Dirty Deeds - Verità scomode: il senso di una Royal Rumble in pandemia



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Dirty Deeds - Verità scomode: il senso di una Royal Rumble in pandemia

Il giorno della Royal Rumble è giunto anche per il 2021, ed è inutile nascondersi dietro un dito: la portata dell'evento è la stessa di ogni anno, ma la fanbase si è divisa. Da un lato c'è chi la attende come ogni anno, e possibilmente anche di più (vista l'incertezza che alberga sul vincitore), chi invece non riesce proprio a entusiasmarsi fino in fondo. E il motivo è chiaro, la WWE non c'entra e nemmeno il wrestling: riguarda infatti il particolarissimo anno che stiamo vivendo tutti.

La memoria è ancora fresca ripensando alla Rumble di un anno fa, al trionfo di Drew McIntyre e soprattutto al ritorno di Edge, con una delle ovazioni più roboanti della storia e forse l'ultima che il wrestling abbia regalato prima di essere costretto a chiudere le arene per l'emergenza sanitaria. E proprio questo è il punto: la prima Royal Rumble senza un pubblico, potrà essere realmente all'altezza di ognuna delle Royal Rumble che abbiamo visto negli ultimi 33 anni? La WWE stessa ha provato a rispondere in questi ultimi giorni. In particolare venerdì scorso a SmackDown.

Se da un lato questi giorni hanno visto la WWE fornire alcune anticipazioni sui partecipanti alle Rumble abbastanza anomale rispetto alla tradizione (come tutti e due i primi entranti della rissa maschile, o l'ultima di quella femminile), lo show blu si è concluso con una maxi rissa aperta a entrambi i roster che ha finalmente creato un minimo di clima intorno al primo grande evento di un 2021 che tutti speriamo possa farci mettere alle spalle quanto prima il 2020.

Quel finale di SmackDown per creare un clima che non c'è

Quello che sarebbe dovuto essere uno scontro interbrand tra Daniel Bryan e AJ Styles (non a caso tra i favoritissimi di quest'anno) ha visto via via arrivare Sami Zayn, Big E, Cesaro, Shinsuke Nakamura, The Miz, John Morrison e addirittura Otis. Questo ha aiutato a creare hype? Onestamente sì. Ma il clima resta diverso dal solito.

Questo ci impedirà di goderci la Royal Rumble come sempre abbiamo fatto? Non necessariamente. Basti pensare a WrestleMania 36 o anche a Money in The Bank 2020, partiti sotto pessimi auspici e rivelatisi invece estremamente godibili. Magari sarà questo il caso anche stavolta.

Perché questa è la situazione: la nostra vita in questi mesi è questa. E un grande evento come la Royal Rumble forse eleva ancora di più il suo scopo originario: farci staccare la mente e magari esaltare per qualcosa che in ogni caso contribuisce a scrivere la storia (anche solo per i libri delle statistiche che si aggiornano di anno in anno). E forse proprio per questo motivo dovremmo godercela come e più rispetto a come abbiamo sempre fatto. Senza pensare ad altro, almeno per qualche ora.