Dirty Deeds - Verità scomode: a SmackDown si risponde alle chiacchiere con la qualità



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Dirty Deeds - Verità scomode: a SmackDown si risponde alle chiacchiere con la qualità

Periodo duro in WWE, in queste settimane a cavallo tra Backlash e Extreme Rules. Che già di per sé rappresentano una fase poco stimolante del calendario, come sempre avviene quando si susseguono due ppv di fila che non comprendono un Big Four. Aggiungiamoci il periodo complicato per tutti, l'approssimarsi dell'estate e tutta una serie di problematiche, e capiremo perché a Stamford il clima non è certo quello dei giorni migliori. E anche per questo motivo c'è da elogiare un segnale estremamente positivo: il ritorno della qualità, soprattutto a SmackDown.

Tutti i guai della WWE: problemi ambientali e voci sinistre

Proviamo a riavvolgere il nastro. Uno dei momenti cardine di questi ultimi giorni è arrivato in realtà da Raw, con la decisione di destituire il Direttore Esecutivo dello show rosso, Paul Heyman. E tutte le conseguenze che ciò ha portato con sé, specie a livello ambientale: si è parlato di una nutrita schiera di giovani stelle in fibrillazione, e con la brutta sensazione che un eventuale ritorno di una specie di "Ancien Régime" (rappresentato dall'aziendalista e onnipresente Bruce Prichard) potesse in qualche modo arrestarne l'ascesa.

Ci sono state poi le sinistre voci di una gestione dell'emergenza non esattamente ottimale da parte della dirigenza, con controlli piuttosto blandi a livello di prevenzione sanitaria, un utilizzo un po' leggero delle mascherine e addirittura un trattamento nei confronti di quegli atleti semisconosciuti di NXT che fanno da pubblico del main roster ai limiti del caporalato.

Tutte voci, come voci per il momento sono buona parte di quelle che parlano di maltrattamenti, violenze domestiche, o addirittura stupri, che hanno creato un polverone nei confronti di alcuni atleti (e che rappresentano un tema dolorosissimo ed estremamente delicato, tanto che su queste pagine abbiamo deciso di trattarne il più possibile solo in presenza di notizie il più possibile certe). Per finire, tanto per aggiungere una ciliegina ulteriore a questa torta mefitica e indigesta, si mormora che in WWE si aggiri un complottista convinto addirittura che l'intera pandemia non sia che una finzione. Se non addirittura "un work" (come se il mondo, e la vita di tutti, funzionassero come il wrestling).

SmackDown: lo spettacolo per dimenticare i guai

Un quadro complessivamente desolante, cui la WWE ha provato a rispondere con l'arma migliore che ci possa essere quando le parole diventano troppe. con lo spettacolo. E la puntata di SmackDown di questo venerdì lo ha mostrato e dimostrato ancora una volta, dopo già averlo fatto con il match tra Daniel Bryan e AJ Styles di sette giorni prima. I protagonisti questa volta sono stati lo stesso AJ Styles e Matt Riddle, di cui è stato mandato in onda il match di debutto in giorni quantomeno convulsi. E il risultato, una volta ancora, è stata una prestazione in ring da stropicciarsi gli occhi. Bastasse anche solo quello.

Ora ci attende qualcosa di simile anche nella settimana entrante: Drew Gulak, stavolta, sempre contro Styles. Riddle avrà altro su cui doversi concentrare, e anche AJ ha i suoi problemi (tanto per capirci, c'è chi afferma che il complottista sia ancora una volta lui, già tacciato di terrapiattismo nientemeno che da Randy Orton). C'è di che farsi venire l'emicrania. Meno male che almeno sul fronte tecnico, questo wrestling dei tempi dell'emergenza, ci stia facendo lustrare gli occhi.