Dirty Deeds - Verità scomode: a scuola di John Cena (e perché lui è lì e altri no)



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Dirty Deeds - Verità scomode: a scuola di John Cena (e perché lui è lì e altri no)

Questa volta no. Non è il solito ritorno di una leggenda che faccia brillare di luce riflessa le Superstar di oggi, che non riescono a produrre la loro stessa quantità di scintille. Non è il solito Dream Match da Playstation. E non è nemmeno il solito ostacolo apparentemente insormontabile sul cammino del Tribal Chief, che poi il modo di superarlo lo trova lo stesso. Questa volta di mezzo c'è John Cena. E non un John Cena piatto come troppe volte lo abbiamo visto, ma un John Cena che (magari a tempo, magari addirittura per un solo match) ci ha aiutato a capire perché sia stato capace di trovarsi nella posizione in cui è. Lo ha fatto a SmackDown, davanti alla gente di Tulsa (Oklahoma). Con in mano un semplice microfono.

La scena non era nuova. Non lo era, paradossalmente, nemmeno per il posizionamento del bostoniano e dell'oggetto del suo promo: ovviamente Roman Reigns. I due si scontrarono verbalmente già a Raw, quasi quattro anni fa, prima di un match che avrebbe rappresentato una sorta di passaggio di John Cena dallo status di stella assoluta a quello di part timer di lusso. All'epoca scrivemmo di come John Cena avesse verbalmente demolito il suo giovane rivale. Ma è andata ancora così? La risposta è meno scontata di quanto sembrerebbe. E richiede di partire dal campione.

Roman Reigns: il suo vero miglioramento dal 2017

Roman Reigns, non è certo una novità, con la sua versione del 2017 ha davvero poco da spartire. E nel duello verbale è uscito certamente perdente, ancora una volta, ma a testa alta. Non tanto per l'efficacia delle sue parole (contro John Cena è come un muro di gomma), quanto per la sua reazione di fronte agli assalti della vecchia volpe. Il samoano è davvero cresciuto a dismisura, e lo dimostrano le smorfie, le risate sprezzanti, e in generale il linguaggio del corpo che ha messo in scena contro una pietra miliare della disciplina.

Proprio lui, che quando era il presunto eroe buono della WWE se ne stava immobile e ingrugnito a farsi massacrare da colui al quale avrebbe dovuto fare le scarpe. Stavolta no. E questo è il segnale che il buon Roman è davvero, finalmente, diventato quel pezzo da novanta che non era stato mai. Ma ora è necessario passare a John Cena.

Tutti gli aspetti che rendono interessante il nuovo John Cena

Cosa notare del suo intensissimo promo di SmackDown? Che John Cena ci sa ancora fare? Sarebbe troppo poco. Anzi, sarebbe ingeneroso e anche superficiale, visto che in questi anni sta lavorando guarda caso proprio come attore. Non era una scommessa difficile. Allora magari si potrebbe sottolineare la reazione solamente benevola del pubblico nei suoi confronti? Anche qui, nulla di strano. Non è più l'epoca di SuperCena, e anzi ormai il bostoniano inizia già a rappresentare "un classico". E lo sappiamo: il fan di wrestling è sensibile alla nostalgia. Sempre. Chi avrebbe scommesso 5 centesimi su una reazione mista nei suoi confronti, non capisce un fico secco della disciplina.

No. Ciò che rende una pietra miliare i quasi 10 minuti (!) di Tulsa è rivedere QUESTO John Cena. Ma non perché sia sparito da un po', ma perché per la prima volta da quando ancora era Doctor of Thuganomics lo abbiamo rivisto nel ruolo che gli ha permesso di diventare il più amato dalla gente. Molto prima di diventare il più vincente e (da molti) odiato.

Quando il favorito torna sfavorito (e dà il meglio di sé)

John Cena ha fatto un promo né da face né da heel. Ma ha fatto un promo da sfavorito. Inevitabile, visto che di fronte aveva QUESTO Roman Reigns. Ma stuzzicare il campione che nessuno può battere gli ha permesso di giocarsi quelle carte che un quindicennio da supereroe gli avevano tolto. E che John non solo maneggia alla grande, ma sono quelle con cui dà il meglio di sé.

Sentite il pubblico mentre sbertuccia il campione che nessuno può battere. Non ci sono solo le classiche ovazioni, non ci sono solo i classici "oooh". Ci sono anche delle genuine risate. Ci sono dei picchi che solo un fuoriclasse può scatenare. Come il riferimento a Dean Ambrose. O la citazione, nemmeno troppo implicita, alla sua stessa sconfitta contro CM Punk. E dall'altra parte un Roman Reigns che sì incassa, ma resta in piedi.

Dimostrazione che, forse sì, questa volta la sfida sarà davvero tra due mostri sacri della disciplina. Ma quello che ci rimarrà di questa faida sarà averci fatto riscoprire perché, quasi vent'anni fa, ci innammorammo un po' tutti di John Cena. E anche solo per questo non possiamo fare altro che ringraziare SummerSlam 2021 per sempre.