The Worst For Business: la vita secondo "The Big Show Show"



by   |  LETTURE 5305

The Worst For Business: la vita secondo "The Big Show Show"

Buongiorno e benvenuti a questo nuovo numero di TW4B, la rubrica che mette in contrapposizione il “meglio per il business” con il volere del pubblico, gestita dal vostro SimoneSian. Questo sarà però un numero diverso dal solito, perchè ci tengo ad andare leggermente "offtopic" e parlare di un altro ramo del business toccato dalla WWE che ultimamente sta andando molto bene, in un modo particolare ed inaspettato.

Spesso gli atleti WWE hanno tentato di far carriera nel Mondo del cinema ed alcuni ci sono riusciti, in primis The Rock e John Cena. La federazione, inoltre, ha una branchia dedicata solo a questo. I film dei WWE Studios più di successo sono sempre stati però quelli concentrati sul mostrarci i nostri beniamini come grandi uomini, atletici e muscolosi.

Questi film tendevano dunque a non distanziarsi troppo da ciò che veniva mostrato sul ring, trovando un loro spazio nel genere azione oppure horror. In questo modo faticavano ad estendere il proprio pubblico oltre a quello che seguiva il wrestling stesso.

Da qualche settimana sta però avendo un grande successo in tutto il Mondo una loro sitcom caricata su Netflix , con protagonista The Big Show. Ecco perchè ho deciso di farne una breve recensione. Di cosa si tratta?


"Lo show di Big Show" è una tipica sitcom americana il cui protagonista è un ex wrestler in pensione (il che non si distingue poi molto dalla realtà dei fatti) che si trova ad affrontare i problemi di tutti i giorni.

Il primo paragone che mi viene in mente è quello con "La vita secondo Jim" Ai nostalgici degli anni 90 farà piacere rivedere Jaleel White, che tutti ricordiamo come il secchione Steve di "Otto sotto un tetto"

Nella serie in questione interpreta il migliore amico di Show, spalla perfetta nelle parti comiche. Agli amanti del wrestling faranno invece sorridere le comparse di Rikishi, Mick Foley e Mark Henry in una veste insolita da quella a cui siamo abituati.


La sitcom è molto classica e parla di un padre di tre figlie, buono ma un po' imbranato, che si ritrova coinvolto in varie situazioni. Spaziamo dunque tra momenti imbarazzanti dati anche dalla fisicità e dalla fama dell'ex lottatore, litigi familiari e drammi adolescenziali.

Le solite risate in sottofondo a me, personalmente, hanno sempre leggermente infastidito. Insomma, nulla di così tanto particolare, niente sparatorie o storie strappalacrime, ma la WWE per una volta si avvicina a noi comuni mortali.

La serie ci regala siparietti divertenti e ci fa capire come anche una figura storica per chi ama il wrestling possa in fondo essere profondamente...normale.


Le risate sono assicurate, ma non mancano gli spunti di riflessione.

La figlia maggiore di Big Show proviene da un altro matrimonio, fatica quindi ad integrarsi con le sorellastre ed esprime i suoi pensieri più intimi messaggiando con la madre, che si trova lontana. La ragazzina che si ritrova ad essere la sorella di mezzo vuole farsi valere perchè a suo dire "Non essere nè la più grande nè la più piccola è difficile", la minore è la furbetta della famiglia, mentre la madre ha il ruolo di riportare tutto alla normalità, nonostante la goffaggine del marito.


Il punto focale è però proprio il nostro Big Show, un omone che è stato un personaggio famoso per anni mostrandosi come un duro che massacrava chiunque gli parlasse, ma ora si ritrova in pensione ad un'età non troppo avanzata e si sente a volte sconsolato dal non saper fare nulla, tirando fuori dunque il suo animo tenero e giocoso tenuto nascosto durante la sua carriera.

Una delle figlie, nella prima puntata, fa una descrizione perfetta: "Papà è una brava persona, ma non riesce a controllarsi. È come un cucciolo gigante in una casa di bacon" La tipica figura del gigante buono, insomma.

Quello che intimorisce solo a guardarlo, ma scavando un minimo nel profondo, alla fine, è solo un marito e padre di famiglia, spaventato a volte anche troppo dai piccoli problemi che affliggono tutti noi.


L'obbiettivo principale è ovviamente quello di far ridere e Show, con le sue espressioni da bambinone e con le sue gaffe grosse almeno quanto lui, ci riesce benissimo.

Alle battute ed ai vari sketch si alternano però anche alcuni momenti teneri ed oserei dire educativi, momenti di familiarità e dolcezza con moglie e figli, spesso nel finale dei vari episodi e che possono far scendere qualche lacrima.

Insomma, la serie merita davvero e, questa volta, i WWE Studios hanno fatto centro. Visto i risultati dell'ultimo periodo, non mi stupirebbe se "Lo Show di Big Show" superasse in termini di share alcune puntate di Raw e SmackDown.

Un saluto, alla prossima, dal vostro SimoneSian.