Dirty Deeds - Verità scomode: WWE, è il momento di salvare Seth Rollins da se stesso



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Dirty Deeds - Verità scomode: WWE, è il momento di salvare Seth Rollins da se stesso

In WWE si sta lavorando per la costruzione dei team delle Survivor Series, i meno utili degli ultimi cinque anni (ossia da quel 2016 in cui si è deciso di piegare uno dei Big Four al terrificante tema della guerra tra brand). E così, nella versione 2020 dell'ormai tradizionale rubabandiera di novembre (non giustificato nemmeno dal lancio di un WWE 2K21 che quest'anno non c'è), scopriamo via via gli atleti che vestiranno i colori rossi o blu nella guerra meno attesa dell'anno. E su uno di questi è necessario un riassunto delle puntate precedenti. Stiamo parlando di Seth Rollins.

Un anno fa il buon Seth si approcciò alla Series come uomo di punta di Raw, un primus inter pares molto più "primus" degli altri. Poi il roster rosso fu il grande sconfitto di quello show, con il memorabile discorso del lunedì successivo a un intero spogliatoio che lo piantò in asso al centro del ring. Quello fu il primo capitolo della transizione tra il Seth Rollins di ieri e quello di oggi. Fondamentalmente sbagliati entrambi, ma con una parabola divenuta sempre più discendente mese dopo mese.

Il Seth Rollins del novembre 2019 era un ex campione assoluto (solo quell'anno si era laureato due volte Universal Champion, entrambe contro Brock Lesnar) precipitato nel giro di dieci mesi dall'amore assoluto dei fan a un totale anonimato fino addirittura all'intolleranza generale dopo la gestione della sua faida con Bray Wyatt/The Fiend. Si pensava a quel punto che il turn heel potesse essere la soluzione, ma i fatti hanno dimostrato che anche questo pensiero era sbagliato.

Seth Rollins e il Messiah che rischia di rovinarlo per sempre

Divenuto inizialmente viscido e maligno (ben lontano dai genuini livelli di sadica malvagità dell'irripetibile 2015 e dell'epoca da campione iperprotetto dall'Authority), Seth è poi diventato Messiah, fulcro di un culto che in sostanza non si è mai rivelato tale. Persi subito gli AoP, anche la figura di Murphy è comparsa e scomparsa nel tempo. E l'apparente ritorno all'ovile di questo venerdì non giustifica l'esistenza di una setta estesa a due sole persone. E soprattutto, senza reali scopi.

Ne avevamo già parlato ai tempi, ma la situazione è anche peggiorata col tempo: a cosa serve esattamente un Messiah? Che ha creato un culto, ma in uno show che non ha più figure dirigenziali da osteggiare, e tutto sommato anche campioni lontani dai radar del sedicente santone. Rollins di fatto ha allestito una setta per contrastare il solo Kevin Owens, che peraltro a WrestleMania l'ha battuto. Poi sì, si è tolto lo sfizio di "cavare un occhio" a Rey Mysterio, culmine di una faida di cui ormai è l'elemento meno rilevante. Dato che il fulcro verte su Rey Mysterio, perfino Dominik, ma soprattutto Aalyah e proprio Murphy.

E Seth? Ora è costretto a meritarsi le Survivor Series battendo Otis, oltretutto con l'aiuto di un redento Murphy. Lo ripetiamo: Seth Rollins che fatica con Otis. Otis. Uno che ha battuto due volte Brock Lesnar (una delle quali in maniera pulita) un anno e mezzo fa.

Chiaro che l'epopea da messia del povero vecchio Seth ha ormai fallito su tutta la linea. Dopo un anno praticamente esatto ce lo possiamo dire. E chissà se queste Survivor Series non possano essere l'occasione giusta per una nuova transizione. Quella che ci ripresenti un Seth Rollins nuovamente rilevante. Perché il cambiamento di un anno fa, che avrebbe dovuto rilanciarlo, sta rappresentando la sua rovina. E mai come adesso, visto anche che SmackDown di cattivi di altissimo livello ne ha sicuramente altri, serve un cambio di rotta. Per salvare Seth Rollins da se stesso.