Dirty Deeds - Speciale wrestling web italiano: Tutto Spazio tolto al Wrestling



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Dirty Deeds - Speciale wrestling web italiano: Tutto Spazio tolto al Wrestling

Che questa strana estate 2020, per molti versi ai limiti dell'assurdo, rappresenti un punto di svolta anche per chi segue il wrestling in Italia è un dato di fatto. Che poi ci siano (o quantomeno, ci dovrebbero essere) cose ben più importanti delle quali occuparsi è un'altra questione. Ma resta il fatto che nel nostro piccolo universo, in queste settimane ci sono stati smottamenti di portata storica. E uno dei suoi esiti, a quanto pare, è stato quello di scatenare improvvisamente una guerra senza quartiere. Che non riguarda noi, ma di fronte alla quale abbiamo sentito l'esigenza di rompere una nostra eterna abitudine: quella di evitare polemiche gratuite all'interno di quello stesso movimento di cui facciamo comunque parte. E quindi eccoci qui a dire la nostra.

Dal lontano mese di marzo si parla della WWE in tv, dell'accordo con Sky, del futuro più o meno chiaro che la disciplina avrebbe dovuto attraversare dopo il fatidico 30 giugno. Tante notizie e tanti rumors (visto che la distinzione sembra essere importante) sono stati pubblicati un po' qua e un po' là. Non da noi, che nel nostro piccolo ci siamo limitati a "pubblicare solo comunicati ufficiali". Scoprendo che questa, secondo qualcuno, è una colpa. Perché, scopriamo, "non è giornalismo, è copia/incolla, cosa che sa fare chiunque".

E qui occorre la prima premessa.

WorldWrestling.it è un sito decisamente giovane, nato nel 2014 e non per mettere i piedi in testa a nessuno ma per creare un'alternativa. Si è trattata di una sfida, che per i primi tempi (anni) non è stata facile, ma che abbiamo voluto affrontare nel totale rispetto di chi è nato prima di noi e ha avuto il merito di accompagnare i fan italiani della disciplina nell'analisi degli show, nella scoperta dei personaggi, nel coltivare una passione che buona parte del Paese nemmeno riesce a capire perché noi nutriamo. Non sono mancati gli inciampi, tra cui uno storico e fortunatamente chiarito proprio con Tuttowrestling, ormai molti anni fa.

Il wrestling sul web e le guerre che non vogliamo fare

Ma noi siamo nati, siamo cresciuti, ci siamo evoluti costantemente e con soddisfazioni sempre maggiori volendo mantenere un'impronta. Il wrestling è un piccolo mondo, specie in Italia, noi siamo gli ultimi arrivati (nel frattempo anche altri sono venuti dopo di noi, ma non cambia), vogliamo dare il nostro contributo. E attenzione: questo non significa voler fare le scarpe a chi tratta il nostro stesso argomento, tutt'altro. Significa avere il desiderio di attirare un lettore in più, che abbia il desiderio di seguire il wrestling. Tramite noi, ma anche tramite gli altri.

Ecco perché abbiamo sempre evitato guerre che non avrebbero avuto senso. Quelli che potrebbero sembrare dei "nemici", per noi erano colleghi. Altre persone che parlavano in maniera diversa dei nostri stessi argomenti, con il desiderio di creare una community il più possibile coesa. Perché lo sappiamo tutti: quando parliamo di wrestling, e non su un sito ma nella vita di tutti i giorni, troveremo sempre qualcuno che ci dirà che è un argomento che non vale la pena trattare.

E veniamo all'affaire diritti tv.

Proprio perché siamo giovani, forse piccoli, forse più ingenui di altri, noi santi in paradiso non ne abbiamo, e amicizie di peso ce ne stiamo costruendo solo con il passare del tempo. Quindi il nostro silenzio è sempre stato dovuto a un desiderio di informare solo di fronte a informazioni certe. Di non confondere i fan, trattando argomenti che sono già confusi di per sé a causa della miriade di voci che arrivano dall'America (e che a volte sbagliano anch'esse, per quanto possano essere autorevoli). Quindi ci siamo messi silenziosamente a osservare, dall'esterno, e ad aspettare notizie certe.

La bomba del wrestling in tv, mese dopo mese

Nel frattempo è stato però detto tutto e il contrario di tutto, per di più durante una (o più) delicate trattative. Che potrebbero essere anche state turbate. Luca Franchini, più volte citato in queste ore, si è recentemente lamentato in una diretta proprio per la montagna di informazioni che sono state messe in circolo, arrivando a mettere nel mirino tutte le realtà dei siti di wrestling italiani. Dal suo punto di vista, certamente non a torto. E questo, signori, ha nuociuto non a questo o a quel sito. Ha nuociuto a tutti. Perché ha messo in cattiva luce un intero movimento.

Ora, l'esigenza di informare i lettori è argomento caro a chiunque scriva sul web. Ma è necessario un pizzico di cautela. E se effettivamente si è in possesso di informazioni di grande importanza, metterle in un calderone insieme ai "Rumor" (per quanto siano specificatamente "Rumor") non aiuta.

La responsabilità di una notizia di wrestling

Chi vi scrive è perfettamente consapevole della responsabilità che gli è stata affidata. E sa che una notizia, per essere definita tale, dev'essere "vera", "di interesse pubblico" e "continente" (cioè esposta in maniera corretta e obiettiva). Lo dice la legge. Certo, la "verità" può essere anche in divenire, le cose possono cambiare in corso d'opera, ma allora se si è in possesso di informazioni vere e di interesse pubblico così rilevante, almeno per il nostro mondo, non è il caso di mischiare il tutto in mezzo a "Rumor" che creino solo il caos.

Nel frattempo è arrivato il tanto atteso e temuto "salto dello squalo". Un sito che ha direttamente accusato un altro sito del suo operato, sulla base di frecciatine implicite e una sorta di "predominanza del mercato". Forse frutto di una sovraesposizione alle faide che tanto ci piace seguire di settimana in settimana.

WorldWrestling.it non ama mettersi in vetrina, noi facciamo il nostro lavoro in silenzio e sperando di non tradire mai la fiducia dei lettori che anno dopo anno ci siamo conquistati. Siamo perfettamente consapevoli che i nostri numeri hanno nel frattempo superato anche quelli di qualcuno che potrebbe smentire fino alla morte, ma così è. Ma c'è anche altro.

Il rispetto per tutti, sempre e comunque

La nostra politica è sempre stata quella di cercare di parlare di wrestling non mancando di rispetto a nessuno. Non delle federazioni che commentiamo (e che magari possiamo criticare negli editoriali, ma sempre nel rispetto di quello che viene proposto a tutti noi), non dei singoli lottatori o dirigenti, non di chi trasmette il wrestling in tv (la cui centralità per noi è sempre stata totale), e nemmeno dei nostri colleghi di altri siti. E lo ripetiamo: non nemici, colleghi.

Poi certo, quando vediamo cose che non ci piacciono, le notiamo. Ma mai ci sogneremmo di mettere in discussione l'operato di qualcuno che non siamo noi. Casomai cerchiamo di dare l'esempio con il nostro lavoro. Un caso su tutti? Dobbiamo tornare al marzo 2017.

Una tarda mattinata di quel mese, iniziarono a circolare vorticosamente per il web immagini private e poi filmati di una lottatrice della WWE. Noi per ore decidemmo di non parlarne nella maniera più assoluta. Poi prendemmo la decisione quantomeno di spiegarvelo, con questo articolo. Altri, invece, si divertirono a pubblicare tutto quanto sulle proprie pagine, anche materiale poi rivelatosi fasullo. Sorpresa sorpresa: quel sito non esiste più. Il nostro sì.

E parliamoci chiaramente: essere cauti quando si scrive su un sito di wrestling non è sempre facile. Ma è una responsabilità. Non avete idea di quanti dibattiti nascano ogni settimana sull'opportunità di pubblicare questa o quella notizia. Noi, nel dubbio, lasciamo perdere. Di fronte al rischio di un errore grossolano, o di offendere qualcuno, o di venire meno al rispetto, facciamo un passo indietro.

Chissà, forse è anche per questo che nel frattempo in tanti ci hanno scelto.

Tuttowrestling e Spazio Wrestling: una preghiera e un invito

E ora una preghiera. Abbiamo avuto già modo di dirlo intervenendo in un podcast non nostro, e del quale eravamo ospiti. Il wrestling in Italia fa una fatica assurda, per problemi suoi e per responsabilità della nostra community. Cerchiamo di evitare di farci la guerra dei polli tra noi quattro disperati, mentre da fuori la gente che disprezza il wrestling ci guarda e ha un motivo in più per darci dei cretini.

L'equivoco sorto tra Tuttowrestling e Spazio Wrestling è brutto, pesante, forse difficile da risolvere in quattro parole. Ma ne va della credibilità di tutto il movimento. Se servisse, WorldWrestling.it si mette a disposizione: troviamoci tutti insieme e cerchiamo di risolvere delle divergenze che fanno il male di tutti. A partire da chi vorrebbe solo essere informato su una disciplina che ama, e per la quale magari si sente "diverso" da qualcuno dei suoi amici, e si ritrova al centro di una guerra tra di noi.

Chiariamoci, e cerchiamo di marciare compatti. In fondo amiamo le stesse cose. Il nostro porto è aperto: abbiamo una pagina, abbiamo i nostri canali social, abbiamo dei contatti, abbiamo pure un podcast. Lo mettiamo a disposizione di chiunque abbia intenzione di chiarire, una volta per tutte.

E per il bene del wrestling, e di chi in Italia lo ama. Ed è confuso.