The Prizewriter - Le cavaliere della desolazione



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The Prizewriter - Le cavaliere della desolazione

Clash of Champions denota un problema troppo sottaciuto, ma comunque molto grande: la divisione femminile del main roster WWE.

Oltre alle pochissime main eventer (alla fine le Horsewomen) è riuscita a costruire poco. E ciò fa accapponare la pelle, pensando a tutto il talento a disposizione.

Causa principale di questo oblio la mancanza di progettazione oltre le faida titolate. E anche in quelle. Che diventano troppo spesso una serie di job scontati, alle spese di wrestler elevate ad hoc per il title match, non essendoci altro tipo di programma. Non esiste quindi uno status tra le lottatrici. Non ci sono feud che ti lancino verso l’alto, o sconfitte che possano buttarti nell’oblio. Tutto è resettato di settimana in settimana, a seconda di che avversaria c’è bisogno di scomodare perché la campionessa difenda il titolo.

Se andiamo a vedere gli albi d’oro dei due titoli femminili potremo notare come, a parte brevi eccezioni, la detenzione di questi sia quasi sempre rimbalzata fra le stesse 4 Horsewomen. E le eccezioni, per un motivo e per l’altro, sono state ricacciate nel sottobosco della divisione.

Il caso di SmackDown

Prendiamo l'esempio di SmackDown, regno esclusivo di due nemiche del cuore. Le ex Golden Role Models: Sasha e Bayley. Nulla da ridire sulle due, il loro sodalizio era risultato così riuscito che è stato un dispiacere vedere lo split. Il personaggio della ex Hugger così interessante non lo si era mai visto, e possiamo dare tutto il merito alla Boss, perché il turn heel di Bayley ha iniziato ad avere senso solo da quando le è stata affiancata.

Molto bene per quanto riguarda le due, ma oltre loro, chi?

Abbiamo Alexa Bliss, una ex 5 volte campionessa femminile, la prima a vincere il titolo sia a RAW che a SDL dopo la nuova brand extension. Una volta era una delle attrazioni principali della categoria femminile. Ricordate il promo dopo una Elimination Chamber dominata? Era una delle cool heel più apprezzate, la più carismatica in circolazione… E poi? Dopo il sacrificio sull’altare di Ronda Rousey il nulla. Una retrocessione inesorabile, finio all’insipido vivacchiare da face insieme all’amica Nikki Cross. Che the Fiend la aiuti…

Passando alle altre ex campionesse forse non è così criminale che siano state accantonate Naomi e Carmella, ma il fatto che ora non appaiano neanche più on screen pare esagerato. La gimmick da modella salverà Carmella? Speriamo, ma ne dubito…

Comunque non un modo degno di gestire due ex campionesse.

E le nuove leve?

Nikki Cross a parte fare la decerebrata e perdere in continuazione quando valeva qualcosa, non ha fatto altro. Dovrebbe essere una consacrazione questa?

Vi è poi un’interprete interessante come Lacey Evans, che però ha già fatto la spola da heel a face, e viceversa, senza riuscire  ad imporsi, perdendo due lunghe faide prima contro Becky, poi contro Bayley.

Abbiamo poi il più grande spreco. Una faida che dura un semestre abbondante per finire in… Nulla di fatto. Stiamo parlando di Deville e Mandy. Prima il triangolo amoroso con Ziggler, Otis e la bionda. Poi i sotterfugi di Sonya, evidentemente gelosa della sua ex tag team partner, e forse anche innamorata di lei (?). L’acredine alle stelle, il match di SummerSlam con la perdente che deve lasciare la federazione e poi?

Si poteva usare questa faida, anche ben congeniata, per costruire qualcosa di futuribile: la nuova babyface del brand, Mandy. La nuova super heel, Sonya, che sembrava veramente lanciata, mostrando ottime doti, e invece?

Il nulla, la vittoria di Rose, l’allontanamento in stroyline di Deville, e poi che fai? Mandi Mandy a RAW? Non era meglio usare lei come sfidante di transizione invece di riproporre Nikki per l’ennesima volta?

Ma la già non rosea situazione in quel di SDL fa solo da preambolo per lo scempio narrativo a tinte rosse…

Il disastro di RAW

Si perché se RAW fa acqua da tutte le parti, una delle falle più tragiche è proprio quella della divisione femminile. E se pensiamo da dove si è partiti, per essere sin qui, viene da fare ancora maggiori biasimi alla federazione.

Perché per passare dal primo main event di WrestleMania femminile della storia, a questa Asuka campionessa comedy è bastato solo un anno. Ci sta che la situazione titolata orfana di tutte quelle tre protagoniste ne risenta, ma in questo modo è troppo!

Partiamo dalla campionessa che senza giri di parole ritengo sia totalmente indegna di tale ruolo. E badate bene, non sto criticando la performer, ma il ruolo che deve portare in scena!

Che innanzitutto le è stato regalato in un modo altrettanto indegno per concludere il regno femminile forse più iconico della storia del business. Quell’anno e passa di dominio incontrastato di Becky Lynch, che ok si è dovuto interrompere per cause maggiori. Ma era obbligatorio che ciò avvenisse vanificando il piano per la Miss Money In The Bank, che si poteva benissimo portare avanti parallelamente all’incoronazione di una nuova campionessa?

E già qui i primi rammarichi. Poi una situazione che l’ha vista sempre contro avversarie indegnissime, a parte le parentesi con Sasha and Bayley, che ha visto un cambio di titolo, per poi ritornare nelle  mani sbagliate.

Quelle di Asuka. Che una volta era una “hell of a competitor”, ad NXT e a SDL i primi tempi sbranava letteralmente le rivali, e faceva paura, anche come doti in ring. Poi le varie immolazioni sui soliti altari Charlotte e Becky… Adesso messa da parte la cattiveria, resta solo l’irritazione nel vederla sbraitare in giapponese e fare il personaggio dei manga. Ci stava all’inizio per svagare dalla situa covid, ma adesso è veramente troppo. Veramente non hanno altre alternative per le wrestler giapponesi?

Ma se la campionessa non è degna, chi alle sue spalle? E qui il vuoto è ancora piu desolante che a SDL.

Abbiamo Mickie James; che è una buona lottatrice, ma tornerà nelle retrovie dopo i match persi contro Asuka. Abbiamo Zelina Vega che è troppo bassa anche per fare la manager, figuriamoci la wrestler.

Abbiamo poi svariati tag team che sono: 
- uno le IIconics, non imploso ma sfilacciato, in attesa di essere riunito per mancanza di piani e tag team femminili. Senza dubbi non si riuscirà a costruire in singolo nessuna delle due, anche se non sono poi così male, soprattutto Peyton.
- due le Riott Squad, per le quali si può fare il discorso inverso, avendo queste ricucito da poco, ma con lo stesso destino delle precedenti.
- tre le campionesse di coppia, che oltre a privare la competizione singola delle uniche alternative lontanamente credibili alla campionessa non danno nulla alle cinture, e rendono solo meno dominanti i loro personaggi.
- quattro, Rose e Brooke. Adesso anche Mandy è a RAW, ma perdendo tutto lo slancio che avrebbe potuto avere a SDL dalla vittoria della faida con Sonya. E invece è in un tag team con la inguardabile Dana Brooke.

Non inserisco neanche - volutamente - Lana e Natalya, le quali non dovrebbero neanche apparire in una televisone, per incapacità la prima, per decenza la seconda.

In conclusione una atleta immensa, come Bianca Belair, che dopo un inizio anno in pompa magna, con match per il titolo NXT e Royal Rumble da protagonista, esordisce come valletta degli irritanti Street Profits, e adesso si trova a fare promo tape demenziali.

Aiuto.

Gli auspici per il futuro della Women's Division

Il draft in arrivo potrà anche rimescolare le carte in tavola, ma l’unica speranza è un po’ di coerenza narrativa, e una qualche faida che non sia titolata, atta a costruire qualcosa per il futuro che non siano match titolati con scambi di titolo fra le solite 4, e poi sfide continue di transizione.

Perché dare in pasto un roster a sole quattro cavaliere, qualche svantaggio ce l’ha anche…