The Prizewriter - Riconciliazioni (?)



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The Prizewriter - Riconciliazioni (?)

Benritrovati e benritrovate fra le righe del PrizeWriter, l'editoriale più lunatico dello sport enterteinment...

Per il numero di questa settimana mi piacerebbe parlare di Draft, ma sono arrivato un po' troppo tardi. Molti leggerebbero la rubrica dopo avere assistito ai primi scambi di SDL, e ciò la depriverebbe del senso anticipatore. Ciò non ci esimerà da una attenta analisi dei movimenti a questi già avvenuti.
State connessi...

Quindi qual è l'argomento più scottante della settimana? Per trovare qualcosa di coinvolgente occorre scendere nei meandri del wrestling, e tornare alle origini.

Sì, perché lo scorso weekend, nel neo denominato cWc, si è consumato quello che sin ora, a mio avviso, è da considerarsi l'evento di wrestling dell'anno. Stiamo parlando di NXT Takeover 31.

Ma partiamo dal principio.

NXT era, e forse rimane, in crisi

Le ripetute umiliazioni in termini di ratings hanno fatto male al prodotto di nicchia del colosso di Stanford. Questo ha perso così la calma e la linearità che contraddistingueva la sua programmazione. Molti eventi ed incontri non sono stati conseguenza della meticolosa preparazione a cui eravamo abituati. Anzi...

Sono stati messi su in fretta e furia per danneggiare la rivale federazione d'Elite. Vedasi The Great American Bash.

Alcuni protagonisti sono stati "promossi", come Lee, Dijakovic e Riddle. Altri si stanno inspiegabilmente perdendo, pur restando al mercoledì sera, ma come ombre di loro stessi. Ed ecco Cole, Ciampa, Dream, Gargano. Praticamente il meglio degli ultimi due anni.

Chi rimane quindi? Una nuova generazione, comunque di talento, ma che fatica ad imporsi in una gestione schizofrenica, e raffazzonata. Lungi da quella a cui eravamo abituati.

Si perché i vari Tatcher, Priest, Reed, Holland ( tanti auguri di pronta guarigione a lui ), Grimes, Escobar, e in ultima aggiunta Kushida, sono tutti nomi validissimi. In pieno stile NXT. E che possono di diritto appartenere a quella elite ,per l'appunto, che è sempre stato il roster di sviluppo della WWE.

Il problema è però che a questi si stanno aggiungendo altri performer, che sono distanti da questi standard. E allora la presenza di Lumis, di Theory, degli Hindu Shera ( per fortuna accantonati), e ancor più di Kross ( che ha rovinato due main event di TakeOver di fila, e per sfortuna, ma solo sua , è stato allontanato dal titolo massimo ) sta facendo suonare un campanello d'allarme .

Le puntate settimanali si stanno infarcendo di gente non degna del blasone tecnico del mercoledì sera.

Non è solo la qualità delle trame, ma anche quella del lottato a risentirne. Sedersi per gustare un TakeOver, ma anche solo lo show settimanale, era garanzia di qualità e tempo che vola, adrenalina e bocche spalancate.,

Ciò che un tempo, per un appassionato della WWE, assurgeva a questo ruolo: lavare via  a colpo sicuro le brutte sensazioni del main roster; adesso rischia di venire trascinato nel baratro della mediocrità di questo.

E come fare allora a riappacificarsi, anche solo parzialmente, con il wrestling, anche quello a tinte oro e nero? Semplice: mettendo su un TO come il 31.

Sì, perché se la preparazione allo special event era forse la peggiore della storia di NXT ... Cò che ne è venuto fuori è stato qualcosa di sontuoso.

I protagonisti hanno dimostrato che possono andare oltre le lacune dello script, e mostrare tutto il loro straripante talento. Anche solo per una notte.

C'è ancora speranza quindi, il talento può essere più luminoso dell' oscurità nei termini di interesse. 

Vi rimando alle nostre pagelle, alle quali però, per parere personale, aggiungerei un voto a match.


Anche un fiore può nascere dal cemento.
Sperando che non sia destinato ad appassire presto.

E allora la puntata successiva ha sì confermato, ma anche disconfermato, le premesse e le attese.

Perché abbiamo sì una divisione femminile in grande spolvero. Le partenze inspiegate di Chelsea Greene e Mercedes Martinez, che stavano facendo grande il Robert Stone Brand,e quella meno dolorosa di Mia Yim verso la Retribution, avevano depauperato la divisione, con una campionessa che non può dare moltissimo in quanto a prestazioni extra ring.

Ma adesso con il ritorno di due talenti cristallini come Ember Moon e Toni Storm, più le conferme di Shotzi, Kai w. Gonzalez e Rhea possiamo dormire sonni tranquilli per un pezzo.

NXT, divisione maschile senza pezzi

Nel mentre però la divisione maschile perde i pezzi, e che pezzi. La Next Big Thing Ridge Holland, che era giusto appena entrato in faida con la UE. E speriamo con tutto il cuore non Finn Balor, all’ennesimo brutto infortunio dopo un fresco trionfo titolato.

Velveteen viene nuovamente umiliato, e troppi non trovano spazio, se non in promo, o neanche in quelli. Come i pesi leggeri, che stupiscono in ppv, per poi scomparire nele puntate settimanali.

Ma ad esempio lampante della crisi, e della “mainrosterizzazione”, quella che una volta era fiore all’occhiello della serata oro e nera, adesso è non pervenuta. La categoria tag team, che ha sempre dato spettacolo , e guarda caso risplende nella rivale AEW, adesso è ridotta a una macchietta. Almeno dalla dipartita causa covid di Pete Dunne.

E badate bene, non sono preoccupato per il livello dei campioni. Gli Imperium, seppure deprivati del loro leader, sono signori talenti. E con loro gli attuali campioni, i Breezango. Con Tyler vera e propria icona in quel di NXT. Il problema è la loro scrittura, la mancanza di interesse creata attorno alla situazione, e i match che perdono di qualità e quindi di hype.

Basteranno gli esilaranti Drake Maverick e Killian Dain, e la loro musichetta, a ridestarla?

Come sempre rimandiamo ai posteri l’ardua sentenza. Con la consapevolezza che ciò che andiamo a guardare non deve più salvare noi dalla mediocrità. Ma salvare se stesso.