The Prizewriter - Contrapposizioni speculari



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The Prizewriter - Contrapposizioni speculari

Amici ed amiche, la contrapposizioni fra le due federazioni di wrestling più in voga degli Stati Uniti è ormai esplicita.

Nell'ultima frontiera della "wednesday night war" si è addirittura arrivati al fatto che la WWE organizzasse un evento speciale di due giorni, in complementare sovrapposizione alle AEW.

Tutto questo fiorire di concorrenza da tempo lo auspicavamo. E se non potesse ciò significare un buon viatico di innalzamento del livello medio degli show WWE, visto che la concorrenza alza sempre il tiro? Questo invero è successo per il main roster, che ha un altro livello rispetto al recente passato. Mentre invece NXT, nella guerra per gli ascolti, ha perso un po' quella tranquillità, anche narrativa,  che gli permetteva di essere uno show molto lineare ed efficace. Adesso la presenza dello show rivale, e per fascia di pubblico esigente di buon wrestling, e in contemporanea, porta anche a scelte più avventate, e meno lineari. Pur mantenendo un ottimo prodotto.

Ma se la contrapposizione permane, per quanto riguarda gli ascolti, il prodotto si deve invece adeguare.

A testimonianza di ciò, la presenza ormai consueta dei wrestler a bordo ring, per sopperire all'assenza di pubblico. Un'usanza introdotta dalla federazione di Khan, che la WWE ha accolto con piacere. Come un'altra che imperversa nelle ultime settimane. L'associazione di wrestler, fra di loro, oppure con altre personalità... Più che in stable vere e proprie in fazioni opposte.

Questo stratagemma narrativo è stato sin dall'inizio il motore principale della narrazione AEW. L'Elite, l'Inner Circle, l'entourage di Cody Rhodes. L'abbozzo con il fu Neville e Lucha Brothers. Come anche Lance Archer con Roberts, MJF con Wardlow. E potrei andare avanti...

Insomma, quasi ogni wrestler, a parte il campione MOX, a dire il vero è proposto in un rapporto stretto con qualcun altro. Sia un manager, un compagno di stable, un amico.

Ebbene anche la individualistica WWE, dove da tempo mancano i manager e le stable, negli ultimi tempi ha quasi abusato di tale trovata.

Lo stile AEW adottato in WWE

Se volete qualche esempio pensate a RAW. Dove oltre alla cricca del messia, Ric Flair è tornato al capezzale del suo allievo migliore. In pieno stile AEW. Con una vecchia gloria ad affiancare una star del presente, che porta avanti la sua idea di wrestling. Lo stesso RKO che si associa agli Zelina's Angels. Abbiamo poi Big Show che fa da mentore ai War Riders, l'Hurt Business del monumentale MVP, la cricca di Rey con KO ultimo aggiunto ai fedelissimi Humberto Carillo e Aleister Black, Cedric Alexander e Ricochet amici di Apollo, e chi più ne ha più ne metta.

Una tendenza che è quasi divenuta necessaria per dare risalto a tutti. Visto il numero enorme di atleti presenti nelle federazioni. E gli spazi televisivi che, come la pubblicità che li finanzia, sono denaro. 
Un po' sulla falsariga del wrestling giapponese. O delle crew di MMA.

In un modo che non è neanche così avventato.

Considerando che nel wrestling, uno sport di contatto in ogni senso, consociare vari corpi è come aumentare le possibilità che due superfici si sfiorino, o collidano proprio.

Quindi ci sarà sempre chi soccorrerà l’amico, chi dovrà difendere l’onore del compagno, o chi se la prenderà con un caro dell'antagonista, per farlo adirare, o colpirlo nel profondo.

Il tutto in un trend che, da concorrente, è diventato caratterizzante del wrestling. Le guerre le scelte più prudenti per vincere sono quelle dell’attesa, di temporeggiare, di agire a specchio, aspettando il momento giusto per agire. Un’azione rivoluzionaria, che sbaragli la concorrenza. Ma evidentemente non è ancora ora.

E allora perdiamoci nel gioco di riflessione a specchio, vedendo chi fa meglio una cosa rispetto all’altro. Aspettando che arrivi il tempo di rischiare, e finisca quello di raschiare il fondo del barile. Degli altri magari.

Alla prossima!