Bank Statement – Una compagnia sul mercato, Parte 5: Un’opportunità chiamata Disney



by   |  LETTURE 1115

Bank Statement – Una compagnia sul mercato, Parte 5: Un’opportunità chiamata Disney

Discorso diverso se parliamo di Disney. Chiariamo subito una cosa: Disney non è solo Topolino, è una multinazionale dell’intrattenimento in continua espansione e diversificazione. Chi pensa che vendere la WWE alla Disney sia un pessimo affare perché avremmo più intrattenimento e meno “wrestling” sbaglia di grosso perché, come detto prima, la gestione sarebbe sempre in mano ai McMahon e, seppur nei limiti del TV PG, il prodotto “wrestling” avrebbe un’esposizione mediatica globale senza precedenti.

Ma la Disney può comprare la WWE? Per quanto la compagnia di Topolino fatturi meno delle altre due aziende citate (65 miliardi annui contro i 102 di Comcast e i 386 di Amazon), la capacità di spesa è sicuramente superiore alla necessità, oltre al fatto che la Disney ha un’esperienza decennale nell’acquisizione di compagnie di produzione (LucasFilm, Pixar, Marvel, etc.).

Più dei soldi, però, sono gli asset di questa multinazionale del divertimento che sicuramente possono interessare la WWE.

Asset fondamentali per diversificare il prodotto

Se c’è una cosa che l’accordo con Peacock ha insegnato alla WWE è che vendere i diritti di trasmissione dei propri prodotti ad una piattaforma multimediale molto diffusa è sicuramente proficuo.

Pertanto il primo asset che può interessare la WWE è sicuramente Disney+, una piattaforma multimediale concorrente sia di Prime che di Netflix, e che ha raggiunto in un anno circa 100 milioni di abbonati, trasmettendo contenuti popolari, spesso in esclusiva.

Impossibile non citare che su questa piattaforma viene trasmesso The Mandalorian, serie TV spin off di Star Wars in cui è apparsa anche Sasha Banks. Disney+ è anche l’unica piattaforma di streaming che prevede un accesso VIP per la fruizione di specifici contenuti, perfetta per ridare significato al termine Pay Per View.

Il secondo asset non possono che essere i The Walt Disney Studios, uno degli studi di produzione cinematografica più famosi al mondo. Facile immaginare che le Superstar WWE possano essere riproposte come cartoon in contenuti originali, oppure che collaborino per dei progetti da trasmettere su Disney+.

Le possibilità, da questo punto di vista, sarebbero sconfinate e attirerebbero attenzione globale, di riflesso, sul wrestling. Disney non è solo produzione cinematografica ma anche intrattenimento dal vivo, cosa che né Amazon né Comcast hanno mai fatto.

Grazie a parchi tematici, eventi, gestione dei travel packages è facile pensare che i tour mondiali della WWE troverebbe terreno fertile in un’organizzazione rodata come quella Disney. Infine, un altro ambito totalmente sconosciuto ad Amazon e Comcast è quello della produzione e distribuzione del merchandising, un’attività che la Disney porta avanti da decenni con enormi profitti derivanti dagli store cittadini ma anche da negozi affiliati e dai parchi tematici.

Conclusioni rassicuranti

Come andrà a finire? Difficile dirlo, ma l’intento di questo articolo non era quello di dire se la WWE deciderà o meno di vendere la compagnia, né tantomeno di indovinare chi potrebbe essere l’acquirente.

Il vero scopo è quello di tranquillizzare tutti gli appassionati: anche se il prodotto televisivo non è all’altezza delle nostre aspettative, la WWE non è mai stata meglio da un punto di vista finanziario e un’eventuale acquisizione non è affatto la fine per la compagnia di Stamford, semmai non può che essere un trampolino di lancio per ampliare la base fan e promuovere il prodotto “wrestling” come mai fatto fino ad ora.

Parte 4: Chi può comprare la WWE?