Dirty Deeds - Verità scomode: Roman Reigns non se lo meritava, e nemmeno noi


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Dirty Deeds - Verità scomode: Roman Reigns non se lo meritava, e nemmeno noi

"Roman Reigns ha avuto ragioni ben precise per non partecipare a WrestleMania, ormai lo sanno tutti, ma dal nostro punto di vista la storia si evolverà in una maniera unica. Come vi dicevo prima, puntiamo sulle storyline.

Non voglio rovinarvi il finale del film, come si suol dire, ma posso assicurarvi che la sua estromissione sarà fatta in maniera sensata e che colpirà tutti. Invito a guardare lo show prima di giudicare": sono le parole con cui Triple H ha raccontato ai microfoni di Ariel Helwani di 'ESPN' il modo molto serio con cui la WWE intendeva raccontare al suo pubblico un fatto molto serio, ossia la rinuncia allo show dell'anno da parte dell'uomo immagine della compagnia.

Oltretutto in un match che avrebbe potuto (e forse dovuto) farlo tornare campione assoluto. Sono le parole che il nostro Luca Carbonaro ha scelto per l'articolo in italiano sul nostro sito WorldWrestling.it in cui ha coperto la vicenda, riportando fedelmente quanto dichiarato da Hunter in un'intervista televisiva.

Un'intervista vera. Un'intervista che, a pochi giorni da un evento difficile come WrestleMania 36, ha sollevato un grandissimo interesse nei confronti anche solo di SmackDown, ultimo show settimanale prima della disputa dello Showcase of The Immortals.

"Le parole sono importanti", come diceva Nanni Moretti in un film vecchio quasi quarant'anni, e così tantissimi appassionati di WWE in tutto il mondo (e anche in Italia) non vedevano l'ora di scoprire il tutto e si sono catapultati davanti alla tv quando SmackDown stava per iniziare: lo ha fatto, senza girarci troppo intorno, anche chi vi sta scrivendo.

E cosa ha visto? Ha visto uno show aperto dai contendenti ai titoli di coppia (The Miz incluso), e si è chiesto: "Ma allora The Miz sta bene?" Risposta: no, ma lo abbiamo scoperto solo qualche ora dopo. Su Twitter.

Chi fosse passato direttamente da SmackDown a WrestleMania (distanti meno di 24 ore l'uno dall'altra) lo scoprirà in diretta. Poi la puntata è andata avanti, e il momento di sapere la "verità unica" su Roman Reigns e la "maniera sensata" di raccontarla stentava ad arrivare.

Fino a che non è comparsa una grafica: Goldberg vs Braun Strowman. E il povero Michael Cole, unico detentore del microfono blu in queste settimane, è stato costretto ad abbozzare un mortificante (anche solo per lui): "Ah a proposito, c'è una novità, contro Goldberg non ci va più Roman Reigns ma Braun Strowman", o giù di lì.

Punto. Fine. Ora, signori cari, stiamo parlando di WrestleMania. Partiamo dalla premessa che non possiamo giudicare quanto possa essere stato difficile mettere in piedi WrestleMania con i mille serissimi problemi che tutto il mondo sta affrontando e anche l'America fatica sempre più a contenere.

Ma qualsiasi modo di gestire la questione sarebbe stato migliore rispetto a quanto è stato fatto. Intanto non stiamo parlando dell'ultimo house show che passa il convento, e di cui "la card è soggetta a cambiamenti anche dell'ultimo momento", ma di WrestleMania.

Di più, di un match di WrestleMania valido per un titolo assoluto. E oltretutto era una situazione che la WWE conosceva da giorni. L'ha conosciuta dopo che SmackDown era stata già girata? Ok, magari il faccia a faccia tra i due nuovi sfidanti non era praticabile, ma uno straccio di segmento anche postprodotto e con un semplice annuncio a voce di un telecronista o un dirigente via Skype lo si poteva fare.

Date le condizioni di assoluta emergenza, tutto sommato avremmo compreso anche il solitamente indigesto post sui social: Roman non può esserci, ci dispiace, lotta Strowman. Sarebbe stato umano. Così invece ne sono usciti male tutti.

Perfino noi, che avevamo pubblicato l'articolo con l'intervista di Triple H di cui sopra, e ci siamo visti scrivere oggi da un nostro lettore: "Ma quell'articolo era un Pesce d'Aprile?" No, non lo era, e questo è il vero guaio.

Ne è uscito malissimo Triple H stesso, con una promessa che lo rende ora agli occhi dei fan nella migliore delle ipotesi ridicolo, nella peggiore un bugiardo. Ne esce a pezzi la WWE, che era riuscita nella complicata missione di farsi benvolere non arrestando un carrozzone affollato e pericoloso, ma con tutte le cautele del caso, permettendo ai cittadini del mondo chiusi nelle loro case quantomeno di potersi distrarre un po'

E invece la compagnia ha mancato di rispetto alla persona meno indicata per farlo: Roman Reigns, il suo uomo di punta, un uomo oltretutto malato e che ha combattuto fino all'altroieri con un male silenzioso e mortale.

Proprio come questo Coronavirus che in WWE si è deciso di non nominare nemmeno, manco si fosse nel Turkmenistan. Non serviva "un modo unico" per estromettere Roman Reigns da WrestleMania, perché già la sua storia - la sua storia reale - è unica.

Ed è sufficientemente drammatica da non necessitare favolette a darle spessore. Lo sappiamo tutti perché Roman non deve tocchinarsi con altre persone, sudarci contro o respirarci addosso: lo sappiamo. Ma conosciamo la sospensione dell'incredulità, e volevamo capire che storia ci avreste raccontato.

Avete scelto di non raccontarci nulla, ributtando nel calderone l'impresentabile Braun (chiamato al match più importante della carriera senza che nemmeno sia apparso su qualsiasi schermo per parlarne) e nascondendo Roman Reigns dietro un dito.

Avete dato la notizia della settimana, nella settimana più importante dell'anno, cercando di farla passare il più possibile sotto silenzio. Quasi come se non ce ne dovessimo accorgere. Quasi come se non dovessimo parlarne.

Ma non funziona così. Perché quello che avete nascosto dietro un dito non è solo il vostro uomo di punta, diventato di colpo un problema solo perché è stato malato di leucemia e ora legittimamente ha paura per la sua incolumità.

Non è neanche un pluricampione che a tanti piace e tanti non sopportano, per i più svariati motivi che a questo punto non c'entrano e non interessano più a nessuno. No. Voi dietro un dito avete nascosto un essere umano.

Cui avete tremendamente mancato di rispetto provando a cancellarlo dalla scena sperando di non farvi beccare, ed è stata una scelta che (considerato tutto il tempo che c'era per mettere un qualsiasi tipo di pezza) non vi fa onore.

Roman Reigns, non in quanto Superstar della WWE ma in quanto essere umano, non se lo meritava. E nemmeno noi, se davvero ci reputate così poco intelligenti da non accorgerci di tutto questo.