Bank Statement – Donne tra le corde della AEW, Parte 1: Una fiducia da conquistare



by   |  LETTURE 911

Bank Statement – Donne tra le corde della AEW, Parte 1: Una fiducia da conquistare

La All Elite Wrestling è sicuramente riuscita nell’intento di portare una ventata di aria fresca nel panorama del wrestling mondiale, grazie ad investimenti ingenti e all’arrivo di performer di altissimo livello e attesissimi dai fan, quali Chris Jericho, CM Punk, Bryan Danielson, Malakai Black e tanti altri.

Come mostrato nella nostra precedente inchiesta, la compagnia non è ancora profittevole e l’arrivo di nuovi performer può non solo aggravare le casse della giovane federazione, ma anche creare malumori per l’impossibilità di garantire adeguato tempo televisivo a tutti gli atleti.

In questo contesto c’è un’ulteriore aggravante a carico della AEW: la gestione del roster femminile che non solo fatica a trovare spazio nella programmazione ma la cui gestione lascia parecchio a desiderare.

Per un’analisi più approfondita lascio la parola alla nostra Rachele Gagliardi, autrice del blog “Donne tra le corde” e conduttrice del Women’s Wrestling Planet su OpenWrestlingTV. Qualche giorno fa è uscita la notizia che la AEW ha registrato il suo secondo dato di ascolti per Dynamite più alto nella storia, forse anche per merito degli atleti che prima lavoravano per la WWE, che è riuscita a mettere sotto contratto e che hanno debuttato nel pay-per-view All Out la domenica precedente.

La curiosità a proposito di questo dato è stata però quella messa in evidenza da un utente su Twitter, che casualmente è comparso nella mia TL, che ha scritto testuali parole (tradotte dall’inglese all’italiano): “Nonostante il successo avuto dai loro recenti ascolti, la AEW sta apparentemente avendo difficoltà ad attirare il pubblico femminile.

Escluso, non so, l’avere più di un match femminile e/o storyline ogni settimana, cosa pensate che dovrebbero fare per guadagnarsi la parte demografica femminile?”. Io, che mi occupo di wrestling femminile ogni giorno della mia vita, sono stata attirata molto da queste parole perché sono diversi mesi, da Giugno se non ricordo male, che ho iniziato a guardare la AEW di settimana in settimana e devo dire che non ho ancora effettivamente capito la direzione che Tony Khan e company vuole dare alle donne della compagnia.

Partendo dal presupposto che è una compagnia nata solo nel 2019, quindi non ci possiamo aspettare che sia già tutto impostato perfettamente (anche perché la perfezione non esiste, ma ci possiamo avvicinare), voglio dire che, da fan della disciplina e amante del wrestling femminile, la situazione è abbastanza allarmante: siamo nel 2021 e lo dico veramente con il cuore in mano, anche perché ci tengo alle donne che ogni settimana salgono su un ring di wrestling.

È difficile poter dire effettivamente cosa cambierei per conquistare di più nello specifico il pubblico femminile, ma vi posso dire cosa cambierei per gestire meglio il roster femminile AEW. È necessaria, però, una premessa: spesso se non quasi sempre le bambine, ragazze o donne che seguono il wrestling non lo fanno solo per il wrestling femminile, ma ne consumano tutti i contenuti, come faccio io ad esempio.

Parte 2