Dirty Deeds - Verità scomode: tutto il male di questo Brock Lesnar vs Roman Reigns



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Dirty Deeds - Verità scomode: tutto il male di questo Brock Lesnar vs Roman Reigns

Qualche avvisaglia era partita già nel primissimo giorno del 2022, in quel di Day 1. Poi man mano che le settimane avanzavano ci siamo resi conto che sempre più tasselli stavano componendo il puzzle. Ora, dopo Elimination Chamber e la gita della WWE è tutto chiaro. Ebbene sì: Roman Reigns e Brock Lesnar si scontreranno a WrestleMania. E fin qui nulla di nuovo. Ma lo faranno mettendo in palio entrambi i loro titoli, quello di WWE Champion e di Universal Champion (che peraltro si sono scambiati varie volte nel corso del tempo). Ok, parliamone con calma.

Un main event che andava già bene mesi fa

Il main event di questa WrestleMania era già scritto, da mesi. Ed era non solo chiaro, ma una volta tanto anche giusto. La WWE ha finalmente capito Roman Reigns, lo ha fatto da quell'ormai lontano SummerSlam 2020 in cui per la prima volta ce lo ha proposto nelle nuove, stuzzicanti vesti del Tribal Chief. E non solo da allora non è mai tornata indietro (farlo sarebbe stata una follia), ma ha rilanciato e rilanciato e rilanciato. Fino a presentare un Brock Lesnar a sua volta estremamente affascinante. E fin qui, niente di male. Anzi, tutto benissimo.

Perché questo Roman Reigns finalmente vince e convince, e lo fa con un carisma che la sua precedente versione da Big Dog semplicemente si sognava. E dall'altra parte c'è invece un Brock Lesnar incredibilmente rinvigorito dall'assenza dovuta al ritiro in Canada nel corso della pandemia. Che ci ha restituito una Bestia rivitalizzata, ma che soprattutto per la prima volta da anni sembra divertirsi sul ring. E quindi, per proprietà transitiva, diverte. Ciliegina su queste due appetitosissime torte, il ruolo cruciale e intricatissimo di quel Paul Heyman a lungo rimasto in mezzo tra i due fuochi. E non pensate che ci torni di nuovo, ben presto.

E allora, perché lamentarsi? È presto detto.

Roman Reigns: da splendido Tribal Chief a stucchevole Superuomo

La storia, come detto, era già scritta almeno dalla scorsa estate. Sarebbe stato sufficiente cavalcarla e farsi docilmente trainare verso WrestleMania. E invece no: la WWE ha deliberatamente deciso di strafare in tutti i modi, con il risultato di rischiare gravemente di rendere le succulente torte di cui sopra già indigeste ancor prima del giorno più importante dell'anno. Facciamo un riassunto delle puntate precedenti.

Il Roman del 2020 è stato eccellente, senza alcuna eccezione. Lo dimostra il fatto che forse il meglio di sé lo ha dato nella faida meno attesa: quella con il cugino Jey Uso. Poi però il suo dominare incontrastato è diventato forse fin troppo eccessivo tanto da sconfinare a tratti nell'irreale. Il culmine, probabilmente, sarebbe dovuto essere l'ammucchiamento di Edge e Daniel Bryan nella passata WrestleMania. E invece la WWE ha insistito e insistito, rendendo il campione un'entità quasi sovrumana. Prima qualche segno di cedimento, accompagnato da sana scaltrezza c'era stato (ricordate quando cedette con Daniel Bryan o quando batté Cesaro solo grazie a Seth Rollins?). Da qualche tempo, questo non avviene più.

Ridateci il Brock Lesnar irresistibile del 2021

Ma il peggio si sta verificando con Brock Lesnar. Che, lo ripetiamo e sottoscriviamo, è stato un piacere per gli occhi per mesi. Anzi, forse la cosa più bella di tutto il 2021. Poi nel 2022 il tutto è diventato fin troppo esagerato.

Partiamo dalla Royal Rumble, dove la Bestia ha eliminato i poveracci che ancora facevano parte della Rissa a 30 uomini uno dopo l'altro come se non fossero colleghi, ma cespugli dai quali divincolarsi per percorrere un sentiero che ci porta alla spiaggia sotto casa. Rumble che, a posteriori, c'era ancora meno bisogno di far disputare a Brock Lesnar proprio in virtù di quanto abbiamo visto a Jeddah.

Eh sì, perché nella Elimination Chamber l'operazione è stata ripetuta pari pari. Due degli eventi più rinomati e attesi che la WWE abbia mai creato, e dai partecipanti più blasonati di cui la compagnia disponga, piegati, spezzati, incendiati, polverizzati e fatti esplodere al cospetto di una missione più grande: rendere Brock Lesnar vs Roman Reigns un main event ancora più colossale, enorme, impareggiabile.

Cosa che già era.

Il possibile prezzo di questo Brock Lesnar vs Roman Reigns

Ma qual è stato, e quale sarà, il prezzo di tutto questo?

Ora la WWE non ha più un'area main event. Nessuno dei big di Royal Rumble e Elimination Chamber potrà più presentarsi dignitosamente al cospetto dei due attuali campioni, fatto salvo forse per Bobby Lashley. Che senso avrebbe per loro avanzare pretese per la cintura quando sono stati spazzati via dalla furia di SuperBrock e SuperRoman senza nemmeno versare una goccia di sudore?

In più i due lotteranno per entrambi i titoli. Ancora una volta: per chiunque dei due dovesse prevalere, cosa dovremo aspettarci dopo? Una sfida con Seth Rollins, Bobby Lashley, Edge, Drew McIntyre? Con quale credibilità per questi sfidanti, umiliati in questi due mesi di anno nuovo? E poi: all'altro cosa resterà? Nulla, probabilmente.

Nella costruzione di questo Brock Lesnar vs Roman Reigns che mette in palio tutto quanto, la WWE si è giocata troppo. Forse tutto, arriviamo a dire. Con il risultato di rischiare di polverizzare tutto il resto.

E il rischio di rendere indigeste due torte che chiunque considerava succulente fino a qualche mese fa. Questo succede quando proponi una scrittura che prende la fame di starpower e la trasforma in qualcosa che somiglia pericolosamente alla bulimia.