Dirty Deeds - Verità scomode: il 2022 è la lezione più dura e importante del New Day



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Dirty Deeds - Verità scomode: il 2022 è la lezione più dura e importante del New Day

E così un'altra settimana di wrestling va agli archivi, la WWE prosegue la sua lenta Road to WrestleMania, nel prossimo weekend si terrà Elimination Chamber, che per la prima volta si terrà non solo fuori dagli States ma in Arabia Saudita, e il New Day è una stable di jobber.

Il lento declino di uno dei collettivi più decorati della storia ha avuto il suo culmine venerdì scorso a SmackDown, quando nello show di New Orleans il duo composto da Kofi Kingston e Big E ha perso contro i Los Lotharios. Che nulla hanno fatto di male all'umanità, sia chiaro, ma che evidentemente sono al momento considerati un prospetto più utile e futuribile in prospettiva rispetto a due ex WWE Champion. Anzi: uno che quest'anno, sebbene per una manciata di ore, aveva ancora fatto in tempo a iniziarlo, da WWE Champion.

Il 2022 stregato del New Day

Questo 2022, nelle sue prime settimane, ci sembra davvero stare suggerendo che per il New Day è in corso uno smantellamento senza precedenti. Mai la stable era apparsa tanto in difficoltà, almeno da quei mesi a cavallo tra il 2015 e il 2016 in cui la WWE si vide costretta a turnarli heel da quanto il pubblico stava rigettando la loro apparentemente incomprensibile felicità e il loro all'epoca per nulla coinvolgente ottimismo. Ma tutto sarebbe ben presto cambiato.

Il successo del New Day è innegabile, e lo dimostrano i dati del merchandising, le miriadi di ospitate a trasmissioni tv ed eventi vari, e anche i successi raccolti dai tre. Nella divisione Tag Team, per anni, ma anche in singolo. La Kofi Mania del 2019 resta indimenticabile, mentre il 2021 è stato l'anno di Big E. Che mai, forse, è riuscito a replicare fino in fondo le gesta del compare, ma si è laureato a sua volta campione assoluto (peraltro con una valigetta in più nel palmarès). Poi, però, è arrivato il 2022.

Kofi, Big E, cosa è successo?

Il KO di Day 1 ha lasciato segni indelebili sullo status di Big E, da allora tramutatosi in una macchina di sconfitte. Ma a simboleggiare l'aura cupa che incombe sul New Day resta la Royal Rumble. Il povero Kofi Kingston, da anni profeta dei salvataggi da urlo, si è tramutato nell'eliminazione lampo dell'anno. E chissà, dato il vicino ingresso di Big E forse i due si sarebbero tolti qualche piccola soddisfazione insieme. E invece restano solo i rimpianti, l'amarezza, l'impressione che tutto sia finito.

Facile sarebbe considerare il buon Ettore un ex Big. Ancora più facile gettare la croce su Kofi: ma come, una cosa dovevi fare, la stessa che fai ogni anno, e la sbagli? Ma il wrestling, signori, è umano. Gli uomini sbagliato, questa volta l'ha fatto Kofi. Ma l'uomo è anche un animale che sa perdonare, e soprattutto sa rialzarsi proprio quando ha toccato il punto più basso.

Cosa resta del New Day, e da dove ripartire

Quindi accanirsi sul New Day è sbagliato, ma i suoi componenti - proprio quelli che ci hanno fatto sorridere per anni, e insegnato il significato più profondo dell'ottimismo - sanno di essere precipitati in un gorgo. Possono uscirne, e ne sono certamente in grado. E chi ama il wrestling e la vita non può che fare il tifo per loro. Adesso più che mai.

Se ne usciranno fuori, infatti, sarà la lezione più bella che il New Day ci abbia mai impartito.