Bank Statement – Sangue del mio sangue, parte 2: Il vero potere



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Bank Statement – Sangue del mio sangue, parte 2: Il vero potere

E possono farlo? Per fortuna loro e nostra, no. Lasciando da parte il fatto che la WWE sia davvero in condizioni di ottima salute economica, e quindi non sarebbero giustificate azioni drastiche in sede di CDA, e che la gestione creativa del prodotto WWE per la maggior parte delle volte è dettata dai network che ospitano gli show, come già spiegato qualche tempo fa, il motivo per cui nessuno può tentare un “colpo di stato” è da ricercare molto indietro nel tempo, e precisamente nel 1980 quando Vince e Linda McMahon fondarono al Titan Sports, la società che nel tempo acquisì la Capitol Wrestling Corporation e diede vita alla World Wrestling Federation.

Quel giorno, il 21 Febbraio del 1980, i due coniugi stabilirono di applicare una clausola allo statuto societario che permetteva ai fondatori di detenere classi speciali di azioni. Nello specifico, vennero create due classi di azioni: quelle di classe A, semplici e quelle di classe B, il cui possesso significa avere potere di voto decuplicato (si, per dieci volte) in sede di CDA.

E proprio queste ultime vennero riconosciute ai fondatori Vince e Linda. Ma il genio dei due non finisce qui: come ulteriore clausola aggiunta allo statuto, decretarono che questa tipologia di azioni non potesse essere venduta (pena il declassamento a tipologia A) e che potesse essere detenuta solo ed esclusivamente da consanguinei della famiglia.

Alla luce di queste considerazioni ecco come appare allora il quadro del potere decisionale in WWE:


Il potere è sempre nelle sue mani

Come nelle migliori opere teatrali, ecco il colpo di scena: Vince, con il 37,6% delle azioni societarie detiene l’80,6% del potere di voto all’interno del consiglio di amministrazione della WWE.

Ecco perché alla fine comanda sempre Vince McMahon. E gli altri membri della famiglia? Nel corso degli anni sia Stephanie che Shane e Triple H sono stati pagati per le loro apparizioni televisive anche con azioni della WWE, accumulando quantità irrisorie nel caso del King of Kings, e quantità strategicamente rilevanti nel caso di Stephanie.

Da notare che Shane non compare né tra gli azionisti né tantomeno nel quadro degli aventi diritti di voto in sede di CDA, e questo perché nel tempo il figlio di Vince ha venduto tutte le sue azioni, facendole automaticamente declassare.

E mentre ai figli di Vince sono state riconosciute azioni di classe B, Triple H ha ricevuto “solo” azioni di classe A nonostante il matrimonio con Stephanie. E quando Vince non sarà più al comando della WWE, cosa succederà? Scopriamolo insieme nella terza parte della nostra inchiesta:

- Parte 3: La pesante eredità di Vince