Dirty Deeds - Verità scomode: una settimana e 5 secondi per cambiare la storia



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Dirty Deeds - Verità scomode: una settimana e 5 secondi per cambiare la storia

"Una settimana, un giorno o solamente un'ora a volte vale una vita intera, il tempo passa in fretta e ti ruba quello che hai": parole di Edoardo Bennato, in quella "Una settimana... un giorno..." inserita nel suo album d'esordio. Era il 1973 e oggi a quasi 50 anni di distanza quelle parole tornano di grande attualità grazie alla WWE, che è riuscita a infilare un colpo di scena epocale e dalle enorme potenzialità, tale da elevare alla potenza l'interesse generale per un ppv che in fondo non aveva nemmeno motivo di esistere.

A una sola settimana da SummerSlam, il più grande evento dell'estate e quello che teoricamente dovrebbe essere il secondo per importanza nell'intero calendario WWE (sì, anche più importante della Royal Rumble e delle Survivor Series), ecco infatti Payback. Oltretutto all'interno di quel 2020 in cui tanto è difficile costruire storie interessanti già di per sé, complice anche l'assenza di un pubblico che possa esultare o contestare le grandi novità. E invece, con una sola settimana di costruzione dopo uno degli eventi dell'anno, eccone un altro.

Difficile uscirne con le ossa intere, e invece la WWE è riuscita nell'impresa di piazzare un piccolo capolavoro. Ne avevamo visto il preambolo proprio a SummerSlam, con quell'intervento di Roman Reigns tanto inatteso quanto brutale ai danni del neo Universal Champion The Fiend. E una volta tanto tutto ha funzionato alla perfezione, dall'assenza totale di spoiler in tal senso fino addirittura all'assenza di un pubblico che si accorgesse con qualche frazione di anticipo rispetto al pubblico televisivo del colpo di scena in arrivo.

Dopo SummerSlam, SmackDown: WWE rivoluzionata in una settimana

La ciliegina sulla torta è stato però l'intera narrazione del ritorno del Big Dog cui abbiamo assistito nella puntata di SmackDown di questa settimana: Roman è inserito nel match a tre per il titolo, ma nessuno lo trova e addirittura Adam Pearce si trova nella condizione di perdere il lavoro nel caso in cui il samoano rimanga latitante. Poi a qualche secondo da fine show, eccolo pronto a firmare. Mostrandosi, come già a SummerSlam, diverso da come ce lo ricordavamo. Qualcosa nell'atteggiamento, forse anche nell'espressione, poi quella maglia con un tema che avevamo già letto da qualche parte: in sostanza "spacca tutto e vattene", non così diverso da un certo "mangia dormi conquista ripeti". Appunto.

Così, dopo le nuove minacce ai nuovi avversari, la telecamera che si allarga, e il nuovo Roman Reigns che rivela la presenza di Paul Heyman al suo fianco. Silenziosa, ma effettiva. Scuro in volto lui, entusiasta l'altro. Un'immagine che, come si dice, vale più di mille parole. E infatti il tutto si consuma in silenzio. Perché non serve altro.

Un ppv con una settimana di costruzione, per di più dopo SummerSlam, per di più nel 2020. Come fare? Facile: così. Perché questo Payback che nessuno voleva potrebbe diventare uno degli eventi più attesi degli ultimi anni in casa WWE, per tutto ciò che porta dietro e tutto ciò che può spostare per il futuro immediato e non. A dimostrazione che mesi di lavoro possono dare vita a una ciofeca, mentre a volte una sola settimana (e 5 secondi) possono cambiare una vita intera.