Zerini Corner - La WWE alla conquista del Mondo



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Zerini Corner - La WWE alla conquista del Mondo

Il 2021 ci ha portato un’ulteriore espansione del mercato WWE. La federazione dei McMahon nonostante la pandemia continua il proprio progetto di espansione globale, portare capillarmente il wrestling della "Grande E" in tutto il Mondo, soprattutto nei mercati finora inesplorati e snobbati dalla presunta concorrenza.

Pochi giorni fa parlavamo di come la AEW per crescere stesse stringendo numerosi accordi con altre federazioni per varie occasioni di cross-promotion. A rimarcare ancora una volta quanto la WWE non abbia alcun reale competitor in questo campo ci pensa la sua stessa strategia di espansione, diametralmente opposta a quella della AEW per mezzi, risorse ed intenti.

La WWE vuole bonariamente conquistare il Mondo con il proprio prodotto ma anziché cercare di esportare i propri show made in USA ai vari paesi, ha giustamente deciso non di esportare i singoli wrestler e singole storie, un po’ come ha fatto fino a ora, ma bensì di esportare il brand WWE.

L'infrastruttura logistica che ha permesso alla "Grande E" di divenire il giocatore numero uno in campo. Ora, non ci concentreremo sui rapporti con l’Arabia Saudita, come ben sapete questo accordo porta con sé numerosi aspetti critici di carattere etico e politico e soprattutto la WWE non sembra intenzionata, per il momento, a creare un brand dedicato per il Regno di Riyad.

Superstar Spectacle e il "nuovo" pubblico indiano

Soggetto esemplare per le nostre riflessioni può benissimo essere il recente Superstar Spectacle, uno special concepito e creato appositamente per il pubblico indiano.

Da anni la WWE ha avuto un crescente numero di fan indiani, la federazione, proseguendo la sua opera di espansione, ha finalmente attaccato questo mercato praticamente vergine. Dopo l’espansione nel Regno Unito, anche l’India si è guadagnata il proprio posto d’onore con una programmazione dedicata ed estranea alla maggior parte delle dinamiche on screen dei roster principali, proprio come avviene per NXT UK.

Superstar Spectacle altro non è che un pilota, un primo episodio per testare se il format WWE possa funzionare in terra indiana questa volta cambiando le carte in tavola. Se infatti andiamo ad analizzare i vari wrestlers che hanno preso parte allo special, possiamo renderci conto di come la WWE abbia avuto estrema premura nel presentare sin da subito talenti indiani al pubblico locale, lottatori sconosciuti ai classici fan europei e americani ma sapientemente accoppiati con le maggiori star del presente per introdurli in pompa magna al pubblico indiano.

E la cosa funziona, funziona eccome. Si stima che lo special indiano abbia attirato 20 milioni di spettatori indiani, milione più milione meno visto che il dato è fornito dalla WWE stessa. Per rapportare questo dato ai classici ratings settimanali, per quanto quest’ultimi siano tutt’altro che precisi, solitamente RAW si assesta su 1 milione e 800mila telespettatori, mentre SmackDown supera raramente il tetto dei 2 milioni.

Qui stiamo parlando di 20 milioni di telespettatori, il decuplo del pubblico americano per gli show di punta. Questo dato ci aiuta a mettere in prospettiva tutte le nostre convinzioni sul mercato del wrestling. Benché storicamente il fan sia stato abituato a pensare che il mercato americano fosse il centro nevralgico di produzione e attenzione, in realtà ci rendiamo conto di come la sua importanza sia lentamente decresciuta nel corso degli anni, la WWE ha smesso da tempo di essere una federazione legata a uno specifico territorio, potendo espandersi con pochi rischi e risultati praticamente garantiti.

Dopo Superstar Spectacle si parla già di un NXT India, la volontà di espansione è dichiarata, così come per il Regno Unito si creerà un mercato locale che sarà rivolto a una specifica cerchia di fan.

Il ruolo egemone e privilegiato dei fan europei e americani verrà ulteriormente ridimensionato. a WWE, forte di mezzi ed esperienze uniche nel proprio settore, potrà espandersi ulteriormente con costi sostenibili e con target di pubblico precisi.

Si ridurrà al contempo la dipendenza dai singoli atleti, avere più show porterà a un calo dell’importanza del singolo roster. In futuro, un NXT Cina o lo stesso NXT India potrebbero essere programmi ben più redditizi rispetto ai classici SmackDown e RAW.

La WWE acquista sempre di più un’impostazione globale dove il World, nel World Wrestling Entertaiment, assume una nuova valenza letterale. L’importanza dei singoli main eventer, dei singoli show e del mercato americano diminuirà gradualmente.

Le fonti di reddito aumenteranno significativamente portando maggiore stabilità e sicurezza finanziaria alla federazione. Il futuro potrebbe portarci singoli show WWE per singoli mercati di riferimento, l’iconicità dei singoli lottatori potrebbe venire pesantemente intaccata o creare numerose star locali.

E le federazioni indipendenti?

Il WWE Network offre nuove possibilità di visione, prodotti dedicati a un particolare pubblico come NXT UK, gli show arabi e Superstar Spectacle ricevono una vetrina di esposizione mondiale.

Così è sempre più frequente che il pubblico classico venga a contatto con nuovi prodotti e nuove visioni sulla disciplina. La WWE avrà una maggiore influenza capillare, con il benestare o meno delle numerose realtà locali, le piccole federazioni indie.

Sì, quale sarà l’impatto sulla scena indipendente del wrestling? L’espansione WWE in UK ha portato grossi problemi alle federazioni indie locali non entrate nelle grazie dei McMahon, rimaste orfane degli stessi talenti che avevano creato a causa di contratti a prova di booking esterni.

In terra natia, la WWE ha coperto lo stesso settore con NXT creando un network di federazioni indipendenti leali all’azienda di Stamford. Con quest’ultime la WWE ha intrattenuto rapporti prosperosi, garantendo scambi di atleti e spazi sul proprio network.

L’impatto della WWE in nuovi settori ha quindi portato con sé benefici e svantaggi, alcuni immediati, altri più difficili da rilevare nel breve periodo. Per concludere, credo che dovremo prepararci a un futuro in cui il Wrestling come lo consideriamo oggi smetterà di esistere, diventerà un prodotto più frammentato ma al contempo di respiro mondiale, con numerose cerchie di pubblico divise da singoli show e atleti locali ma tutte unite sotto il marchio di fabbrica WWE, con tutte le implicazioni collaterali.

Assisteremo a una territorializzazione interna del prodotto o gli altri giocatori in campo daranno filo da torcere al colosso di Stamford? Solo il tempo ci fornirà adeguate risposte.