Wrestling Villains - Lo straniero è cattivo, Parte 3: USA vs The World



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Wrestling Villains - Lo straniero è cattivo, Parte 3: USA vs The World

USA vs The World

Così alle porte degli anni '60, l'imponente minaccia sovietica degli URSS spinge il popolo americano verso un nuovo archetipo di nemico, l'invasore russo. La minaccia del wrestler russo è intessuta nella trama narrativa dello spettacolo sin dal wrestling delle origini (basti pensare allo scontro tra Gotch e Hackenschmidt del 1908).

Tuttavia gli anni della Guerra Fredda vedono una vera e propria esplosione di heel sovietici pronti a calcare i ring americani. Il pubblico conosce il russo Boris Malenko, nato Lawrence Simon nel New Jersey e divenuto nemesi dell'americano Buddy Rogers nel '61.

Oppure il canadese Jim Parras, noto agli spettatori dapprima come l'irlandese Red McNulty (con poco successo), poi elevatosi a "Leone Russo" con la conosciuta gimmick di Ivan Koloff, antagonista storico di Sammartino e Pedro Morales.

È proprio il filone dei Koloff a rivelarsi stirpe redditizia di cattivoni russi per le casse della WWF. Il sovietico invasore è rimasto nemico fisso del roster di Stamford fino alle porte degli anni '90, quando, complice la dissoluzione dell'Unione Sovietica, una nuova categoria di forestieri ha messo sotto scacco i beniamini del pubblico americano.

Con le macerie del Muro di Berlino ancora da rimuovere, il 1990 vede lo scoppio della Prima Guerra del Golfo. La coalizione ONU, guidata dagli Stati Uniti, muove guerra contro l'Iraq dando vita ad anni di operazioni militari.

Così riemerge nel Pro Wrestling la figura del cattivo proveniente dal Medio Oriente, se possibile ancor più efficacemente rispetto alla tradizione dei vari "Sheik" Nel 1990 riemerge il personaggio di Sgt.

Slaughter, iconico eroe della Golden Era che ha da sempre combattuto ogni sorta di invasore. Tuttavia, il Sergente è cambiato. Non è più una versione vivente di G.I. joe pronta a difendere il paese. Il nuovo Slaughter è disilluso dall'America ed è divenuto un simpatizzante iracheno nella Guerra del Golfo, al momento in corso.

Come se non bastasse a farlo odiare, il Sergente fa ora squadra con due miliziani iracheni: General Adnan (il "riciclato" Sheik Adnan Al-Kaissie) e Colonel Mustafa (l'iconico Iron Sheik). La storia proposta colpisce particolarmente il pubblico, il mondo del wrestling americano è abituato a lottare contro invasori, ma non ha mai dovuto affrontare una perdita interna come Sgt.

Slaughter, paladino nelle fila dei buoni. In questo caso il pubblico americano vede che ha perso la lotta ideologica, il Sergente è stato plagiato dal "lato oscuro" del Medio Oriente. Se nella vita reale il lottatore comincia a ricevere reali minacce di morte da parte di fan estremisti, in TV la gimmick e la stable vanno a gonfie vele.

Tanto da proporre Hulk Hogan e Ultimate Warrior (due real american heroes) contro il diabolico Slaughter.

Il caso Hassan e Daivari

Ad ogni modo, la WWE realizza l'esperimento più audace con questa formula soltanto in anni recenti.

A seguito dell'attacco terroristico dell'11 Settembre 2001 le cose cambiano radicalmente. L'America di Bush si ritrova in guerra con il Medio Oriente, con il regime di Saddam Hussein. Parte la Seconda Guerra del Golfo e nel 2004 gli echi di guerra trovano terreno fertile in WWE.

La compagnia introduce ai fan Muhammad Hassan (l'italo-americano Mark Copani) e Khosrow Daivari (di discendenza persiana, ma ufficialmente americano), i due vengono presentati come due americani musulmani sdegnati dall'ondata razzista verso il proprio popolo a seguito dell'11 Settembre.

In questo caso la variante della gimmick è arguta, diciamo pure di spessore e questo è un problema. Questo punto di vista alternativo risulta eccessivo per la psiche dello spettatore medio. Hassan e Daivari divengono ben presto due velati sostenitori di al-Qaeda pronti a prenderle da Shawn Michaels e Hulk Hogan.

L'acme geopolitico viene però raggiunto in occasione del feud dei due musulmani con The Undertaker. Nella giornata in cui si verificano gli attacchi terroristici a Londra del 2005, la WWE manda in onda un segmento in cui Hassan fa malmenare il Becchino da un manipolo di uomini incappucciati a mo' di terroristi.

La reazione dei media non si fa attendere e la federazione viene investita da proteste e lamentele. Inutile dirlo, il ruolo di Hassan e Daivari viene velocemente ridimensionato, fino a scomparire del tutto.

- Parte 1: Un Dramma per le masse
- Parte 2: Il barbaro invasor
- Parte 4: Retaggio americano