The Prizewriter - WWE e imposizioni



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The Prizewriter - WWE e imposizioni

Un saluto caloroso lettori e lettrici, eccoci qui per una nuova edizione del vostro editoriale preferito!
Il tema della settimana, ed è una di quelle dove è difficile trovarlo, è un concetto: l'imposizione.

Nel wrestling tale lemma acquisisce due connotati molto diversi.
Il primo è quello al modo riflessivo, riferito al singolo wrestler, che riesce, con le proprie forze, ad imporsi, e ad "andare over da solo", come si suol dire.

Il secondo invece è quello dell'imposizione dall'alto.

Quando un performer ci viene proposto inesorabilmente e coattamente in una certa posizione. Che può essere migliore o peggiore rispetto all'aspettativa riguardo il suo talento, o l'assenza di questo.

Per essere più chiari, alcuni esempi di self made (wo)man, che ottengono il proprio successo senza una spinta, ma da soli - per quanto ciò possa essere oltre lo script nel wrestling - sono il Daniel Bryan del 2014 e dello Yes Movement a Wrestlemania 30.

O per essere più recenti, Becky "two belts" Lynch l'anno passato. Performer così amati dal pubblico che, nonostante avessero trascorso anni in cui la considerazione, da parte della federazione, era molto più bassa delle aspettative e della volontà di vederli trionfare dei fans, hanno trovato poi un momento di consacrazione.

Una favola a lieto fine.

L'altro concetto di imposizione invece è a due facce, e può essere anche la condizione iniziale per il primo.
Perché esiste sì l'imposizione ai piani alti di un performer, a dispetto del gradimento del pubblico, oltre il concetto di heel o face.

Portiamo ad esempio Baron Corbin, quando era GM di RAW, onnipresente molto al di sopra delle proprie capacità, sia come enterteiner che come wrestler. Non era sgradito solo in quanto pedante heel, ma in quanto indegno di tale esposizione, a la John Laurinatis.

Peggio ancora quando ciò è riferito a un face, che dovresti pure tifare. Il Roman Reigns underdog di fino a pochi mesi fa, o l'emblema stesso del concetto ossia John Cena. Che per anni da top face venne prima di chiunque altro in WWE.

Tutti e due rigettati dalla quasi totalità di pubblico con diritto di voto.

Ma ribaltiamo il concetto, e andiamo a considerare anche un altro tipo di imposizione ai fans, ossia quella ai piani bassi. Motivo per cui un Ricochet, il cui talento è sotto gli occhi di tutti, viene presentato come jobber.

E qui l'elenco di esempi è talmente lungo, anche solo considerando chi attualmente si trova in questa posizione, che ve lo risparmierò.

In questa analisi non può mancare poi l'influenza che il sostegno dei fans ha sul character dei personaggi.

In questo processo di consolidamento della posizione, all'interno delle gerarchie della federazione, il pubblico ha un enorme peso talvolta, e i suoi desideri vengono sapientemente ascoltati. Vedasi Bryan e Becky, ma anche Corbin e il suo abbassamento di status.

Mentre altre viene ignorato, vedasi il Roman underdog. Talvolta però accade che wrestler, nonostante personaggi heel alquanto fermi, riescano ad essere beniamini di una bella fetta di pubblico, solitamente quello smart, e allora per la visione retrograda del wrestling di casa McMahon prontamente li si vede turnati face.

Perdendosi cosi molto del loro fascino, e vivacchiando come "buono e svantaggiato" L'unico modo di considerare il face in WWE. Che è sempre quello di eroe che sconfigge le mille avversità partendo dal basso.

Per capirci: il CM Punk divenuto face, post regno di un anno; il Seth Rollins buono, dopo la consacrazione da pupillo dell'autorità; o per ultima Becky 2b.

Cosa c'è dietro il rapporto tra atleta e gente

Il rapporto fra wrestler e pubblico è sempre mediato dalle idee del management.

Alla luce di ciò stiamo vivendo un momento molto particolare.
Perché in WWE adesso è venuto a mancare quella componente imprescindibile che è quella dei fans nelle arene.
O almeno qualcosa di più di un ologramma la cui voce è quella di un copione voluto dall'alto.
Siamo certi che ciò che vediamo ora, che non vi è questo tipo di riscontro con il "WWE Universe", sarebbe lo stesso con il consueto svolgersi di uno show di Wrestling?

Siamo sicuro che chi vediamo oggi ai piani alti sarebbe in quella posizione? Per l'essersi, o per l'essere, imposti?

Volendo fare un breve sforzo di immaginazione credo che si, Roman sarebbe in questa stessa posizione, perché quando finalmente il Big Dog ha smesso di essere inculcato nei nostri cuori a forza come idolo d'oro, il suo percorso è radicalmente cambiato.

Paradossalmente credo che mai sarebbe stato tifato quanto lo sentiremmo oggi. Ci sono voluti quasi 10 anni per dare ragione a chi si era stufato di questa versione Chihuahua dell'ora Tribal Chief.
Sasha la vedo anch'essa esattamente dove è, e merita.

Stesso discorso per il redivivo Randy Orton, che adesso ha ritrovato tutto il killer instinct per bucare lo schermo e dare il massimo; o il personaggio più poliedrico ed enterteining dell'oggi: Bray Wyatt. Adesso arrichito dello splendido apporto della sua musa Alexa.
Credo che questi butterebbero giù i palazzetti come si suol dire.

Il caso del WWE Champion Drew McIntyre

Ma potremmo dire lo stesso per il campione WWE Drew McIntyre? Avrebbe l'apporto del pubblico e il ruolo da top face della federazione tutta? O la sua ascesa avrebbe il sapore di una raccomandazione imposta dai piani alti? Il suo personaggio è troppo poco poliedrico, non ha demoni contro cui lottare, è semplicemente un wrestler semplice che ha coronato il suo sogno.

Per carità talento ce n'è, ma tutto troppo generico, senza macchia e senza paura. Personaggio che andava bene nel medioevo. Io credo che l'effetto pubblico lo squalificherebbe... Come farebbe con Asuka, immobile e stucchevole, dopo i primi mesi con un personaggio macchiettistico, e assolutamente inadeguato al blasone di essere al top.

Sarebbe già stata turnata heel. O deposta. Avremmo poi avuto l'ascesa di Lana, che già è un ossimoro solo a dirlo; avremmo avuto 6 mesi di Beautiful con i Mysterios?

Tutte queste domande non hanno risposta, e rimangono così nell'universo ipotetico che le pone.
Ma hanno il pregio di permetterci di farci porne di altre, e di dubitare di quello che vediamo, o ci viene imposto di vedere.

Ps: ho fatto un editoriale della madonna settimana scorsa, excursus da queste Series al problema endemico dei ppv WWE, e l'avete letto in 600 gatti: recuperatelo!