The Prizewriter - Fantasmi e paludi



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The Prizewriter - Fantasmi e paludi

Nella preparazione ad un ppv di transizione come quello di EXTREME RULES: THE HORROR SHOW - che speriamo non sarà tale anche nelle recensioni - uno dei maggiori spunti di interesse è il ritorno al passato di Wyatt.
La diabolica strategia dell' host della Firefly FunHouse è presto chiara. Giocare con il passato, fino ad arrivare ad intaccare la concezione del sé dei propri avversari. Ed in questa cornice, a modo di un incubo ricorrente, Bray si presenta al suo ex discepolo Braun indossando le precedenti vesti, dalle quali si era spogliato.

Non è una novità nel wrestling questo gesto istrionico di impersonificare se stessi di epoche differenti. Basti pensare alle mille trasformazioni di Mick Foley, che forse è la Superstar che per composizione del character più lo ha reso storico. Ma anche Triple H, Undertaker (RIP), Cena. Lo Shield. Ora perfino Orton.

Ha successo di solito? Solo se è contestualizzato e funzionale ad una trama...

E in questo caso può averlo? La risposta per me è un forte si!

Cosa può comportare il ritorno del "vecchio" Bray Wyatt

Innanzitutto esprimo la mia quasi venerazione per Wyatt. Lo ritengo il wrestler della nuova generazione con il carisma più spiccato. Per distacco. Quanti sarebbero riusciti ad interpretare un personaggio così spinoso come il Tonio Cartonio con così tanta credibilità? Lui è nato per fare quello, per bucare lo schermo. Forse non è ancora a dei livelli attoriali da Hollywood, ma credo proprio lo diventerà.

In più non se ne giustifica l’eccessiva critica per le abilità in ring, dove è comunque accettabile. Un powerhouse assolutamente sufficiente. Rischierò di ripetermi ma lo ritengo molto al di sopra di Reigns, per citarne uno a caso. In quanto a pulizia tecnica d’esecuzione, e varietà del parco mosse.

In questo amarcord, poi, si ha sì un ritorno alle origini, ma non a sproposito, bensì mirato a minare le sicurezze del suo rivale. Il tornare la pecora nera, in quella palude. Luogo che ricorda al campione universale come si stava da sottoposti del male. Per quanto poi abbia sempre voluto emanciparsi da quella concezione a parole, tagliando dopo poco il cordone ombelicale che lo legava alla family. Il fatto che questi abbia ammesso di avere goduto di ogni istante dal lato oscuro, fanno capire come la sfida sia già entrata nel personale, nello psicologico, nell’inconscio. 

Bray ha fatto centro nella sua opera di insinuazione nello psichismo. 

Paure e timori nascosti e sommersi. Qui vogliamo vedere sempre impegnato il nostro divoratore di mondi.

La sfida con lui non è mai una semplice incontro di wrestling. Lo diventa anche di forza di volontà. Di redenzione. Di passione e dolore mentale.

Wyatt ti porta giù negli inferi con lui, onde prometterti il suo paradiso in cambio. Tutto quello che devi fare è “let him in”. Lasciarlo entrare negli angoli più reconditi del tuo passato, delle tue paure, del tuo inconscio.

In questo accezione la sua gimmick non è cambiata molto nel tempo. È sempre seducer/accuser/destroyer. Gioca sempre come il gatto fa con il topo, ma con la psiche dei rivali.

Adesso la personalità è scissa in due, la parte più pura, quella del Bray host del suo mondo inconscio, inquietantemente, e solo apparentemente, fatato. Quello del dolore subito. Che trova conforto solo nella vendetta. Come anche nel rapporto con la sua ex pecora nera, che come tutti tranne Sister Abby, lo ha abbandonato. Ed il Fiend. La condensazione di tutto il male che è presente nel suo mondo interno.

Heal e hurt. Hurt and heal.

Ho sempre amato il suo personaggio, e ritengo che il fatto che non fosse stato capito fosse per una di fondo mancanza di apprezzamento della poesia da parte del pubblico generalista. Che non sapeva farsi cullare dalle parole e dalle litanie del divoratore di mondi. Che non voleva carpire tutto il mondo che teneva fra le sue mani. Un po’ quell’atteggiamento, molto umano, di non apprezzare chi non si riesce a capire.

Pochi personaggi hanno avuto un approfondimento interiore tale come Bray.

Pochi personaggi sono stati in grado di cambiare i propri rivali come lui. Chiedere a Balor, Rollins, Bryan, Miz, cambiati da così a così dopo avere incrociato le armi con Wyatt.

Adesso vedremo cosa toccherà a Braun. Una faida quella fra i due che già ho approvato. L’unica che può rendere interessante il regno di Strowman al momento. Un andamento lineare e prevedibile, ma di quelli che si possono solo gustare. Nel primo capitolo, contro il vulnerabile, ma fino ad un certo punto, Wyatt host, era facile prevedere una difesa titolata del Monster Among Men .

Uno Strowman che ha dimostrato di avere ameno un minimo di rilevanza psicologica e strategica, illudendo il povero Bray di essere tornato dalla sua parte.

Adesso la seconda sfida, con i demoni del passato. Sarà un match cinematografico. Probabilmente nella palude. E sarà il main evant di quello che è detto horror show.

Anche qui, ma in modo meno netto, Strowman prevarrà. Ma il dubbio sarà insinuato nella sua mente.

Sino a SummerSlam.

Quando il Maligno si presenterà e prenderà ciò che era suo di diritto. La corona dell’ universo. Quello che lui tiene così naturalmente fra le sue mani. E lui solo ha il potere di curare, o danneggiare.