Bank Statement – Eddie Guerrero: un'icona leggendaria non muore mai



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Bank Statement – Eddie Guerrero: un'icona leggendaria non muore mai

15 anni fa ci lasciava Eddie Guerrero. La Raza. Un vero talento, uno dei wrestler più amati dal grande pubblico. Per molti l’eroe dell’infanzia, per altri il miglior intrattenitore di sempre, per amici e colleghi un genio capace ogni giorno di alzare l’asticella per tutti quelli che lavoravano con lui.

Di Eddie potrei scrivere tanto, fino a sfinirmi, ripetendo sempre quanto bravo sia stato dentro e fuori dal ring, quanto gli altri wrestler lo amassero per quel suo essere un simpatico guascone oltre che un amico incredibile.

Tuttavia Eddie è stato molto di più, era l’incarnazione di un modo di pensare e vivere. Nel Novembre del 2005 avevo 25 anni e una laurea in ingegneria elettronica alle porte, il classico momento in cui devi pensare a tutto tranne che alle distrazioni.

Ed è anche un momento che fa una paura tremenda: il mondo lì fuori ti aspetta e ancora non hai la più pallida idea di cosa farai e come affronterai tutte le difficoltà. Tra i tanti pensieri che affollavano la mente di un giovane laureando, l’esempio dato on screen da un personaggio incredibile come Eddie ha avuto l’effetto di instillare un modo di pensare diverso, allegro, più spavaldo, furbo quando serve.

Giusto quando la maggior parte delle persone a me care mi ripeteva spesso che avrei dovuto avere un atteggiamento consono al titolo che stavo per ricevere, una serietà da ingegnere e un comportamento corretto in ogni circostanza.

Io ci provavo, ma non sempre ce la facevo. E d’altronde come puoi farcela quando il motto della vita è “Lie, Cheat & Steal”?

Quel maledetto 13 novembre

Poi arriva quel maledetto 13 Novembre e la notizia che non vorresti leggere è su tutti i giornali, tutte le TV, tutti i siti web.

Eddie non c’è più, lo hanno trovato morto in albergo. Gli abusi di una vita hanno avuto conseguenze nefaste sulla sua salute e adesso ne ha pagato il prezzo. Ricordo ancora la sensazione di incredulità, di smarrimento, di vuoto, i video dei suoi amici e colleghi in lacrime.

Sembrava assurdo ma era tutto vero. A memoria, non mi sentivo così dalla scomparsa di Marco Pantani, un altro eroe che ha ispirato una generazione di ciclisti e giovani appassionati, e che con Eddie condivide l’esser sprofondato nell’abisso delle dipendenze.

E ora? Oggi le voci maligne non ci sono più, le accuse al mondo del wrestling sono più moderate e noi appassionati abbiamo imparato a discernere le notizie vere dalle fake news. Nulla ci ridarà indietro Eddie ma il suo spirito gagliardo, la sua vivacità, la voglia di scherzare e tutto il suo essere rimarranno per sempre dentro di noi e continueranno a segnare le nostre vite.