 3.21.

Un leggero ribasso che si concretizza l'anno seguente, durante il suo duraturo regno da campione dove lo show rosso scende ancora a una media di 3.0, stabili l'anno seguente e ancora in discesa dal 2014 in poi.

In AEW di rado viene raggiunto il milione e adesso che Phil è al centro di una faida con in palio il titolo mondiale, lo show supera a malapena gli 800.000 ascolti.

Ribadisco quanto sia importante sottolineare le nuove disposizioni digitali come il servizio streaming Fite TV il quale, attraverso abbonamento mensile o annuale, permette in tutto il mondo di recuperare anche in differita gli episodi settimanali di Dynamite e Rampage.

Lo stesso vale per i vari WWE Network e altri servizi collegati anche con la World Wrestling Entertainment oltre ai giorni nostri, decisamente diversi da quelli delle due Monday Night War, discorso già approfondito nel primo numero del Greater Good disponibile qui.

Inutile negare però quanto il nome di Punk fosse da sempre il principale investimento desiderato da Tony Khan sin dal 2019 e utile per porre la AEW dinanzi al salto di qualità definitivo nel prodotto e in termini di ascolti/abbonamenti.

Il nome utile per rompere il muro del milione e avvicinarsi sempre più ai dati della WWE (per esempio i numeri di RAW). Ad oggi, a quasi un anno dal suo arrivo, la All Elite non è mai andata oltre gli 1.4 milioni di ascolti (cifra decisamente superata anche da Impact Wrestling fino al 2014) per poi stabilizzarsi sui 950.000 circa, salvo le ultime discese in cui pare difficile raggiungere spesso anche quel tipo di cifre.

Certo, le arene dei PPV continuano ad essere sold out, eppure la federazione non ha mai optato per un colpo di scena o un test definitivo che li portasse all'interno di un arena più grande delle precedenti, se non addirittura uno stadio.

Seriamente parlando, per Forbidden Door la AEW avrebbe fatto il sold out di quindicimila posti a sedere anche senza CM Punk. A darne conferma sono i dati di acquisto biglietti precedenti alla venuta di Brooks. Venendo ai numeri effettivi, quelli che effettivamente contano:

  • Nel 2019 la AEW registrò una media di 903.333 ascolti (dal 2 ottobre in poi);
  • Nel 2020 una media di 810.755 ascolti;
  • Nel 2021 una media di 891.810 ascolti;
  • Nel 2022, finora, una media di 980.000 ascolti.
Numeri in rialzo, ma qualcuno di voi legge per caso una media totale che supera il milione? C'è per caso un numero similare a quello appena citato dall'arrivo di Punk nella federazione in poi? La risposta è ovviamente no, e ovviamente i numeri, i pensieri, i fatti, danno ragione alle parole di Eric Bischoff.

Tony Khan, vuoi un prodotto vincente sotto ogni punto di vista? Allora crealo attraverso i contenuti da proporre ogni settimana, sfrutta al meglio i tuoi talenti e non pensare che avere Punk significa avere tutto, altrimenti le repliche di SmackDown non farebbero spesso e volentieri più ascolti dei tuoi episodi in Prime Time.

È lo stesso errore commesso da WCW e Impact con Hogan, in termini calcistici è anche quanto fatto dalla Juventus con Cristiano Ronaldo. Società convinta di poter alzare al cielo la UEFA Champions League con il solo innesto di uno dei giocatori più forti della storia.

La venuta di Punk non ha portato (ancora) ciò di cui la AEW e Khan necessitano di avere, secondo le fonti ha anche spaccato il backstage a causa del largo budget richiesto per l'ingaggio, creando quindi una serie di dissidi in merito alla situazione rinnovi nella compagnia, vedi MJF e le problematiche contrattuali o Cody Rhodes recentemente tornato in WWE.

Come un famoso detto dice: “Non è tutto oro ciò che luccica" e di certo in Punk i don't trust. Never quoth the Punk. Obviously. Non dimenticate di sintonizzarvi ogni giovedì alle ore 21:00 sul canale Twitch openwrestlingtv per seguire un nuovo episodio del Pro Wrestling Culture.

Where the big boys play.

"Quoth the Culture. Nevermore."
Have A Nice Day... YEAH! :)