Dirty Deeds - Verità scomode: WWE, il pericolo viene da lontano (cioè 20 anni fa)



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Dirty Deeds - Verità scomode: WWE, il pericolo viene da lontano (cioè 20 anni fa)

Qual è l'accusa che sempre più spesso viene mossa nei confronti di Vince McMahon? Quella di essere un genio, sì, ma di aver perso il suo tocco anno dopo anno. E soprattutto di essere rimasto ancorato a un'epoca ormai passata, di pretendere di continuare a dettare legge nonostante non sia più al passo con i tempi, e anche quella di farsi scappare importanti fette di sapere comune e di cultura popolare. Salvo correre il rischio di esserne folgorato quando meno ce lo si aspetterebbe, e di presentarle al suo pubblico oltre tempo massimo. Ecco, se tutto ciò fosse vero, questo lunedì a Raw ne avremmo visto ogni aspetto nella sua definitiva sublimazione.

Come ormai è sempre più noto ed evidente, questi mesi sono particolarmente difficili per la WWE. Gli effetti di pandemia e lockdown si sono fatti vedere in maniera sempre più severa anche dalle parti di Stamford, con show complicatissimi da mettere in scena e in assenza di un pubblico pagante, con diverse stelle sul piede di guerra per la gestione ondivaga e per nulla chiara dell'emergenza sanitaria, con problemi economici e ascolti televisivi in picchiata, il tutto mentre la concorrenza si sta provando a organizzare con sempre più mezzi, idee e risorse.

Da qui i tentativi di riaccendere l'attenzione generale su Raw, trasmissione ammiraglia della compagnia che su suolo americano viene sempre più snobbata dal pubblico degli adolescenti e degli adulti. E come? Annunciando via social delle imminenti, colossali novità e poi portandole in scena. La più evidente: il redivivo Shane McMahon che inaugura Raw Underground, una sorta di wrestling senza regole disputato clandestinamente in una sorta di scantinato polveroso e dalle luci fioche, su un ring scuro e senza corde (con tanto di donne succinte a farne da sottofondo).

E poi un gruppo di teppisti mascherati che crea scompiglio ai piani superiori, dove si tiene il Raw tradizionale (ma poi si ripeteranno anche a SmackDown). Infine, tanto per non farci mancare nulla, Montez Ford che accusa un malore durante un match e poi si scopre che è stato avvelenato.

Un sacco di roba, tutta insieme. Vediamo di rianalizzare il tutto a mente lucida, capitolo per capitolo.

Prima regola di Raw Underground: non parlare del Fight Club

E per farlo non si può che cominciare da Raw Underground. La cui "prima regola è non parlare mai di Raw Underground". Questo inevitabilmente è stato uno dei commenti che in settimana è andato per la maggiore tra chi ha voluto ironizzare sull'ultima trovata made in WWE. E d'altronde se qualcuno vi dirà che nello scorso weekend Shane McMahon ha passato la serata con babbo Vince dicendogli: "Papà, ci vediamo un film? Si chiama Fight Club", e il padre abbia di punto in bianco deciso di riproporlo a Raw, beh!, la cosa ci sorprenderebbe fino a un certo punto.

Stiamo pur sempre parlando dell'uomo che, secondo le parole di Scott Hall, gli diede del genio quando nel presentargli Razor Ramon reinterpretò il Tony Montana di Al Pacino. Perché Vince, a quanto pare, non aveva mai visto Scarface.

Ma il punto non è nemmeno questo.

Il punto è che la WWE ha deciso di dare vita a un nuovo concept, che magari potrebbe anche essere interessante e questo solo il tempo lo stabilirà, ma dandogli una mano di vernice tale da presentarlo come già vecchio. A parte i riferimenti al Fight Club, fin troppo evidenti. Ma anche lo sfondo musicale, che per non tradire il generale spirito molto 1999 dell'operazione ha dei fortissimi richiami all'hip hop dell'epoca. Ma perché? Con tutti i movimenti underground (appunto) che presenta la scena mondiale o anche solo americana contemporanea, bisognava per forza snocciolare qualcosa che gli adoloscenti di oggi sicuramente non hanno vissuto e forse nemmeno conoscono?

L'impressione che dietro ci sia una sorta di crisi di mezza età del povero Shane è evidente. Che Vince possa essere stato affascinato da qualcosa che ai suoi occhi appare come nuovo senza in realtà esserlo lo è altrettanto. Il problema è che lo stesso vale anche per le altre "bombe" che Raw ci ha presentato.

Tutte nuove idee che guardano al passato e non al futuro

La Retribution potrebbe magari rivelarsi la migliore stable di tutti i tempi, ma per il momento sa di già visto. E non chissà dove: in WWE. E non chissà quando: negli ultimi dieci anni. Di fatto sia il Nexus (quello originario) che lo Shield (quello originario) partirono così. E ancora una volta dovremo assistere alla storia dei reietti che si danno ai tafferugli per ottenere rispetto, attenzione, e magari potere. Quindi Montez Ford avvelenato, forse la trovata più interessante del lotto, quantomeno per come è stata eseguita.

Ma, a un anno circa da Roman Reigns assalito a SmackDown da impalcature che cadono e misteriose macchine senza piloti, siamo ancora alle prese con gli attentati durante gli show.

E con una WWE che deve voltare pagina e guardare in avanti. Ma che non riesce a farlo senza voltarsi le spalle. A volte addirittura di vent'anni e più.