The Prizewriter - Special edition - Pari opportunità



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The Prizewriter - Special edition - Pari opportunità

Eccoci, amiche ed amici, in questa breve edizione speciale del PrizeWriter, per tenervi ancora compagnia durante la quarantena, e parlare di un'altra verità che mi pare emersa, da questa edizione 36 di WrestleMania.

E che ormai è diventata un'abitudine, da un po' di anni a questa parte. E mi fa arrivare a dire che questa è la prova numero 1 della
effettività della Women's Revolution! Vedendo la due giorni mi pare palese, ed inconfutabile da alcunché, che per il wrestling "puro", il migliore match, se non l'unico, veramente di alto standard, è stato quello fra Charlotte Flair e Rhea Ripley.

Senza dilungarmi sull'analisi del match, che mi beo di avere individuato come momento topico già prima della notte delle notti, volevo prodigarmi in qualche flashback, sino ad arrivare alla conclusione che vedrete...

Iniziamo da WrestleMania 32, la prima dopo l'approdo rivoluzionario nel main roster, dalle pupiille di NXT, delle Four Horsewomen (anche se per me sarebbero tre, perchè Bayley non merita neanche di stare nella stessa riga delle altre).

In quella edizione le tre cavaliere che contano, Charlotte, Becky e Sasha, si sfidarono in un triple treath match valevole per il Women's Championship, che deponeva il Divas Championship. Un match da vera propria "End of an Era", che segna la deposizione di quella che era una cintura non da lottatrici, bensì da dive, soubrettes, assolutamente con poca valenza sportiva.

Incontro che abbiamo riproposto sul sito di recente fra le Uncut Jems, e che lì ammetto di aver visto in versione integrale e senza pause per la prima volta. Proprio qui si capisce la portata vera di quella che non è solo retorica, è realtà.

Siamo stati veramente spettatori, e anche parte, di una Women's Revolution, nel modo del wrestling! Sino alla edizione precedente di WMania il match femminile, per un fan di wrestling, era esattamente inutile ed insignificante, da pausa bagno.

Oltre a regalarci qualche momento sensuale, poco più... Ovviamente, sino a prova contraria, un pregiudizio rimane tale, ed io, sono certo in buona compagnia, anche quell'anno saltai il match femminile. Ne lessi poi elogi, intessuti da più parti, e da lì probabilmente iniziai a seguire la contesa femminile alla stregua di quella maschile.

Rivedendolo ora mi sono reso conto di cosa mi ero perso... Ma non è mai troppo tardi per recuperare! Evidentemente la mia tesi ha un buco logico, chiamato WrestleMania 33, ma vedrete lo stesso che avrà elementi sufficienti per essere sostenuta...

Anche perchè non mi pare proprio il caso, per rivalutarlo, di rivedere un match con Bayley e Nia Jax... Andiamo velocemente a WrestleMania 34. Ricordo ancora bene come, finita quella edizione mi dissi, anche un po' stupito, anche perchè probabilmente, sino a quel momento, non avevo mai visto un match femminile di tale portata a WrestleMania: "Ma sta a vedere che Charlotte e Asuka hanno fatto il migliore match dell'edizione, a mani basse"

Effettivamente fu così per tutti... Portiamoci poi alla scorsa edizione. Chi mi legge forse si ricorderà di quanto sia stato ipercritico di tutta la faida che ci ha portato al primo main event femminile della storia...

Un buco logico, dentro un altro buco logico... Ed anche ovviamente in disappunto con il finale di tale epica sfida. Ma qui non si parla di picchi di wrestling, per un incontro che in realtà non è stato neanche brutto, anzi tutt'altro, sino però al finale, che anche se le spalle di Ronda fossero state al suolo, sarebbe stato comunque molto anticlimatico...

Qui si parla di history making moment, perchè mai una dama, se non in veste di ancella, avea occupato il finale della vetrina degli immortali. Ci basti questo per oscurare un preludio ed un finale non all'altezza e per consacrare la altezza ed importanza di questo momento.

Sino ad arrivare al presente... Da quanti anni il match migliore di WrestleMania, od il momento più definente in valore storico, vede protagoniste le ragazze? Facciamo ancora due pensieri sulla situazione: uno, chi c'è dietro alla Women's Revolution, più di ogni altra? Stiamo parlando della Regina, sua maestà Charlotte Flair, che ha dimostrato che, come detto nell'intervista post WrestleMania di quest'anno: "non è l'abito (il cognome) che fa il monaco, ma il monaco che fa l'abito...

Adesso più che mai mi pare doveroso riconoscere come meriti assolutamente tutto quello che ha ottenuto, nonchè il titolo di migliore, e più influente della storia, del wrestling femminile. Tante volte la si è criticata per la sua sovraesposizione, per i troppi titoli vinti, per i riflettori sempre puntati...

Ma lei, in tutti questi momenti, di emancipazione ed elevazione del wrestling femminile è
stata l'unica costante, e che costante... Non possiamo che inchinarci alla sua grandezza... WOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!! Due, se nel corso di 4/5 delle ultime WrestleMania il wrestling si è dovuto inchinare alla ascesa di quello femminile i motivi sono due.

Il primo, e più ovvio è la crescita esponenziale del movimento femminile capace di tirare fuori perle assurde. Il secondo però è il declino di quello maschile... Povero appunto di momenti trascendentali, pieno di talento, ma mancante della magia di eternarsi, nel mondo del wrestling.

Da quanti anni non assistiamo più ad un match maschile a WrestleMania che diventi leggenda, per quel mix di coinvolgimento, storia pregressa, epicità e qualità, che verranno ricordato negli annali? Per trovare quelle qualità, bisogna risalire a WrestleMania 30, una edizione grandiosa, ed al trittico: epopea di Bryan, Cena vs Wyatt (che ora ha dimostrato tutta la sua importanza storica), fine della streak...

Oppure guardare al wrestling femminile! C'è chi sale, c'è chi scende. Ci ripenseremo fra un anno, se anche lì, il momento più alto della serata sarà un match femminile. Alla prossima!