Dirty Deeds - Verità scomode: l'influenza di Goldberg, il potere di Roman Reigns



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Dirty Deeds - Verità scomode: l'influenza di Goldberg, il potere di Roman Reigns

Cosa significa avere influenza? Secondo la definizione del vocabolario Treccani: "avere la capacità di imporre il proprio volere con il prestigio personale, l’autorità", al limite la persuasione. Cosa significa, invece, avere potere? Sempre secondo Treccani: "Avere la capacità, possibilità oggettiva di agire, di fare qualcosa". Notato la sottile eppure basilare differenza? Se non lo avete fatto, ripercorrete ciò che è successo in settimana a Raw e poi a SmackDown, protagonisti Goldberg e Roman Reigns.

Del segmento del primo si è parlato a sufficienza per tutta la settimana: di come sia stato affrettato, di come sia stato incoerente (l'accusa di mancare di rispetto alle leggende è stata portata al rivale di colui che aveva mancato di rispetto alle leggende) e soprattutto delle sue conseguenze. Come avvenuto sia con Bray Wyatt che con lo stesso Roman Reigns, Goldberg arriva chiede una sfida e la ottiene. Per il titolo assoluto, oltretutto. Giusto? Sbagliato? Se n'è parlato ovunque per giorni, riassumiamo in poche parole le tesi dei "pro" e dei "contro" Goldberg. I "pro": ha comunque fatto notizia, tutti ne parlano, ha riportato starpower intorno al WWE Championship (come se Randy Orton non ne avesse). I "contro": è un part timer, è in là con gli anni, soprattutto poco ha fatto per meritarselo. Ma lo ha ottenuto per il potere che ancora conserva in WWE? Non esattamente.

Guardate infatti cosa ha combinato Roman Reigns a SmackDown.

Roman Reigns e il potere assoluto del Tribal Chief a SmackDown

Nello show blu si è infatti deciso di proporre un Gauntlet Match per stabilire il prossimo avversario di Roman Reigns. Che a inizio puntata ha attaccato in maniera anche piuttosto brutale Adam Pearce, ossia colui che rappresenta l'autorità (anche se non si è capito esattamente in quale ruolo). Se non è andato fino in fondo è stato solo perché il fido Paul Heyman lo ha riportato a più miti consigli. Proprio Heyman ha quindi successivamente informato lo stesso Adam Pearce di essere stato incluso nel Gauntlet Match "per gentile concessione di Roman Reigns".

Come? Un campione che "decide" i match?

Ebbene sì. E ne decide anche l'esito, dato che dopo la battaglia (stupenda) tra Daniel Bryan e Shinsuke Nakamura ordisce il pestaggio al giapponese, va a prendere Adam Pearce con le cattive a bordo ring, lo costringe a entrare nel quadrato, lo fa stendere al cugino con un Superkick, lo fa porre sopra Nakamura e costringe l'arbitro a completare il conto di tre.

Insomma, quel famoso cortile, o campo di battaglia (insomma, lo "yard"), che Roman disse che era suo anni fa, ora è suo per davvero. Ogni foglia che si muove a SmackDown lo fa solo se Roman lo vuole.

Questo significa avere potere, e quello del Tribal Chief è ormai assoluto. Quella di Goldberg a Raw, usando un'espressione che (ahimé) va abbastanza di moda ultimamente, "è solo influenza".