Dirty Deeds - Verità scomode: Back in Backlash, la WWE non smantellerà se stessa?



by   |  LETTURE 3826

Dirty Deeds - Verità scomode: Back in Backlash, la WWE non smantellerà se stessa?

Qualcosa di nuovo, curioso e inatteso si è compiuto nella puntata di SmackDown di Albany, New York, da tempo registrata ma andata in onda in tutto il mondo solo questo venerdì. Tutto ciò che abbiamo visto nella Road to... WrestleMania Backlash era sostanzialmente una menzogna. La lunga costruzione del main event, con tanto di accesissima faida tra gli Usos e gli RK-Bro, incentrata sull'unificazione anche dei Tag Team Championships dopo i titoli assoluti del main roster, infatti, non si farà.

Anche in questo caso, come troppo spesso è avvenuto per la WWE, non siamo stati immediatamente certi di aver capito bene. Abbiamo dovuto (e voluto) aspettare che le grafiche della stessa WWE ci confermassero che i nostri occhi e le nostre orecchie ancora funzionano. E quindi sì, al netto di eventuali, future, nuove e ulteriori rivoluzioni, alla fine dei conti a Backlash (scusate: WrestleMania Backlash) vedremo un main event a sei uomini. Sì gli Usos contro gli RK-Bro, ma a dare man forte ai quattro campioni di coppia ci saranno rispettivamente il solito Roman Reigns e un succoso Drew McIntyre.

Cosa significa tutto questo?

Roman Reigns vs Drew McIntyre? Sì, ma piano

Prima risposta, sicuramente la più banale: in WWE si sta lavorando verso una sfida titolata tra Roman Reigns e Drew McIntyre. Era scontato? Sì, ma non stava succedendo. Ora, a quanto pare, ci si sta muovendo in quella direzione. Con la velocità di un ferro da stiro in una piscina olimpionica, ma la direzione almeno c'è. Poi dovremo anche stabilire se il buon Drew andrà a sfidare l'imperatore samoano per tutte le due corone o solo per una, ma avremo tutto il tempo di capirlo. L'altro aspetto interessante della scenetta di SmackDown, però, è un altro.

Diciamo la verità: ai grandi sostenitori del brand split, l'idea stessa di un Roman bi-campione non è che sia mai piaciuta così tanto. A chi ama correlare il wrestling agli affari, l'economia, il buon vecchio "business" insomma, men che meno. Perché gli attuali equilibri di Raw e SmackDown quasi portano a domandarsi se due roster non siano quasi il doppio di quelli che servono. Poi era arrivata la costruzione di WrestleMania Backlash.

Il nuovo main event di WrestleMania Backlash e due possibili scenari

L'idea di unire anche i titoli di coppia (stavolta per sempre, dato che non avrebbe senso che in uno show si difendano cinture che portano il nome dell'altro show, e viceversa) sembrava suggerire due possibili scenari. Il primo: i samoani devono davvero dominare tutto, tutti, qualsiasi cosa e in qualsiasi luogo. Come se già non lo stessero facendo. Ma devono farlo ancora di più, e ancora e ancora. Il secondo: i brand si stanno unendo una volta per tutte. Facile da giustificare, tra l'altro, visto che hai due show che in America sono trasmessi da compagnie televisive che si fanno concorrenza (Fox e CBS, cui appartiene USA Network).

E invece no: la marcia indietro è evidente, poderosa e totale. L'unificazione dei titoli non si farà, e del contratto che lo avrebbe sancito non ci sarà più nemmeno traccia. Una metafora che non sarebbe potuta essere più chiara dopo che il fatidico documento è stato, oltre che strappato, ficcato nel gargarozzo del povero Riddle. Tutto dimenticato, quindi. E sì, il prossimo ppv avrà un main event completamente inutile. Ma quantomeno con questa marcia indietro (definiamola un "Back in Backlash") la WWE ci ha ufficialmente fatto capire che non intende smantellare sé stessa.