The Worst For Business: Shad e Jon, una riflessione sui giganti buoni del wrestling



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The Worst For Business: Shad e Jon, una riflessione sui giganti buoni del wrestling

Buongiorno e benvenuti a questo nuovo numero di The Worst For Business, la rubrica a cura del vostro SimoneSian!

Non sarà un numero come tutti gli altri, ma più che altro conterrà una mia riflessione che mi fa piacere condividere con tutti i nostri lettori, riguardante un argomento sicuramente meno felice del solito, ma che spero faccia riflettere soprattutto chi di wrestling se ne intende relativamente poco.

Noi che seguiamo assiduamente ed amiamo questo sport siamo abituati a piangere la scomparsa dei nostri idoli, per vecchiaia o per problemi personali legati purtroppo ai loro comportamenti extraring o ad infortuni vari dovuti allo lavoro sicuramente non troppo sicuro da loro praticato, ma anche in questo il 2020 è riuscito a stupirci.

Tra i tanti decessi legati al Mondo del wrestling ce ne sono stati due in particolare che si distanziano totalmente da quel genere, quelli di due padri di famiglia prima che atleti, i quali si erano distinti soprattutto fuori dal ring per i loro atteggiamenti sempre corretti e mai troppo sopra le righe.

Sto parlando ovviamente di Shad Gaspard, morto da vero eroe a 39 per salvare il figlio dalle acque nelle vicinanze di Venice Beach, e del grande Jonathan Huber (conosciuto Luke Harper in WWE e Brodie Lee in AEW), scomparso improvvisamente a 41 anni stanotte per un problema polmonare lasciando moglie e 2 splendidi figli.

Credenze vs realtà: il wrestling dei grandi uomini

Insomma, questo tragico anno ci ha portato via molte leggende e grandi atleti, ma ci tengo a porre l'accento su questi due giganti buoni come non se ne vedono molti per far capire ai non appassionati che il Mondo del wrestling entertainment non è fatto solo da ''bestioni muscolosi che si picchiano per finta come dei pazzi e muoiono dopati'' come molti credono, ma anche e soprattutto da uomini e padri di famiglia che fanno un lavoro che amano.

E che in questo schifoso anno ci hanno abbandonato non solo dei grandi e spesso sottovalutati atleti, ma anche delle bellissime persone che lasceranno un vuoto immenso nei cuori dei fans e di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerli realmente.

Tutto lo staff di WorldWrestling.it si unisce al cordoglio delle famiglie di questi grandi uomini che abbiamo apprezzato sui ring e che con noi avevano certamente una grande passione in comune.