Speciale Spaghetti Wrestling - "Grazie Fabian": l'Italia dopo 43 anni può fare festa



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Speciale Spaghetti Wrestling - "Grazie Fabian": l'Italia dopo 43 anni può fare festa

Parliamoci chiaramente: essere fan di wrestling in Italia, negli ultimi anni, non è stato affatto facile. E la colpa è anche nostra. Certamente non solo nostra, ma una bella fetta di responsabilità ce l'abbiamo.

Ebbene: queste sono state ore di capitale importanza per chi abita lungo lo Stivale e per qualsiasi motivo ha a cuore questa disciplina arrivata dall'America e per la quale spesso non siamo capiti da chi ci circonda. Sono state ore di capitale importanza, grazie a un risultato che è già entrato nei libri di storia e statistica della disciplina. E che nessuno ci toglierà più.

Il tutto si è concretizzato sul ring di NXT, durante i tapings della puntata del 13 maggio 2020: sono rispettivamente il luogo e la data in cui Fabian Aichner ha sfidato insieme al fido Marcel Barthel gli NXT Tag Team Champions, Matt Riddle & Timothy Thatcher. Che hanno perso le loro corone.

Perché si tratta di un evento così storico, e perché dovremmo ritenerlo di importanza così capillare per i fan italiani di wrestling? La risposta è semplice: perché per la prima volta dai tempi di Bruno Sammartino un lottatore italiano (veramente italiano, a tutti gli effetti italiano) ha vinto una cintura ufficiale messa in palio dalla WWE.

L'ultimo giorno della storia in cui si era verificato un simile evento risale a oltre 43 anni fa: era il 30 aprile 1977, giorno in cui Superstar Billy Graham riuscì a strappare a Baltimora la cintura oggi nota come WWE Championship al leggendario fuoriclasse di Pizzoferrato, ponendo fine a uno storico regno durato 1237 giorni. Si tratta, insomma, di un vero e proprio piccolo evento.

Calcolatrice alla mano da allora sono trascorsi 15719 giorni, per un totale di 2245 settimane. Anni e anni in cui il wrestling ha subito svariate rivoluzioni, ha cambiato mille volte faccia e ha visto generazioni di fan aggiungersi e sostituirsi alle generazioni precedenti. Con un piccolo, decisamente fastidioso, filo conduttore: l'Italia, che con Sammartino era finita a pieno diritto sul trono della disciplina, era progressivamente precipitata nella considerazione del pubblico internazionale e soprattutto delle federazioni d'oltreoceano.

La stessa WWE, che oggi celebra e ricorda in ogni modo possibile il leggendario Bruno Sammartino, per anni e anni ha riproposto Superstar italiane secondo un solo schema narrativo: quello delle macchiette. Non necessariamente perdenti (ma molto spesso sì), ma inevitabilmente legate all'immagine del piccolo criminale, la simpatica canaglia, l'emigrato che continua a fare l'occhiolino alla mafia, che non disdegna di indossare una coppola anche sul ring e che per forza di cose gesticola come un ossesso.

Chuck Palumbo, Johnny "The Bull" Stamboli, Nunzio, Vito, Santino Marella: tutti hanno chi più e chi meno ricalcato questo stereotipo. Con una precisazione da fare: nessuno di loro era italiano per davvero. Fabian Aichner lo è, e con una prestazione da urlo e un ruolo sempre più centrale nell'Imperium può ora fregiarsi di un riconoscimento senza precedenti per oltre quarant'anni: essere un italiano che in WWE è diventato campione.

E questo dev'essere un segnale anche a noi, che il wrestling ci limitiamo a guardarlo. E a commentarlo, e fin troppo spesso distruggerlo. Che l'impresa di Fabian sia d'esempio anche a noi. A chi ama il wrestling, ma non trova nessun modo migliore di parlarne sui social evidenziandone sempre e solo ciò che non piace o non funziona. A chi ama il wrestling, ma sui social non vede l'ora di trovare qualcun altro che lo ama ma ha delle idee diverse, e quasi sempre va a finire a litigate e insulti. A chi ama il wrestling, ma cerca insistentemente un modo illegale per fruirne sul web: "Io soldi a questi non voglio dargliene, visto che nemmeno sanno fare uno show come si deve", è la classica scusa, quasi un'autoassoluzione. Che però alla lunga ha avuto il risultato di far uscire in maniera pesantissima l'Italia dall'elenco dei mercati che la WWE ritiene competitivi. Come dimostra l'ormai sistematica assenza di Live Event a casa nostra, in un circolo vizioso che si alimenta da solo e che genera altre critiche.

Ecco: guardiamo NXT, concentriamoci su Fabian Aichner e rendiamoci conto che un nostro ragazzo ce l'ha fatta. Uno di noi ha vinto una cintura, in WWE, per davvero. E dai libri di storia nessuno lo toglierà più.

Forse piccolo, sicuramente meritato più da lui che da noi, ma è un segnale. Che il wrestling in Italia può non morire, basta che ci decidiamo a supportarlo come si deve. Marciando tutti uniti, senza divisioni inutili e nocive. La nostra disciplina preferita lo merita.