Dirty Deeds - Verità scomode: questa Sonya Deville spietata è un tesoro per la WWE



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Dirty Deeds - Verità scomode: questa Sonya Deville spietata è un tesoro per la WWE

Quali equilibri sta presentando la WWE a cavallo tra WrestleMania 36 e Money in The Bank, due eventi nati sotto una cattiva stella ma tutto sommato risultati ben più interessanti rispetto alle aspettative? Difficile dare una risposta esatta: a Stamford stanno provando a tenere botta a dispetto delle avversità, ma non è sempre semplice farlo. Pur con tutte le attenuanti del caso.

Disputare ogni show nel vuoto del Performance Center alla lunga crea il rischio di crolli di tensione generalizzati, un effetto che sembra in qualche modo essersi già presentato presso alcune faide o più in generale anche su singoli atleti. A Raw chi sta tenendo certamente botta è Seth Rollins, la cui faida con Drew McIntyre è partita in sordina ma sta crescendo vertiginosamente grazie a una firma del contratto finalmente memorabile anche grazie all'intervento di un redivivo Murphy. Ma il Messiah sembra davvero a suo agio nei nuovi panni, dimostrando una volta ancora che nonostante lo stile di lotta da beniamino delle masse, il suo modo di comunicare lo rende un heel perfetto.

Seth a parte, però, diverse situazioni del main roster sembrano starsi progressivamente spegnendo. E vale anche per una delle realtà più solide di Raw, come Zelina Vega e i suoi protetti: belli i loro match, praticamente sempre, ma le continue sconfitte rischiano di rovinare in maniera tremendamente prematura un prodotto che invece ha tutte le potenzialità per funzionare. E l'anello debole, per paradosso, sembra proprio l'unico cinturato del quartetto: un Andrade che per il titolo di United States Champion non lotta da una vita, ma nel frattempo colleziona un ko dopo l'altro.

Anche per questo motivo ciò che stiamo vedendo a SmackDown è un toccasana, in particolare quando compare sul ring (o nel backstage) dello show blu Sonya Deville: questa ragazza da anni gode della grandissima stima degli appassionati per la sua tecnica, quasi mai accompagnata da una costruzione effettivamente riuscita. Ma la separazione da una Mandy Rose con cui nulla è mai riuscita a vincere nell'epoca delle Fire & Desire sta davvero tirando fuori il meglio di lei.

Il suo boicottaggio al match dell'ex amica contro Carmella è stato perfetto da qualsiasi punto di vista: scenico, verbale, interpretativo. Peccato solo che le parole di Michael Cole e Corey Graves si siano sovrapposte nel momento culminante del suo discorso, ma il senso non cambia: questa ragazza così spietata è un tesoro della WWE, perché ci sa fare sul ring e sta dimostrando di saper anche raccontare una storia che funziona. E al suo fianco funziona benissimo anche Dolph Ziggler, bravissimo a recitare il doppio ruolo del "lacché crudele" in sua presenza, mentre quando Sonya non c'è appare molto più dubbioso sulla sua effettiva volontà di far soffrire fisicamente e moralmente Mandy.

Una storia di per sé semplice, ma perfettamente raccontata dai quattro protagonisti (a partire da un Otis che a dispetto del fisico tutt'altro che da "A+ Player" sembra lanciato verso l'iperuranio delle stelle assolute del roster). Perché sia Sonya che Dolph, ma anche la "povera" Mandy, trasmettono emozioni. Proprio quello che non sta riuscendo a fare il "nostro" Universal Champion.

Bray Wyatt sta giocando con la mente di Braun Strowman, che dopo essersi ben comportato nel momento della consegna della maschera da Pecora Nera, questa settimana è tornato a vivere una battuta a vuoto: addirittura quando è giunto il suo momento di parlare ha dato l'impressione di "perdere la bussola", tanto che il saluto finale di Bray (preregistrato) è arrivato dopo qualche istante di silenzio assoluto apparso vagamente sospetto.

Braun si è ritrovato sulla cima della montagna a SmackDown come frutto delle circostanze del momento, ma continua a non dare l'impressione di meritarselo. Non che sia inadeguato come wrestler, né come campione: il segmento con la maglietta di Alexa Bliss è stato perfettamente riuscito. Ma quando il gioco si fa duro, e il livello della tensione si alza, Braun non è stato ancora capace di rendersi credibile come "minacciato" dopo aver vestito per anni i panni della minaccia.

Qualità che non sono innate, ma che si possono imparare: Sonya Deville queste skills ha già dimostrato di averle.